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Fuori città

«Insieme oltre le barriere… mentali», incontro tra “Cenacolo” e Lions club

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La Comunità terapeutica assistita “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla, unitamente al Lions Club di Trecastagni, hanno organizzato nella sede del comune pedemontano un incontro-confronto sul tema “Lo Sport abbatte le barriere… mentali – Racconto di un’esperienza condivisa”.

Dopo i saluti del presidente del Club ospitante, Eugenio De Luca, ha preso la parola Giosuè Greco, direttore generale dell’Opera Cenacolo, che ha elogiato la collaborazione, già da tempo avviata tra le due realtà associative, rivolta ad organizzare degli eventi sportivi non agonistici a favore dei disabili psichici.

A seguire, gli interventi del pedagogista Salvuccio Furnari, dell’educatore della Cta Filadelfio Grasso e della psichiatra Vera Trassari, che nelle loro relazioni hanno evidenziato, dai vari punti di vista specifici per ruolo e funzioni, i vantaggi dei percorsi riabilitativi e clinico-socio-pedagogici da parte degli utenti attraverso le pratiche sportive.

Toccanti sono state le testimonianze di alcuni utenti ospiti nella comunità residenziale, per l’occasione accompagnati da Daniele Greco, che hanno raccontato, emozionando i presenti, la loro partecipazione al torneo di calcetto a cinque “In campo… con un pizzico di follia!”, svolto a Biancavilla con il coinvolgimento di diverse strutture riabilitative del territorio etneo, organizzato dai Clubs della V circoscrizione del Lions International Distretto Sicilia.

Le conclusioni sono state sintetizzate da Salvo Giacona, past presidente del Consiglio dei Governatori che ha evidenziato la sinergia tra Lions ed Enti che operano a favore delle persone con difficoltà, rilevando il tema internazionale del Lions “We serve – Sport e integrazione”.

Nell’occasione, la Cta ha donato un pannello fotografico riepilogativo dei momenti salienti del torneo calcistico, ricevendo dal presidente il guidoncino del Club.

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Chiesa

Parrocchiani dell’Idria lungo i sentieri dell’Etna: prima uscita dopo il lockdown

Guidati da padre Zappalà, circa cinquanta fedeli hanno passato una giornata a contatto con la natura

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di Giuseppe Gugliuzzo

Giornata di svago e gioia per circa cinquanta fedeli della parrocchia “Santa Maria dell’Idria” di Biancavilla, guidati dal parroco, don Giovambattista Zappalà, attraverso i boschi del sentiero del Corpo Forestale dell’Etna.

Giornata iniziata alle ore 09.00, col raduno dei fedeli dietro la chiesa parrocchiale e partenza per l’Etna.

«Nel folto gruppo presenti anche giovani e bambini, per far comprendere loro –viene sottolineato dai promotori– l’importanza e la meraviglia della natura che ci circonda, anche alla luce dell’enciclica di Papa Francesco “Laudato si”, sulla custodia e cura del creato».

Dopo una piacevole passeggiata di 4 km lungo i boschi, il gruppo di fedeli, giunto presso il rifugio, ha ricevuto tanta accoglienza e disponibilità da parte degli addetti del Corpo Forestale dell’Etna. Pranzo a sacco e poi momenti di gioco e allegria, per poi tornare nell’afosa e calda Biancavilla.

È stata la prima uscita parrocchiale dopo l’emergenza Covid, per riprendersi quei momenti di svago e spensieratezza dopo questi mesi di lockdown.

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Fuori città

Utenti del “Cenacolo” e del Dsm alla scoperta del teatro massimo “Bellini”

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Gli ospiti della comunità terapeutica assistita “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla, accompagnati dall’educatore Filadelfio Grasso, e gli Utenti, i familiari e i volontari del Modulo Dipartimentale “Salute mentale” afferenti a gruppi strutturati di Biancavilla, seguiti dall’assistente sociale Annetta Manitta, nell’ambito delle attività culturali ed educative, hanno effettuato, in due momenti distinti, visite guidate al maestoso Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” di Catania.

I partecipanti all’iniziativa, varcando per la prima volta la soglia del teatro, sono rimasti affascinati e attratti dalle folgoranti luci, dagli specchi e dal colore rosso porpora degli arredi che adornano gli ambienti.

Le decorazioni dorate e gli affreschi hanno suscitato ancor di più emozioni non immaginabili da provare in quel luogo, non avendo avuto altre esperienze similari.

Gli obiettivi programmati che gli operatori, sia della comunità terapeutica che del Dipartimento, si erano prefissati e raggiunti sono sintetizzabili in due linee di azione specifiche: promozione individuale culturale attraverso la scoperta di un edificio di alto pregio architettonico ambientale e di massima fruizione per la collettività sotto l’aspetto artistico, musicale e lirico-sinfonico; conoscenza e approfondimento della figura dell’architetto Carlo Sada, autore del pregevole manufatto.

L’iniziativa è stata possibile grazie alla disponibilità della direzione del teatro ed alla sensibilità di giovani guide catanesi che hanno condotto i visitatori in un viaggio affascinante in un altrettanto magico luogo.

Arricchente l’intervento del dott. Salvuccio Furnari, cultore dei beni ambientali e monumentali di Biancavilla, che ha evidenziato la radice comune del milanese Carlo Sada, sconosciuto ai più, progettista sia del teatro catanese che dell’elegante e maestoso campanile della Chiesa Madre di Biancavilla.

Salvuccio Furnari, inoltre, si è soffermato su alcune notizie biografiche dell’autore, a 170 anni dalla nascita, evidenziando la lungimiranza di una classe politico-amministrativa ed ecclesiale che a fine Ottocento volle arricchire ed abbellire il centro storico del proprio paese con la costruzione del campanile e la rimodulazione delle facciate delle chiese più importanti.

L’intervento ha suscitato nei presenti l’orgoglio dell’appartenenza alla comunità biancavillese che in tale monumento (“u campanaru”) riscopre la propria identità.

Tale tipologia di iniziative si colloca all’interno di una programmazione tesa a incentivare la crescita culturale dell’utenza, portata avanti con lungimiranza dalla dirigenza del “Cenacolo Cristo Re” e dal Modulo Salute Mentale di Adrano.

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UNA VITA ANCORA PIU' BELLA Memorie di un sopravvissuto. Lettere e riflessioni inedite di Gerardo Sangiorgio, il biancavillese deportato nei lager nazisti per avere detto "no" alla Repubblica di Salò. La sua è la vicenda di un "Internato Militare Italiano" raccontata nel nuovo libro di "Nero su Bianco", curato da Salvatore Borzì con prefazione di Francesco Benigno e contributi di Liliana Segre, Massimo Cacciari, Luciano Canfora ed altri esponenti della cultura italiana.

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