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Triathlon, Natale e Francesco Rizzo si piazzano tra i migliori atleti d’Italia

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Prestazione brillante al Gran Prix di Scario in Campania per i campionati italiani di triathlon, da parte di due atleti biancavillesi. Natale e Francesco Rizzo sono stati tra i 160 partecipanti provenienti da tutta Italia.

I due fratelli fanno parte della Magma Team” di Catania, squadra già classificatasi come migliore di Sicilia e seconda in Italia per punteggio.

«Si tratta di una disciplina completa e oserei dire molto dura –spiega Natale a Biancavilla Oggi– oltre ad allenare il fisico su tre discipline (nuoto, bici, corsa) ci vuole molta costanza, tenacia e anche forza mentale. Mettere insieme allenamenti giornalieri, lavoro e famiglia è davvero dura. In quest’ultimo campionato, il livello era molto alto ed è un onore per me avere partecipato tra i migliori d’Italia».

«La mia vita –aggiunge Francesco– è cambiata da quando faccio triathlon. Una disciplina che potrebbe sembrare uno sport, anzi, in molti pensano che sia l’insieme di tre sport senza soluzione di continuità. Invece il triathlon va oltre. Chi lo pratica con serietà sa di cosa sto parlando: è un modo di vivere. Spesso si associano fatica e sacrificio al triathlon, c’è chi lo crede incompatibile con una vita “normale”. Non vorrei sembrare –sottolinea ancora Francesco– un romantico folgorato da una commovente finish line in una gara marchiata Ironman e quindi elenco freddamente i motivi per i quali penso che sia una buona cosa fare triathlon: diventi organizzato, allontani la gente negativa, diventi più sano, sarai più produttivo, ti divertirai un sacco».

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Cultura

L’omaggio di Salvo Ardizzone alla memoria del maestro Franco Zeffirelli

L’artista biancavillese racconta il suo incontro, quand’era ancora studente, con il grande regista italiano

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Nello scenografico complesso di San Firenze, sede della Fondazione Franco Zeffirelli, consegnata l’opera dell’artista siciliano Salvo Ardizzone, originario di Biancavilla, dedicata al maestro del cinema italiano: “I Zeffiretti FZ 2023” acrilico 80×80.

Il dipinto rappresenta un giovane Zeffirelli del periodo del Gesù di Nazaret, circondato dagli “zeffiretti” dell’idomeneo di Mozart tanto amati dalla mamma Alaide. E poi tanto “viola” e tanti “gigli”, che rappresentano la sua amata Fiorentina.

«Ho incontrato il Maestro – ricorda l’artista biancavillese – nella primavera del 1993, lui stava girando il film “Storia di una Capinera” a Catania, io frequentavo l’Accademia di Belle Arti e stavo realizzando la mia tesi “Gesù nel cinema: secondo Pasolini, Zeffirelli e Jewison”, tre modi di vedere la figura di Gesù. È chiaro che di Zeffirelli mi sono soffermato sul “Gesù di Nazaret”, che considero il kolossal non solo della mia adolescenza ma anche di tutti i tempi».

«Tramite le suore benedettine, visto che una mia compagna di classe lo era, mi procurai – prosegue Ardizzone – un appuntamento con il Maestro all’interno del set. Nonostante siano passati esattamente 30 anni, lo ricordo come se fosse oggi. Lui saliva la “scalinata Alessi”, dove c’era anche il suo hotel di appoggio, considerando che lui aveva anche un caravan. Finita la salita si avvicinò a me, nonostante ci fosse un gruppetto di persone e mi disse: “Sei tu il ragazzo della tesi?”. Io in maniera emozionata gli risposi “sì”. Mi prese la mano e la bacio, dicendo “Grazie”. Ho ancora impresso questo momento nei miei pensieri e lo porterò con me».

Se il Gesù di Nazaret e Fratello sole, sorella luna mi hanno emozionato per le verità evangeliche e storiche, Storia di una Capinera e Romeo e Giulietta, mi legano di più alle emozioni amorose, che tutti noi abbiamo dentro il nostro cuore. La stessa cosa si può dire di Amore senza fine. Per parafrasare Callas forever, posso dire Zeffirelli forever».

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