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Cronaca

Ubriaco fa schiamazzi e poi inveisce contro i carabinieri: arrestato

Chiamati da diversi cittadini, i militari di Biancavilla sono intervenuti in via Damiano Chiesa

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© Foto Biancavilla Oggi

Minaccia, resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale. Con queste accuse, i carabinieri della Stazione di Biancavilla hanno arrestato un 49enne ubriaco. Lo stesso finito ai domiciliari per le stesse motivazioni lo scorso maggio.

Intorno a mezzogiorno, numerosi cittadini avevano contattato telefonicamente i militari, lamentando che in via Damiano Chiesa un uomo stava creando disagi e schiamazzi perché in evidente stato di alterazione dovuta al consumo di bevande alcoliche.

I militari, al loro arrivo, hanno trovato l’uomo che, avendoli visti e nel tentativo di non essere a sua volta individuato, si era nascosto rannicchiato sul sedile posteriore della sua autovettura, una Renault Twingo.

Inutile dire che, vistosi scoperto, l’uomo ha cominciato ad inveire contro i militari, investendoli con ogni insulto dimenandosi nel tentativo di non essere arrestato.

L’autovettura è finita sotto sequestro perché priva della copertura assicurativa. L’uomo, espletate le formalità di rito, è ora agli arresti domiciliari in attesa delle decisioni dell’Autorità Giudiziaria.

Non è la prima volta che la stessa persona finisca ai domiciliari per analoghe ragioni. Lo scorso maggio, l’uomo è stato bloccato dai carabinieri dopo un inseguimento. Inseguimento scaturito dal fatto che non si fosse fermato all’alt: finito poi in via Bernini. Anche in questo caso l’uomo era ubriaco ed è andato in escandescenza contro i carabinieri, che lo hanno arrestato.

Nel corso del preliminare accertamento dei militari è risultato che l’autovettura fermata era già posta sotto sequestro perché utilizzata in assenza della necessaria copertura assicurativa, quindi hanno condotto l’uomo, che continuava ininterrottamente ad inveire contro di loro, presso l’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla per essere sottoposto ad alcoltest al fine di determinarne il tasso alcolemico.

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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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