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Prefettura: «Stop ai prelievi d’acqua» Disagio irriguo per gli agricoltori

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di Alessandro Rapisarda

Il caldo e la siccità mettono a rischio anche la fauna ittica degli invasi. Ecco perché la Prefettura di Catania, in accordo con l’Enel ed il Consorzio di bonifica n. 9, ha messo uno stop ai prelievi di acqua. Interrotte le concessioni di attingimento, anche in territorio di Biancavilla, così come nei paesi che si affacciano sul fiume Simeto. Tutela faunistica a parte, la chiusura dei rubinetti comporta per gli agricoltori che hanno la concessione con Enel l’impossibilità ad irrigare.

Anche se ad inizio stagione l’invaso Pozzillo era quasi al massimo della sua capacità, ovvero 60 milioni di metri cubi d’acqua, la lunga siccità e le alte temperature che ormai da marzo sono una costante, stanno mettendo a serio rischio la salute dei pesci e dei vegetali che vivono nell’invaso e nei corsi d’acqua.

Oltre a Biancavilla, anche i fondi agricoli dei comuni di Adrano e Paternò subiscono la restrizione. «Non piovendo da mesi –sottolineano alcuni agricoltori biancavillesi di contrada Raisa– abbiamo passato l’estate tra grandi sacrifici per cercare di avere una buona produzione, adesso rischiamo di perdere in termini di qualità. La terra, senza acqua, è dura come le pietre e se la pioggia tarda ancora ad arrivare, rischiamo di avere prodotti invendibili. Dopo la chiusura dell’erogazione da parte del Consorzio di bonifica, adesso anche i terreni che si trovano accanto al Simeto cominciano ad avere problemi di siccità».

Centinaia i piccoli proprietari (contando solamente quelli di Biancavilla) che vivono questa problematica. Il paradosso è che anche Enel, non potendo attingere acqua, non può utilizzare alcuni impianti per la produzione di energia idroelettrica.

BIANCAVILLA SIAMO NOI

Consorzio di bonifica: «Pregate o fate danza della pioggia»

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Istituzioni

Servizio idrico, costituito il Comitato per la tutela dell’acqua pubblica

Ne è portavoce Salvo Grasso, che annuncia una serie di iniziative per chiedere trasparenza ed equità

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La nuova gestione del servizio idrico, passato dal Comune di Biancavilla alla società “Servizi Idrici Etnei”, ha chiuso un’era e ne ha aperto un’altra. Un passaggio, formalmente avvenuto nel giugno del 2025 ma che gli utenti hanno realizzato con la prima fattura emessa lo scorso febbraio. Addio alle vecchie e anacronistiche tariffe comunali. Ecco spuntare tariffe più alte, tra immancabili malumori.

Adesso, un gruppo di cittadini ha costituito ufficialmente il Comitato per la Tutela dell’Acqua Pubblica di Biancavilla, con l’obiettivo di difendere un diritto fondamentale: l’accesso all’acqua come bene pubblico.

In un momento in cui molti cittadini segnalano criticità nel servizio idrico e costi sempre più elevati, il Comitato nasce per chiedere trasparenza, equità e rispetto per la comunità. Ne è portavoce Salvo Grasso.

«Non è accettabile – dichiarano i promotori – che l’acqua manchi dai rubinetti e sia invece sempre presente nelle bollette. Vogliamo chiarezza sulla gestione e sulle tariffe».

Il Comitato annuncia fin da subito iniziative pubbliche, raccolte firme e attività di informazione rivolte alla cittadinanza, invitando tutti a partecipare. «L’acqua – viene sottolineato – è di tutti. Difenderla è un dovere».

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Rissa in via Milone, la comunità islamica condanna la violenza: «Dispiaciuti»

Ismail Bouchnafa, presidente della Federazione Islamica di Sicilia, scrive al sindaco Bonanno

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© Foto Biancavilla Oggi

«Desidero esprimere la nostra più sincera vicinanza alla comunità di Biancavilla per quanto accaduto nei giorni scorsi. Siamo profondamente dispiaciuti per gli episodi che hanno coinvolto alcuni cittadini di origine marocchina. Desideriamo ribadire con fermezza che tali comportamenti non rappresentano in alcun modo i valori della nostra comunità, fondata sul rispetto, sulla convivenza pacifica e sulla responsabilità sociale».

Ad intervenire è Ismail Bouchnafa, presidente della Federazione Islamica della Sicilia, in riferimento alla violenta rissa avvenuta in via Milone, a Biancavilla. Tre i marocchini coinvolti: la vittima finita all’ospedale, i due presunti aggressori – zio e nipote – arrestati dai carabinieri della locale stazione per tentato omicidio.

«Condanniamo ogni forma di violenza e di comportamento che possa generare paura o disagio tra i cittadini. Allo stesso tempo – sottolinea Bouchnafa – prendiamo nettamente le distanze da quanto accaduto, riaffermando il nostro impegno costante nel promuovere il dialogo, l’integrazione e il rispetto delle regole».

Parole che il rappresentante della comunità islamica ha inviato al sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, conosciuto alcuni anni fa in occasione della visita della console del Regno del Marocco, Boutaina Bouabid, che di fatto aveva inaugurato un rapporto di dialogo e amicizia con Biancavilla.

«Siamo pienamente disponibili – conclude Bouchnafa – a collaborare con le istituzioni locali per rafforzare iniziative che favoriscano la coesione sociale e prevenire il ripetersi di simili episodi, contribuendo così al benessere e alla sicurezza di tutta la cittadinanza».

Bonanno: «Biancavilla, città del dialogo»

Le parole di Ismail Bouchnafa sono state accolte con favore dal primo cittadino di Biancavilla. «Come sindaco di Biancavilla – dice Antonio Bonanno – accolgo questo messaggio con rispetto e gratitudine. È esattamente il tipo di risposta che ci si aspetta da una comunità che ha a cuore il bene comune. Non il silenzio, non la chiusura, ma la parola chiara e la disponibilità a fare la propria parte».

«Noi raccogliamo la disponibilità Federazione Islamica della Sicilia – sottolinea il sindaco – con la stessa apertura con cui è stata offerta. Biancavilla è una città che crede nel dialogo, nell’integrazione e nel rispetto delle regole. Valori che non appartengono a una sola comunità, ma a tutti coloro che scelgono di vivere e costruire qualcosa insieme».

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