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Cronaca

In casa con mezzo chilo di marijuana, condannato a 18 mesi di reclusione

Il blitz dei carabinieri in via Manzoni è del luglio 2017, la droga era pronta per dividerla in 3000 dosi

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© Foto Biancavilla Oggi

Un pregiudicato di 39 anni, Nicolò Parisi, è stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Biancavilla, in esecuzione di un ordine per la carcerazione emesso dall’ufficio esecuzioni penali del Tribunale di Catania.

L’episodio che gli viene contestato risale al luglio 2017, quando i militari notarono un eccessivo  viavai di giovani “clienti” dall’abitazione dell’uomo e da quella di un complice, Antonio Galvagno, in via Manzoni. Dopo perquisizione domiciliare, fu trovato e sequestrato oltre mezzo chilo di marijuana. Una quantità da cui sarebbero state ricavate 3000 dosi da smerciare al dettaglio.

Rinvenuti pure bilancini elettronici di precisione e materiale comunemente utilizzato dagli spacciatori per confezionare le dosi di stupefacente da porre in vendita.

Riconosciuto colpevole dai giudici etnei di detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, il 39enne dovrà scontare la pena comminatagli equivalente ad 1 anno e 6 mesi di reclusione. L’arrestato, assolte le formalità di rito, è stato associato al carcere catanese di Piazza Lanza.   

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Cronaca

Omicidio Parisi, condanna definitiva: carcere a vita per Salvatore Fallica

Un iter giudiziario particolarmente complesso per il delitto commesso nel 2003 in contrada Rinazze

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Sono stati i Carabinieri della Compagnia di Paternò ad eseguire l’arresto. Hanno eseguito così un ordine per la  carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale di Catania.

Destinatario del provvedimento è Salvatore Fallica, 47 anni, personaggio noto alle cronache, er ora rintracciato a Volterra, in provincia di Pisa.

Nei suoi confronti è arrivata la sentenza definitiva all’ergastolo per omicidio premeditato in concorso di Gaetano Parisi, guardia campestre 53enne di Paternò. Riconosciuto colpevole anche per deteenzione e porto illegale di armi comuni da sparo.

L’omicidio di Parisi avvenne il 14 aprile 2003 in contrada Rinazze, a sud di Biancavilla. La vittima era alla guida della sua autovettura, una Fiat 500, dopo essere stata speronata.

Un delitto di sangue maturato per conflittualità interne al clan mafioso locale. Il movente?Secondo gli inquirenti è legato alla mediazione, all’epoca dei fatti, tra Parisi e il clan di Biancavilla ed i piccoli imprenditori agricoli sottoposti alle estorsioni.

Fallica era inserito nel clan Toscano-Tomasello-Mazzaglia, articolazione della famiglia di Cosa nostra etnea Santapaola-Ercolano. Particolermanete complesso l’iter giudiziario del caso, che aveva coinvolto anche un secondo soggetto di Biancavilla, poi morto a causa di una lunga malattia. Alla loro identificazione, gli inquirenti sarebbero giunti grazie alla comparazione del Dna trovato, dai carabinieri del Ris di Messina, su pezzi di guanti in lattice dimenticati dentro un’auto, risultata rubata. La stessa utilizzata dai sicari nell’agguato, e su un guanto in prossimità della stessa auto.

La sentenza di primo grado di condanna era stata annullata dalla Corte d’Assise d’appello di Catania nei confronti dei due. Poi, la prosecuzione del procedimento. Fino al verdetto definitivo di oggi nei confronti di Fallica.

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