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Cronaca

Sanzionate dai carabinieri altre due cooperative agricole di Biancavilla

Controlli dei militari per contrastare lavoro nero, caporalato e violazioni sulle misure anti-Covid

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Ancora un altro servizio dei carabinieri per contrastare il fenomeno del caporalato, del lavoro nero e delle violazioni in materia di legislazione speciale, eseguito anche su input del prefetto di Catania. Dopo un precedente controllo in cui è incappata un’azienda agricola di Biancavilla, altre due cooperative biancavillesi finite sotto verifica.

In campo i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Paternò, assieme al personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catania e della C.I.O. del 12° Reggimento Sicilia.

Controllate tre società cooperative agricole, due con sede a Biancavilla e l’altra a Palagonia. Due sono state sanzionate per il mancato rispetto delle prescrizioni del protocollo aziendale condiviso anticovid-19. Sono state elevate otto sanzioni per il mancato rispetto della distanza interpersonale. Altre quindici sanzioni per violazione del divieto di assembramento.

Ad una delle due ditte biancavillesi, elevate due maxi sanzioni per avere impiegato 2 lavoratori in nero su 8 presenti. Stessa misura per la ditta di Palagonia. Nell’ambito dei controlli, identificate 65 persone, di cui 22 impiegate nel settore agrumicolo, e controllati 13 veicoli.

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Cronaca

Sfruttati 5 tunisini, a Biancavilla rumeno denunciato per caporalato

Paga da fame e persino minacce di morte per i lavoratori impiegati nella raccolta delle arance

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Un “caporale” che sfruttava i lavoratori, anche con minacce di morte. Per queste ragioni, i carabinieri di Biancavilla hanno denunciato un rumeno.

L’uomo avrebbe non soltanto trasportato cittadini extracomunitari nei terreni agricoli del Paternese per la raccolta delle arance. Ma avrebbe pure lucrato sulla loro paga, facendo la cresta sulla quota riconosciuta dalla ditta.

Allargati i controlli alla sua abitazione, i militari hanno scoperto 5 persone tunisine, tra i 22 e i 41 anni, irregolari sul territorio nazionale, anche loro impiegati in lavori in campagna.

Durante l’ispezione, accertato, con il supporto dei tecnici dell’Enel, l’allaccio abusivo alla rete elettrica dell’intero stabile dove alloggiavano i tunisini su indicazione del rumeno, motivo per cui quest’ultimo è stato denunciato anche per furto di energia elettrica.

I lavoratori sono stati, invece, denunciati per ingresso e soggiorno illegale nel territorio nazionale. Emesso, dunque, il provvedimento del questore di Catania per l’espulsione.

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