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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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Cronaca

Solito bar, solito spaccio di droga: dosi pronte e nascoste sotto la tavola calda

Arrestato di nuovo il titolare del locale di piazza Roma, già altre volte beccato da carabinieri e polizia

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Arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. I carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Paternò hanno beccato il 45enne, titolare del bar di piazza Roma.

L’attività commerciale è stata oggetto a ripetizione di provvedimenti da parte del Questore e già altre volte era stata sequestrata della droga. Non è la prima volta che l’uomo venga arrestato per gli stessi motivi.

L’incessante attività investigativa dei militari ha proseguito i controlli. Stesse modalità, solito giro di frequentazioni. Il titolare, tra un caffè e l’altro, continuava la sua attività di spaccio di droga.

I carabinieri hanno effettuato una perquisizione all’interno del bar. Una visita inaspettata. Sotto i ripiani della tavola calda, i militari hanno trovato 32 dosi di cocaina già confezionate per la vendita al minuto e 15 grammi di marijuana.

Nel prosieguo della ricerca, dentro un contenitore di patatine posto su una mensola, i militari hanno rinvenuto la somma di 175 euro ritenuta provento dell’attività di spaccio.

L’uomo, espletate le formalità di rito, attende il rito per direttissima agli arresti domiciliari.

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