Connettiti con

Politica

Lavori entro il 2021, il finanziamento per ammodernare il teatro c’è: 231mila euro

Gli interventi riguarderanno l’allestimento di servizi per gli spettatori e le compagnie ospiti de “La Fenice”

Pubblicato

il

Una somma di 231mila euro. È l’ammontare del finanziamento regionale che conferma l’avvio degli interventi di restyling del teatro “La Fenice” di Biancavilla.

L’amministrazione Bonanno nei mesi scorsi aveva partecipato e vinto il bando, redigendo il progetto attraverso il lavoro degli uffici. La serie di interventi, da concludersi entro il 2021, riguarderà l’ammodernamento della struttura, in particolar modo con l’allestimento dei servizi adeguati a spettatori e compagnie.

«Nonostante l’emergenza virus che ci vede impegnati quotidianamente, in queste settimane abbiamo lavorato assieme all’ufficio tecnico per concretizzare l’avvio di diversi lavori: partiamo con il Teatro ma di tanti altri interventi vi renderò conto in appresso», puntualizza il sindaco Antonio Bonanno.

Che prosegue: «Mi è dispiaciuto avere letto che il finanziamento fosse stato addirittura messo in discussione e che non dovesse più arrivare. Fake news che appartengono ad un gioco denigratorio che faccio fatica a comprendere, smentito puntualmente dai fatti».

«Partiamo dal Teatro “La Fenice”, dicevo: il finanziamento è regionale e lasciate che ringrazi per l’impegno –conclude Bonanno– l’assessore Manlio Messina e i deputati all’Ars Giovanni Bulla, Gaetano Galvagno e Giuseppe Zitelli. Una unione di intenti che ha prodotto un bel risultato».

L’impegno era stato assunto dallo stesso assessore Messina, in visita a Biancavilla, lo scorso dicembre, al campo sportivo “Orazio Raiti” e al palazzo comunale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità
Fai clic per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Politica

Biancavilla va a destra, 5 Stelle primi, imbarazzante il Pd, boom di “SCateno”

Elezioni storiche con l’exploit di Fratelli d’Italia, per il centrosinistra è il peggior risultato dal 1948

Pubblicato

il

Giorgia Meloni nel 2013 a Biancavilla a sostegno di Antonio Bonanno

Il quadro uscito dalle urne a Biancavilla, per le Politiche 2022, ha tutti i connotati della svolta storica. Numeri inimmaginabili fino a qualche anno fa per una destra (la forza che affonda le radici in An e nell’Msi) che, nel nostro paese, è stata sempre relegata ai margini. E che ora risulta essere all’apice del consenso.

Sì, il risultato di Fratelli d’Italia è quello che più abbaglia. A Biancavilla, il partito di Giorgia Meloni si attesta intorno al 24% sia alla Camera dei deputati (2343 voti) che al Senato (2251 voti). Una percentuale di consensi (mai registrata a Biancavilla da una forza di destra nella storia repubblicana) che fa balzare l’intera coalizione ad oltre 4000 preferenze. Coalizione che vede Forza Italia attorno al 9% (oltre 800 voti) e la Lega (oltre 700) appena sotto di un punto percentuale.

Dati imbarazzanti, invece, nella coalizione di Centrosinistra con un Partito democratico che si attesta al di sotto del 9%, cioè poco più di 800 consensi (mai registrati a Biancavilla da una forza di sinistra nella storia repubblicana). Il resto dello schieramento (+Europa, Verdi, Impegno Civico) raccoglie numeri da prefisso telefonico. Nel complesso, la coalizione guidata da Enrico Letta si ferma intorno all’11,50%. Un tonfo politico umiliante che si ripete e, anzi, raggiunge livelli drammatici.

E poco sarebbe cambiato, sommando pure i voti di Azione-Italia Viva. A Biancavilla l’accoppiata Calenda-Renzi ha convinto il 5-6% dei votanti (592 alla Camera e 441 al Senato).

Ma dov’è finito, dunque, il popolo della sinistra a Biancavilla? A guardare i numeri, l’emorragia di votanti ha favorito il Movimento 5 Stelle, che con il 26,08% si colloca –per queste Politiche 2022– come la prima forza nel nostro paese. A segnare una X sul suo simbolo sono stati 2628 biancavillesi per Montecitorio e 2486 per Palazzo Madama. Numeri che –va notato da una prima analisi– ricalcano quelli dei percettori del reddito di cittadinanza a Biancavilla. Un consenso “politico” motivato, dunque, da chi vede la misura sociale (invenzione e vanto del movimento guidato da Giuseppe Conte) come l’unica àncora di salvataggio per il proprio sostentamento.

C’è poi la fetta del voto di protesta e di pancia, quello degli arrabbiati e degli urlatori trascinatori di piazza. Quello che un tempo era appannaggio dei “grillini” con il “Vaffa” come intercalare. Adesso la platea è quella di (S)Cateno De Luca, il principe del populismo in salsa siciliana. A Biancavilla, la lista “Sud chiama Nord” ha ottenuto il 9,59% (918 voti) alla Camera ed il 14% (cioè 1334 preferenze) al Senato. Numeri che fanno ombra ai più strutturati Pd, Forza Italia e Lega.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua a leggere

I più letti

Nel rispetto dei lettori e a garanzia della propria indipendenza, questa testata giornalistica non chiede e rifiuta finanziamenti, contributi, sponsorizzazioni, patrocini onerosi da parte del Comune di Biancavilla, di forze politiche e soggetti locali con ruoli di rappresentanza istituzionale o ad essi riconducibili