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Il caso del “pronto soccorso” di Biancavilla, interviene Barbagallo

Interrogazione all’Ars del parlamentare del Partito democratico all’assessore alla Salute

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«A Razza chiedo quali iniziative intende adottare al fine di garantire agli utenti del comprensorio di Biancavilla, Adrano e Santa Maria di Licodia l’adeguato presidio di pronto soccorso per tutte le emergenze/urgenze nonché di tutte le altre prestazioni ordinarie erogate dai reparti chiusi».

Parole indirizzate all’assessore regionale alla Salute da parte del deputato regionale e segretario del Partito democratico in Sicilia, Anthony Barbagallo. Una presa di posizione, quella di Barbagallo, espressa in termini che ricalcano il tenore dell’intervento del sindaco Antonio Bonanno.

Il segretario del Pd Sicilia è intervenuto dopo la notizia della chiusura (poi sospesa) del pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” ai pazienti no-Covid.

«Ho presentato all’Ars un’interrogazione all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, perché c’è preoccupazione per il comprensorio di Biancavilla, Adrano e Santa Maria di Licodia, dopo che l’Asp di Catania, su disposizione dell’assessore regionale alla Salute ha deciso che l’Unità operativa di Pronto soccorso dell’ospedale di Biancavilla accetterà soltanto pazienti con sintomi da Covid-19».

Questo aveva dichiarato Barbagallo prima del comunicato dell’Asp di Catania che ha precisato la garanzia di accesso del pronto soccorso anche ai pazienti no-Covid.

«La decisione – aveva scritto Barbagallo – suscita preoccupazione poiché priva il comprensorio di un pronto soccorso al quale fare riferimento in caso di emergenze diverse dal Covid. A maggior ragione considerato che la popolazione non è stata adeguatamente informata. Inoltre questa disposizione si aggiunge al blocco dei ricoveri ordinari nei reparti di chirurgia, medicina e ortopedia».

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Politica

Biancavilla in balìa dell’Acoset: acqua ridotta, disservizi in vari quartieri

L’azienda riduce di 6 litri al secondo la consueta erogazione, il sindaco Bonanno si rivolge al prefetto

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L’Acoset ha ridotto l’erogazione idrica a Biancavilla. Ciò sta creando disagi agli utenti che risiedono in particolare nel centro storico (non serviti dai pozzi comunali).

Il primo cittadino ha informato della situazione la Prefettura di Catania. «Pur comprendendo le difficoltà della società idrica, il sindaco Bonanno – informa una nota del Comune – ha chiesto all’Acoset di ripristinare il più presto possibile l’erogazione idrica nelle quantità necessarie al fabbisogno dei cittadini».

Secondo il Piano Regolatore delle Acque, l’Acoset è tenuta a fornire al Comune di Biancavilla (pur non facendo parte della società) 23 litri al secondo di acqua. Di solito, tuttavia, l’erogazione è stata garantita per 27-28 l/s, un quantitativo che (unito a quello dei pozzi del Comune) riesce a coprire il fabbisogno. Adesso, però, per carenza idrica ed esigenze aziendali, a Biancavilla vengono forniti 21 litri al secondo. Un quantitativo insufficiente, che è causa dei disservizi presenti in diversi quartieri.

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