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Rifiuti, premiati i comuni migliori: Biancavilla non brilla e precipita

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Riconoscimenti regionali per la “differenziata” nel 2017. Biancavilla menzionata solo per il “porta a porta” e una raccolta del 44%. E nel 2018 spicca per essere precipitata sotto il 35%. Bisogna riparare il disastro.

 

di Vittorio Fiorenza

La Regione Siciliana, in una cerimonia, ha riconosciuto la buona amministrazione di sindaci, assessori, funzionari e aziende di gestione dei rifiuti con riferimento alla raccolta differenziata: 37 sono i Comuni che hanno superato la soglia del 65% di raccolta minima prevista per legge (nel 2016 erano 23) e 71 sono quelli che si attestano tra il 50 e il 65% (nel 2016 erano 51).

Nelle due fasce delle località virtuose non figura affatto Biancavilla, che non può dirsi al top delle amministrazioni siciliane. Il nostro Comune, come tanti altri nell’Isola, si deve accontentare soltanto di una “menzione speciale”, dovuta al fatto che è operativo il servizio “porta a porta” di raccolta dei rifiuti (ma lo è, per la cronaca, già dai tempi dell’amministrazione Manna).

Si badi bene: i dati su cui si basano i riconoscimenti regionali si riferiscono al 2017, anno nel quale Biancavilla ha raggiunto il 44% della quota differenziata, percentuale per la quale non si possono certo strappare bottiglie di spumante.

LEGGI L’ARTICOLO

Differenziata, flop di Biancavilla: è tra i 10 peggiori comuni etnei

I dati relativi ai mesi del 2018, peraltro, sono di tutt’altro genere: Biancavilla – come abbiamo già raccontato –  è precipitata, infatti, al di sotto del 35% di differenziata, cioè sotto la soglia d’allarme fissata dall’ordinanza del governatore Nello Musumeci. In particolare, Biancavilla figura in questo momento tra i 10 comuni peggiori della “Srr Area metropolitana di Catania”, al punto che, entro il 31 maggio, dovrà fornire un cronoprogramma di interventi per invertire la tendenza e riparare al disastro attualmente in corso.

Questa, in sintesi, la reale ed aggiornata fotografia della gestione rifiuti a Biancavilla, nel contesto metropolitano e regionale, con riferimento al 2017 e ai primi mesi del 2018. Numeri che non si possono interpretare. Tutto il resto è “propaganda di fine stagione”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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“Il respiro di Biancavilla”, la questione amianto diventa una mostra fotografica

Iniziativa di Inail e Università di Catania: immagini di Valentina Brancoforte e dell’archivio di Daniela Bellomo

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Si intitola “Il respiro di Biancavilla”. Martedì 11 giugno, alle ore 11.00, presso la Direzione territoriale Inail di via Cifali a Catania, inaugurazione della mostra fotografica. Iniziativa nata nell’ambito della attività previste dalla convenzione tra l’Inail Sicilia e l’Università degli studi di Catania.

Le opere fotografiche di Valentina Brancaforte e l’archivio fotografico di Daniela Bellomo, coordinatrice reggente della Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza dell’Inail Sicilia, raccontano la storia degli abitanti di Biancavilla. Una popolazione esposta per oltre cinquant’anni alla fluoro-edenite, una fibra asbestiforme che ha provocato un elevato tasso di mortalità per mesotelioma.

L’istituzione della Sin (Sito interesse nazionale), avvenuta del 2001, si rese necessaria quando, a seguito di studi epidemiologici, venne scoperto negli affioramenti rocciosi della cava di Monte Calvario un nuovo minerale. Una struttura anfibolica, la fluoro-edenite, che presenta tre habitus: aciculare, fibroso e prismatico. Studi successivi hanno dimostrato che il nuovo anfibolo ha caratteristiche chimico-tossicologiche riconducibili all’asbesto.

I testi a corredo delle immagini sono di Daniela Bellomo, Valentina Brancaforte e Stefano Zuliani. Ha collaborato Caterina Ledda, docente associata di Medicina del lavoro all’Università di Catania. La mostra sarà visitabile fino al 12 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.00.

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