Politica
Un luogo o un monumento a Biancavilla da dedicare a tutte le vittime Covid
Il sindaco aveva preso l’impegno già a gennaio, adesso arriva in Consiglio pure una formale proposta
L’idea era venuta a padre Giovanbattista Zappalà, vicario foraneo e parroco all’Idria: intitolare un luogo pubblico o un monumento ai biancavillesi morti di Covid. Un’idea che il sacerdote aveva espresso al sindaco Antonio Bonanno, che già a gennaio si era detto favorevole.
Al primo cittadino sono arrivate sollecitazioni in tale senso pure da familiare di persone morte a causa del virus. L’impegno assunto da Bonanno è stato di realizzare l’iniziativa appena le condizioni sanitarie lo permetteranno.
A supporto di questa richiesta, adesso in Consiglio Comunale arriva anche una formale proposta. Si tratta di una mozione sottoscritta dai consiglieri Rosanna Bonanno, Rosita Zammataro e Antonio Bonanno. L’atto è già stato inserito all’ordine del giorno della seduta del Consiglio Comunale.
In particolare, i tre consiglieri chiedono all’amministrazione comunale di «potere individuare un’area dove potere collocare un monumento da intitolare alla memoria delle vittime da Covid-19».
I proponenti ritengono che «ricordare le vittime del Covid-19 e le loro famiglie sia atto di profondo senso di appartenenza e di visibile segno di vicinanza». E per questo ritengono «opportuno mantenere viva la memoria collettiva di tutte le vittime».
Un gesto, questo, che rientrerebbe nell’ottica e nello spirito della Giornata nazionale in memoria delle vittime della pandemia, istituita dalla Camera dei deputati e fissata ogni 18 marzo.
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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