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Un luogo o un monumento a Biancavilla da dedicare a tutte le vittime Covid

Il sindaco aveva preso l’impegno già a gennaio, adesso arriva in Consiglio pure una formale proposta

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© Foto Biancavilla Oggi

L’idea era venuta a padre Giovanbattista Zappalà, vicario foraneo e parroco all’Idria: intitolare un luogo pubblico o un monumento ai biancavillesi morti di Covid. Un’idea che il sacerdote aveva espresso al sindaco Antonio Bonanno, che già a gennaio si era detto favorevole.

Al primo cittadino sono arrivate sollecitazioni in tale senso pure da familiare di persone morte a causa del virus. L’impegno assunto da Bonanno è stato di realizzare l’iniziativa appena le condizioni sanitarie lo permetteranno.

A supporto di questa richiesta, adesso in Consiglio Comunale arriva anche una formale proposta. Si tratta di una mozione sottoscritta dai consiglieri Rosanna Bonanno, Rosita Zammataro e Antonio Bonanno. L’atto è già stato inserito all’ordine del giorno della seduta del Consiglio Comunale.

In particolare, i tre consiglieri chiedono all’amministrazione comunale di «potere individuare un’area dove potere collocare un monumento da intitolare alla memoria delle vittime da Covid-19».

I proponenti ritengono che «ricordare le vittime del Covid-19 e le loro famiglie sia atto di profondo senso di appartenenza e di visibile segno di vicinanza». E per questo ritengono «opportuno mantenere viva la memoria collettiva di tutte le vittime».

Un gesto, questo, che rientrerebbe nell’ottica e nello spirito della Giornata nazionale in memoria delle vittime della pandemia, istituita dalla Camera dei deputati e fissata ogni 18 marzo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Politica

Il sindaco Bonanno ricorda il 25 Aprile, ma dimentica la parola “fascismo”

Il presidente del Pd, Alfio Distefano: «Così si rischia di snaturare il significato di questa ricorrenza»

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Un momento della commemorazione dello scorso anno

«Nella Giornata del 25 Aprile, Festa della Liberazione, i valori democratici vanno affermati con nettezza e nel fare ciò bisogna esprime l’avversione a tutti i regimi totalitari e autoritari che restringono la libertà. La celebrazione della nostra ritrovata libertà deve aiutarci a comprendere e rafforzare il ruolo dell’Italia nel mondo come imprescindibile baluardo di democrazia. Viva la libertà, Viva la democrazia, Viva l’Italia».

Con queste parole, il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, ha ricordato la ricorrenza della Liberazione. Ma, come accaduto anche in anni precedenti, non ha pronunciato la parola “fascismo”. C’è il riferimento ad una generica «avversione a tutti i regimi totalitari e autoritari», ma senza citare il dato storico della caduta della dittatura di Mussolini e della cacciata dei nazisti di Hitler. Dettaglio che non è passato inosservato. Un atteggiamento peraltro in linea con quello della presidente Giorgia Meloni e della sua maggioranza. Ma si può celebrare la Liberazione, omettendo di ricordare l’occupazione nazifascista?

L’intervento di Alfio Distefano

Così, a margine del 25 aprile, è il presidente del Partito democratico di Biancavilla, Alfio Distefano, ad affidare ad una nota stampa la sua riflessione.

«Le parole – scrive Distefano – rischiano di snaturare il profondo significato di questa ricorrenza, strumentalizzandola in modo inaccettabile. Il 25 aprile non è, come affermato dal sindaco e da parte della sua giunta, una semplice giornata commemorativa dei caduti di tutte le guerre o una celebrazione generica contro i regimi totalitari. Si tratta, piuttosto, di una data ben precisa che segna un momento fondamentale nella storia del nostro Paese: la liberazione dal regime nazifascista, avvenuta nel 1945 grazie al sacrificio dei partigiani e all’impegno congiunto di tutte le forze antifasciste. È un giorno in cui dovremmo riflettere sul coraggio e la determinazione dei partigiani italiani che, con grande sacrificio e rischio personale, lottarono per l’ideale di libertà e democrazia».

Distefano sottolinea ancora che «celebrare il 25 aprile significa non solo onorare la memoria di chi ha combattuto e dato la vita per la libertà, ma anche riaffermare con forza i valori antifascisti che sono alla base della Repubblica Italiana. Valori che, come recita la nostra Costituzione, ripudiano la guerra e la violenza e pongono al centro la tutela dei diritti umani e la democrazia».

«Distorsione della memoria storica»

«Ritengo inaccettabile – specifica il presidente del Pd – che i rappresentanti delle istituzioni, come Sindaco e Giunta comunale, possano mettere in discussione il significato profondo del 25 aprile, alimentando una pericolosa distorsione della memoria storica, dove tale strumentalizzazione rischia di offendere la memoria di chi ha combattuto e di minare i valori stessi su cui si fonda la nostra democrazia».

Da qui, dunque, la richiesta di Distefano rivolta agli amministratori comunali ad «impegnarsi a promuovere una corretta e consapevole celebrazione del 25 aprile, commemorare questa giornata con il rispetto che merita e che sia occasione di riflessione e di riaffermazione dei valori antifascisti che uniscono l’Italia».

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