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Ancora un’altra scossa di terremoto Ore 16.03: magnitudo pari a 2.5

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Non si arrestano le scosse sismiche nell’area etnea. Gli strumenti dell’Ingv hanno registrato un altro tremore, alle ore 16.03, con magnitudo di 2.5 ed originato in territorio di Ragalna, ad un livello superficiale. Un sisma della stessa intensità di quello delle ore 21.54, ma questa volta non avvertito da tutti.

Da sabato, le scosse più significative sono state sei, localizzate a Biancavilla, a profondità comprese tra 1 e 6 km: quella forte di magnitudo 4.6 alle ore 2.34. A seguire, alle 2.59 e alle 12.21, di magnitudo 2.5 e 2.1. Domenica alle ore 7.11 con energia 2.0, poi la sera, alle ore 21.54, quella di 2.5, che ha fatto uscire di nuovo la gente in strada. E adesso, quest’altra

Il 30 settembre, la terra aveva tremato con magnitudo 2.1 in due distinti episodi, localizzati ancora a Biancavilla, ma non percepiti dalla popolazione.

Altri sismi sono stati registrati negli ultimi giorni nell’area Etnea con epicentri a Ragalna, Bronte e Linguaglossa. Fenomeni che gli esperti dell’Ingv legano all’attività vulcanica e che lasciano intuire una prossima eruzione dell’Etna.

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Installazione antenna 5G, le suore salesiane: «Noi non c’entriamo niente»

Intervento delle Figlie di Maria Ausiliatrice a proposito dell’impianto sull’edificio in cui sono ospitate

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«Come Figlie di Maria Ausiliatrice esprimiamo comprensione per le preoccupazioni espresse. Siamo fiduciose che chi ha responsabilità e competenza prenda decisioni rispettose della sicurezza e della salute dei cittadini».

Lo scrivono in una nota stampa le Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, a proposito della installazione di un’antenna 5G sull’edificio di via Mongibello in cui sono da sempre ospitate.

Sulla vicenda gli abitanti della zona hanno manifestato il loro dissenso e il Comune aveva presentato un ricorso contro l’installazione, bocciato dal Tar.

C’è chi ha chiamato in causa le suore salesiane, a sproposito. Ed ora arrivano le loro puntualizzazioni.

«La notizia dell’installazione delle antenne 5G – scrivono – ha destato ansia e preoccupazione per molti. Ci sembra doveroso fornire alcune chiarificazioni. La sede di via Mongibello è di proprietà dell’Ipab Casa del fanciullo “Francesca Messina”.
Tra l’Ipab e l’ente delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in essere un comodato d’uso gratuito dei locali per l’abitazione delle suore e le attività pastorali da loro animate».

«L’azienda che sta provvedendo all’installazione delle antenne – viene specificato – non ha alcun contratto in essere né in forma diretta né indiretta con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Circa un anno fa la direttrice dell’istituto ha ricevuto la semplice informazione della decisione in oggetto da parte dell’Ipab».

Le suore, dunque, non hanno alcun ruolo formale nell’iter per la collocazione dell’impianto. Resta il fatto che le entrate economiche destinate all’Ipab, per consentire sul proprio tetto l’installazione dell’antenna, non c’è dubbio che avranno un beneficio indiretto pure sulle Figlie di Maria Ausiliatrice. In mancanza di introiti, il mantenimento dell’immobile e l’ospitalità riservata alle suore potrebbero non essere così scontate.

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