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Viale dei Fiori di nuovo allagato Macché via di fuga: è una trappola

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di Vittorio Fiorenza

Ci risiamo: un po’ di pioggia e viale dei Fiori si presenta completamente allagato, nel tratto fino alla rotatoria. Un’opera pubblica costata 1,5 milioni di euro che si è rivelata un vero e proprio disastro. Soprattutto se si considera che il finanziamento della protezione civile era mirato non alla semplice sistemazione dell’arteria stradale, ma alla creazione di una via di fuga in caso di emergenza. Ebbene, non soltanto non funziona da via di fuga, ma in caso di emergenze sarebbe una trappola a tutti gli effetti. Un disastro, appunto. Ma chi paga? Chi chiede scusa?

Il caso, sollevato più volte in Consiglio Comunale, ha trovato la totale sordità dell’amministrazione comunale. In prima fila per tagliare il nastro inaugurale e per vantare con parole roboanti la riqualificazione della strada, alle prime criticità, passo indietro e rimpallo delle responsabilità al Dipartimento della protezione civile.

E pensare che quando Biancavilla Oggi ed altre testate hanno mostrato i primi video e le prime foto degli allagamenti appena finiti i lavori, diversi componenti dell’amministrazione Glorioso (tra cui l’allora assessore Giuseppe Sapienza) hanno accusato i giornalisti di falsificare la realtà e pubblicare immagini manipolate. Purtroppo, il senso della vergogna per taluni non si sviluppa, nemmeno in età adulta né in possesso di ruoli istituzionali. Aspettarsi che qualcuno chieda scusa è pura utopia.

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Inaugurato come “via di fuga”, viale dei Fiori di nuovo… allagato

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“Il respiro di Biancavilla”, la questione amianto diventa una mostra fotografica

Iniziativa di Inail e Università di Catania: immagini di Valentina Brancoforte e dell’archivio di Daniela Bellomo

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Si intitola “Il respiro di Biancavilla”. Martedì 11 giugno, alle ore 11.00, presso la Direzione territoriale Inail di via Cifali a Catania, inaugurazione della mostra fotografica. Iniziativa nata nell’ambito della attività previste dalla convenzione tra l’Inail Sicilia e l’Università degli studi di Catania.

Le opere fotografiche di Valentina Brancaforte e l’archivio fotografico di Daniela Bellomo, coordinatrice reggente della Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza dell’Inail Sicilia, raccontano la storia degli abitanti di Biancavilla. Una popolazione esposta per oltre cinquant’anni alla fluoro-edenite, una fibra asbestiforme che ha provocato un elevato tasso di mortalità per mesotelioma.

L’istituzione della Sin (Sito interesse nazionale), avvenuta del 2001, si rese necessaria quando, a seguito di studi epidemiologici, venne scoperto negli affioramenti rocciosi della cava di Monte Calvario un nuovo minerale. Una struttura anfibolica, la fluoro-edenite, che presenta tre habitus: aciculare, fibroso e prismatico. Studi successivi hanno dimostrato che il nuovo anfibolo ha caratteristiche chimico-tossicologiche riconducibili all’asbesto.

I testi a corredo delle immagini sono di Daniela Bellomo, Valentina Brancaforte e Stefano Zuliani. Ha collaborato Caterina Ledda, docente associata di Medicina del lavoro all’Università di Catania. La mostra sarà visitabile fino al 12 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.00.

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