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Detto tra blog

Facciamo a meno (per un attimo) della quiete e… lunga vita alla “movida”

Pensiamo ai giovani e a cosa ha costruito per loro la classe politica negli ultimi vent’anni

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Dimentichiamoci per un attimo dei Biancavillesi che la notte hanno il sacrosanto diritto di riposare. E dimentichiamoci magari di chi si debba svegliare presto al mattino perché lavora fuori o in campagna o fa turni o studia o altro. Non pensiamo un attimo a chi ogni mattina trova cocci, bottiglie, sporcizia, vomito o peggio davanti al portone. E neanche a chi rischia di essere travolto dalle gare notturne di scooter o di auto. E dimentichiamoci perfino di quella ventina di teppistelli impuniti che la notte diventano i padroni del paese.

Ad alcune categorie, dai politici ai “giovani imprenditori”, questo esercizio risulterà abbastanza facile.

Pensiamo un attimo ai giovani ed ai ragazzi di Biancavilla. E a cosa offre loro questo paese. E a cosa ha costruito per loro la classe politica ed amministrativa degli ultimi 20 anni (eletta da noi 40enni e 50enni e non certo da loro).

Cari giovani, volete fare sport? Mi spiace ma il campo sportivo è privato e pure blindato. Per campetti pubblici di calcio o basket, o piste ciclabili, o di atletica o di pattinaggio, o di qualsiasi cosa non ci sono mai stati fondi.

Una passeggiata? Purtroppo tutte le piazze, piazzette, giardinetti, marciapiedi devono essere utilizzati dai chioschi, dai pub e dai locali di ogni genere.

Volete fare teatro, musica o qualsiasi tipo di attività culturale? Impossible. Non è previsto. Dove pensate di essere?

Biancavilla, il paese della movida

E allora? Ma come? A Biancavilla avete la fantastica movida! Alcool e musica a volontà a prezzi stracciatissimi. Vi annoiate? Movida! Volete uscire? Movida! Volete incontrarvi? Movida! Volete divertirvi? Movida! Insomma, bevetevi la vita. Bevetevi la gioventù! A Biancavilla se non bevi e non fai “casino” non sei nessuno.

Anzi, visto che ai nostri geniali amministratori non viene in mente niente altro, facciamo di Biancavilla il paese della movida. «Biancavilla è un paese caratterizzato dalla movida» (frase di un assessore).

Ora però non bisogna neanche esagerare. Sennò tra risse e atti di vandalismo, gli avventori si potrebbero spaventare.

Così, quando 400 cittadini raccolgono le firme per chiedere di mettere un freno alla inciviltà non succede nulla per 6 mesi. Ma appena la richiesta viene dagli imprenditori del settore scattano subito i controlli, prima che la situazione sfugga di mano. E che il business venga messo a rischio. E niente. Imprenditori della movida, salvateci voi. Lunga vita alla movida.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Biancavilla insensibile alla strategia “plastic free”: chiude la “Casa dell’acqua”

In altre città è un successo, da noi è un flop: mancano senso civico, rispetto ambientale e cultura “green”

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di VINCENZO RUSSO

Era stata inaugurata due anni fa in piazza Don Bosco ed era stata annunciata come un’iniziativa di civiltà. La “Casa dell’acqua” era a disposizione di tutti: il prezioso liquido controllato ed adeguatamente filtrato ad un prezzo di 5 centesimi a litro. Ognuno, con una tessera acquistabile in alcuni punti vendita di Biancavilla, avrebbe potuto riempire proprie bottiglie. Un gesto semplice con una duplice finalità: risparmiare sull’acquisto di acqua ed evitare la disporsione di plactica. Un gesto che ogni cittadino attento alla comunità e alla causa ecologica (che riguarda tutti indistintamente) avrebbe dovuto compiere con convinzione.

Invece, poche decine di biancavillesi hanno usufruito del servizio, aderendo civilmente alla strategia “plastic free” e contribuendo ad una minore diffusione della plastica. Così, mentre in diverse altre città (anche vicine alla nostra), le “Case dell’acqua” sono ampiamente utilizzate, da noi si assiste all’esatto opposto.

A Biancavilla, la ditta che gestisce il servizio ha dovuto constatare la non sostenibilità. Pertanto, la piccola struttura di erogazione idrica di piazza Don Bosco – come recita un avviso – è destinata ad essere disinstallata. Anzi, il termine ultimo era stato già fissato per febbraio per gli utenti che ancora hanno credito da spendere.

Non è una buona notizia, questa. Perché Biancavilla si dimostra ancora una volta insensibile a regole di civiltà, al rispetto ambientale e alla cultura “green”. Che grande delusione! Mi chiedo quanti politici di destra e di sinistra abbiano utilizzato la “Casa dell’acqua”, giusto per dare l’esempio.

Dove sono i cosiddetti “ambientalisti” da tastiera? E dove sono coloro che in piazza Roma avevano parlato di “plastic free”? Forse era solo un pretesto per auto propaganda a favore di telecamere per poi andare a fare la spesa, riempendo la macchina di confezioni d’acqua in bottiglie e cellophan di plastica. Sta di fatto che su 8mila famiglie biancavillesi, soltanto alcune decine hanno usato la “Casa dell’acqua”. A loro va un plauso, a tutto il resto un velo pietoso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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