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Cronaca

In casa mezzo kg di marijuana e un continuo viavai di giovani “clienti”

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I carabinieri della stazione di Biancavilla hanno arrestato il 36enne Nicolò Parisi ed il 23enne Antonio Galvagno, entrambi ritenuti responsabili di detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.

La notizia era stata data anticipata ieri da Biancavilla Oggi. La conferma ufficiale, adesso, è arrivata dalla sala stampa del comando provinciale dei carabinieri di Catania.

L’eccessivo viavai di giovani “clienti” dalle abitazioni dei due, nella zona di via Manzoni, ha spinto i militari ad approntare un servizio di osservazione per diversi giorni. Poi, all’alba di ieri, l’irruzione nelle due abitazioni, perquisite da cima a fondo.

Rinvenuti, come avevamo già riferito ieri, 500 grammi di marijuana, da cui poter ricavare 3.000 dosi da smerciare al dettaglio, nonché dei bilancini elettronici di precisione.

La droga è stata sequestrata mentre gli arrestati, in attesa della direttissima, sono stati entrambi sottoposti agli arresti domiciliari.

Lo scorso novembre, Galvagno era stato arrestato dai carabinieri perché, dopo una perquisizione domiciliare, gli erano state sequestrate altre 100 dosi di marijuana e materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente.

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Cronaca

Mafia a Biancavilla, sei nuove misure di sorveglianza speciale per “volti noti”

Provvedimenti eseguiti dalla Questura di Catania ed emessi dal Tribunale su richiesta della Procura

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Volti noti alle forze dell’ordine, in maniera particolare in riferimento al blitz “Onda d’urto”, eseguito a Biancavilla nel dicembre 2016. Adesso, sei di loro, sono sottoposti alle misure della sorveglianza speciale. Tutti indiziati di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Si tratta di Giuseppe Amoroso, detto Pippo l’avvucatu, 49 anni, Fabio Amoroso (28 anni), Tino Caruso (43), Gregorio Gangi (32), Angelo Girasole (45) e Vincenzo Monforte (35).

I provvedimenti sono stati applicati nell’ultimo periodo dalla Questura ed emessi dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura. I soggetti coinvolti sono ritenuti «socialmente pericolosi per la sicurezza pubblica».

Ai “nuovi” sorvegliati speciali, come previsto dal Codice Antimafia, invalidati i titoli per l’espatrio (carta d’identità, passaporto) e per la guida. Imposti anche diversi obbligh. Tra questi: darsi alla ricerca di stabile lavoro, non frequentare abitualmente persone già condannate, non rincasare oltre le ore 21.00 e non uscire prima delle ore 6.00. E ancora: non trattenersi abitualmente nei pubblici esercizi e non partecipare a pubbliche riunione, non detenere e non portare armi.

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