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Il ricordo dell’eroe di Nassiriya sepolto al cimitero di Biancavilla

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Massimiliano Bruno, una delle vittime dell’attentato di Nassiriya del 2003, commemorato al cimitero di Biancavilla, dove nella cappella comunale riposa la sua salma. Un carabiniere eroe, originario di Bologna, che aveva prestato servizio nella stazione di Biancavilla all’inizio degli anni ’90.

Alla cerimonia ha partecipato il generale Luigi Bruno, assieme al colonnello Raffaele Covetti (comandante provinciale) e a quelli della compagnia di Paternò, capitano Angelo Accardo, e della stazione di Biancavilla, maresciallo Fabrizio Gatta.

Presenti pure il sindaco Antonio Bonanno ed il prevosto, padre Pino Salerno, con una folta rappresentanza dell’Associazione Nazionale Carabinieri, la cui sezione locale, presieduta da Antonio Rapisarda, è intitolata proprio a Massimiliano Bruno.

Una cerimonia semplice per ricordare un militare preparato e competente, ma che aveva non comuni qualità umane.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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In città

Il brindisi di Ferragosto degli ospiti del “Cenacolo”: «Noi non ci sentiamo soli»

Momento aggregativo della Comunità Terapeutica Assistita nel cortile della struttura di via San Placido

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In un pomeriggio caldo e afoso ma pieno di entusiasmo e gioia, gli ospiti della Comunità Terapeutica Assistita “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla, nel cortile della struttura di via san Placido, hanno voluto esprimere con un brindisi augurale serene e felici festività ferragostane a quanti hanno in questi mesi posto attenzione non solo alla propria salute personale ma anche a quella di tutta la collettività.

Diversi utenti hanno spontaneamente manifestato, oltre all’augurio, anche sentimenti di ringraziamento e gratitudine alla Direzione Generale e Amministrativa, all’Equipe multidisciplinare ed a tutti gli operatori dell’ente che li curano e assistono negli atti della vita di ogni giorno e nel loro percorso terapeutico e riabilitativo.

I ringraziamenti sono andati oltre le mura dell’istituto per raggiungere anche chi dall’esterno, come autorità pubblica preposta (Comune, Asp, Dipartimento di Salute Mentale, Forze dell’Ordine…) ha avuto attenzione nei loro riguardi riuscendo a dare le necessarie e pertinenti indicazioni che, integrate a quelle della struttura, garantiscono un sereno svolgimento delle attività, monitorando e salvaguardando costantemente la loro salute e il loro benessere psico-fisico.

Singolare l’affermazione di un ospite che ha voluto sottolineare che pur essendo questo un momento difficile, essi non si sono sentiti mai soli ma aperti al territorio e da esso accolti e gratificati. Questo brindisi ne è testimonianza…

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Villa delle Favare aperta agli studenti che discutono la tesi di laurea

Avviso del Comune rivolto ai laureandi costretti dalle misure anti-Covid ad una “cerimonia” a distanza

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Già da settimane, la sala conferenza di Villa delle Favare è messa a disposizione degli studenti per discutere la tesi di laurea che a causa dell’emergenza sanitaria, avviene esclusivamente in via telematica.

Il sindaco Antonio Bonanno assieme all’assessore alla Pubblica Istruzione, Francesco Privitera, e a tutta la Giunta comunale ha ritenuto opportuno pubblicare un avviso che formalizzi la possibilità ai laureandi di usufruire a titolo gratuito della sala conferenze di Villa delle Favare, per il collegamento virtuale con l’Ateneo, sede di discussione della tesi di laurea e successiva proclamazione del candidato.

La garanzia, riservata a tutti, è quella di una sede consona con la partecipazione di amici e familiari, fermo restando il rispetto delle norme vigenti in materia sanitaria.

«Il principio fondante –si legge in una nota del Comune– è che si intervenisse perché la modifica delle abitudini, dovuta all’emergenza sanitaria in corso, non precluda la condivisione di quello che rimane un giorno indimenticabile nella vita di qualunque studente. Chiunque fosse interessato può rivolgere istanza agli Uffici di Segreteria del sindaco».

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UNA VITA ANCORA PIU' BELLA Memorie di un sopravvissuto. Lettere e riflessioni inedite di Gerardo Sangiorgio, il biancavillese deportato nei lager nazisti per avere detto "no" alla Repubblica di Salò. La sua è la vicenda di un "Internato Militare Italiano" raccontata nel nuovo libro di "Nero su Bianco", curato da Salvatore Borzì con prefazione di Francesco Benigno e contributi di Liliana Segre, Massimo Cacciari, Luciano Canfora ed altri esponenti della cultura italiana.

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