Politica
Nuovo assessore entra in Giunta Nominata l’avv. Rosanna Di Paola

Rosanna Di Paola, nuovo assessore della Giunta Glorioso
di Vittorio Fiorenza
La sua nomina viene attribuita al peso politico del consigliere Giuseppe Salvà e all’ascendente che quest’ultimo esercita sul sindaco Giuseppe Glorioso. L’avv. Rosanna Di Paola è la nuova assessora della giunta comunale di Biancavilla. Una giunta che, di fatto, diventa un monocolore Pd.
A firmare l’incarico è stato il primo cittadino e domani pomeriggio, nell’aula consiliare, è previsto il giuramento, che formalizzerà il riempimento della quarta casella assessoriale. Una casella vuota da quasi un mese, ovvero dalle dimissioni dell’assessore Rosanna Neri della lista autonomista “Volare per Biancavilla”.
La nomina di Di Paola, alla sua prima esperienza politico-istituzionale, non smuove di una virgola l’assetto che l’assemblea cittadina ha assunto da parecchio tempo con l’assenza di una maggioranza e una composizione di schieramenti che ha reso e rende i lavori d’aula pressoché impraticabili. Dieci consiglieri contro dieci. Da una parte quel che resta della coalizione di Glorioso, dall’altra le tre forze del Centrodestra e il gruppo misto con i quattro consiglieri ex sostenitori del sindaco.
Nessun tentativo del sindaco è andato in porto per costituire uno schieramento maggioritario. Le dimissioni della Neri avrebbero dovuto agevolare questo processo. Le indiscrezioni di Palazzo, confermate ai cronisti dal primo cittadino, avevano prefigurato un accordo con il gruppo misto e la nomina ad assessore del consigliere Vincenzo Chisari. Ma poi non se n’è fatto nulla.
Il bilancio sarebbe stato bocciato, stando ai numeri. Soltanto l’assenza di Ada Vasta (esponente del Ncd) per “causa parto” e la seduta convocata appositamente dal presidente Vincenzo Cantarella nei giorni della sua indisponibilità hanno salvato le sorti di Giunta e Consiglio.
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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erica
21 Ottobre 2016 at 15:22
13 assessori sono tanti?chissà quanti ancora ne arriveranno di sto passo, visto che sono state promesse poltrone a chiunque portasse una manciata di voti. In questo caso si vede che il consigliere Giuseppe Salvà, da solo, ha più peso dei “fantastici4” che volevano la giunta tecnica, e invece hanno ottenuto solo pesci in faccia. Buon Lavoro al nuovo assessore