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Biancavilla siamo noi

Piano Oliveri ridotto ad una discarica «Chi sporca ha una mente piccola»

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Salve Direttore,

vi scrivo per segnalarvi lo scempio di Piano Oliveri a Biancavilla. Una piazzetta storica del nostro paese trasformata in una vera e propria discarica. Il disinteresse verso questa zona del paese è disarmante!

Non voglio accusare nessuno perché chi sporca solitamente ha una mente così piccola da non capire quello che fa!

Invece vorrei proporre soluzioni come l’installazione di cestini, due alberi nelle aiuole e soprattutto telecamere per evitare che lo scempio si ripeta. Questa piazzetta in pieno centro storico va rivalutata!

Grazie all’eco mediatico del vostro sito, spero che si muova qualcosa in tal senso. Chi sporca non va assecondato ma moralizzato per il bene nostro e anche loro e dei loro figli!

Vi ringrazio in anticipo, cordialmente

Andrea Motta

BIANCAVILLA SIAMO NOI. Questo spazio è aperto a tutti i nostri lettori, affinché possano esprimere un pensiero, una proposta, un suggerimento su tematiche locali o denunciare disservizi, inadempienze, soprusi da parte della pubblica amministrazione. Chiediamo un’esposizione chiara e un linguaggio rispettoso nei confronti di tutti. Saremo ben lieti di ospitare i vostri contributi, nel segno della partecipazione attiva.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2 Commenti

2 Commenti

  1. V.Galvagno

    30 Agosto 2019 at 16:05

    Coloro che insozzano,sono gli stessi che si lamentano che Biancavilla è sporca.Sono individui,se così si possano definire,che abbisognano di essere curati. È inconcepibile ridurre a stato pietoso una piazzetta ,simbolo della nostra Biancavilla.Mi auguro che anche la vicina pizzeria contribuisca al decoro dell’ ‘area.Grazie per lo spazio.

  2. Giuseppe

    22 Agosto 2019 at 14:23

    Oltre alla spazzatura le strade sono impraticabili in questa zona, sono totalmente d’accordo sul mantenimento del centro storico ma queste strade sono abbandonate a se stesse prive di ogni manutenzione e ripristini da parte del comune tanto da dover cambiare ammortizzatori alla macchina molto spesso

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Biancavilla siamo noi

Centinaia di test anti-Covid al Centro Operativo Misto: disagi per il quartiere

«Per almeno un’ora le uscite di casa “bloccate” dalle macchine dei concittadini in attesa dell’esito»

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Nel momento in cui scrivo la prima giornata di screening a tappeto riservato ad alcuni concittadini, che si tiene al Com (Centro Operativo Misto) di Biancavilla, volge al termine. Sgombro subito il campo da ogni possibile equivoco o fraintendimento: sono favorevolissimo ad una campagna di prevenzione di massa volta a ridurre il più possibile la circolazione del virus. E ovviamente non ho nulla da ridire sul fatto che questa campagna si tenga al Com.

I controlli sono già iniziati da una settimana e sino ad oggi, a parte qualche criticità diciamo così “isolata”, tutto era andato per il meglio. Ma era andato per il meglio perché i numeri del controllo erano rimasti tutto sommato contenuti. Coi numeri di oggi, invece, i nodi sono venuti al pettine.

Per questa ragione vorrei quindi sottoporre all’attenzione della pubblica opinione quanto è oggi accaduto: a causa dei numeri assai più rilevanti dei giorni scorsi, il Com non è riuscito a contenere al suo interno tutti i concittadini che una volta effettuato il test rapido ne attendevano l’esito.

Ciò ha comportato quindi che alcuni di essi si siano riversati sulla parte di Via Delle Margherite – sulla quale insistono abitazioni private e relativi cancelli di ingresso – adiacente all’area di sosta e all’uscita del Com, trasformandola addirittura, per un po’ di tempo, non solo in un’area di attesa nonostante l’area del Com a ciò dedicata fosse vuota – con alcuni concittadini che in attesa dell’esito, e quindi potenzialmente positivi al virus, scendevano dalle macchine e “passeggiavano” o addirittura abbassavano la mascherina per fumare.

Il tutto sempre “attaccati” ai cancelli di casa e con altri cittadini o coi volontari nelle adiacenze – ma addirittura in un’area di test: in almeno un caso, debitamente documentato, il tampone è stato effettuato praticamente sotto casa del sottoscritto.

Per almeno un’ora, poi, le uscite di casa sono state praticamente “bloccate” dalle macchine e dai concittadini in attesa dell’esito. La situazione è via via migliorata nel corso della mattinata, pur con parziali e ricorrenti “blocchi” delle uscite di casa, per poi “peggiorare” nuovamente nel momento clou di affluenza pomeridiana dei “candidati” al test. Stavolta niente test sotto casa ma qualche concittadino e qualche bambino in attesa dell’esito che sono scesi dalla macchina l’uno per parlare al telefono – sempre davanti al cancello di entrata della mia abitazione – e l’altro per “giocare”.

So già che simili scene potranno ripetersi e sono in un certo senso “rassegnato” a restare “murato vivo” in casa per l’intera giornata. Pur tuttavia chiedo a gran voce che la scelta del Com come sede per eventuali e futuri tamponi di massa sia riconsiderata e siano preferiti luoghi che, per “capienza” e collocazione urbanistica e per le evidenti ragioni logistico-organizzative, possano, come nel caso dello stadio di Adrano o dello spazio antistante la piscina comunale di Paternò, permettere di testare i cittadini in tutta sicurezza e nel rispetto di tutti i protocolli, senza ulteriori rischi per i cittadini stessi e per gli addetti al servizio d’ordine. E senza “costringere” chi ha solo la “colpa” di abitare a ridosso del Com a dover asserragliarsi in casa col timore di avere qualche potenziale positivo che “passeggia”, fuma o parla al telefono davanti all’uscio di casa.

ROSARIO DI GRAZIA

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