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Covid, a Biancavilla schizzano a 228 i contagi e arrivano pure le “varianti”

Sono 50 i nuclei familiari in cui si concentra il maggiore numero di tamponi risultati positivi

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Domani a Biancavilla si riunirà il Coc – Centro operativo comunale – per valutare la situazione alla luce del nuovo dato che riguarda i positivi: ad oggi sono 228 con 3 ospedalizzati. È un numero alto di contagiati che tiene conto dell’incidenza numerica rilevata nell’ultimo screening.

Il picco più alto è individuato tra i giorni 8 e 9 marzo. In quelle date viene incamerato il dato dei 33 positivi biancavillesi rilevati nel monitoraggio.

A questo si aggiunge l’individuazione – tramite “contact tracing” – di altri contagiati che fanno parte del nucleo familiare cui appartengono i contagiati emersi dallo screening.

«Questa pandemia ci insegna –afferma il sindaco Antonio Bonanno– non solo che per trovare i positivi bisogna cercarli sottoponendo i cittadini ai test – e noi, all’ultimo screening, di tamponi ne abbiamo fatti circa 1500. Ma che ogni componente familiare risultato positivo finisce con il contagiare il resto della famiglia per colpa di comportamenti non idonei al protocollo sanitario richiesto in questi casi. Anche a casa dobbiamo imparare a comportarci bene».

«Nella nostra città –rivela il primo cittadino– sono circa 50 i nuclei familiari dove si concentra il numero rilevante di contagi. Va anche aggiunto che nelle scuole sono state rilevate le varianti del virus in 6 studenti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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A Biancavilla “lievita” del 20% il prezzo del pane: adesso è 2,40 euro al chilo

L’ultimo ritocco risale al 2014, la decisione dei panettieri locali è dovuta ai costi “stellari” delle farine

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I panificatori di Biancavilla hanno deciso: il prezzo del pane passa da 2 a 2,40 euro al chilo. Un rincaro del 20%, che tradotto sul bilancio familiare significa, in media, un esborso in più di 50-100 euro all’anno.

Il nuovo prezziario è entrato in vigore in questi giorni, in quasi tutti gli esercizi di Biancavilla. Riguarda il pane e tutti i prodotti da forno similari, dai “morbidoni” alle pizzette. In ogni esercizio è possibile prendere nota dei ritocchi apportati per ogni prodotto.

La decisione viene giustificata con il continuo aumento della farina, fino a raddoppiare: in un solo mese è passata da 0,44 a 0,80 euro. Il rischio, paventano i panificatori, è che arrivi ad 1 euro.

Da qui, il ritocco sul bene essenziale per eccellenza. Il settore conta a Biancavilla oltre 10 esercenti. Il giro d’affari si può stimare intorno ai 2 milioni di euro all’anno.

A Biancavilla, l’ultimo aumento del prezzo risale al 2014, quando il rincaro è stato di 20-30 centesimi. L’altro precedente ritocco al listino è risalente al 2004. Anche in quelle occasioni, la decisione era stata motivata con l’aumento dei costi sulle materie prime, a cominciare dalla farine.

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