Biancavilla siamo noi
San Salvatore, ok al progetto ma non con quei soldi stanziati dal Comune

Ho seguito con interesse il dibattito sulla probabile costruzione della nuova chiesa “San Salvatore” e devo riconoscere che i vari lettori e blogger hanno espresso opinioni diverse (per fortuna), alcune colorite da toni un po’ forti, alcune dettate da idealismi religiosi o sociali, ma tutte comunque interessanti e soprattutto rispettabili.
►Nuova chiesa con soldi comunali: dibattito di fuoco tra pro e contro
Al di là di essere d’accordo o meno con il progetto, a mio modesto parere, desidero sottolineare che quando si parla di investimenti o spese l’aspetto che viene sottovalutato o ignorato è il poter verificare in modo analitico (da parte di chi ha le competenze e l’obbligo) ogni voce di spesa che compone la somma totale;
oggi parlare di centinaia di migliaia o milioni di euro sembra come parlare di piccole cose: se nell’anno 2000 ci avessero detto che per costruire una chiesa sarebbero stati necessari quasi 3 miliardi di lire, credo che molti si sarebbero posti dei dubbi;
ma quanto costano i materiali e mezzi di costruzione? quanto tempo e ore lavoro servono? quanto costano gli operai? Siamo sicuri che non potrebbero bastare meno di 1.380.000 €? Io sono assolutamente convinto di sì e anzi mi aspetto che con una cifra inferiore si realizzi anche l’oratorio e il campetto annesso.
Quindi, anche se sono d’accordo con il progetto, direi alla Curia di valutare bene le risorse e al Comune che avrebbe dovuto stanziare quei soldi ad altro (di esempi i lettori ne hanno citati tantissimi).
GIANFRANCO GALVAGNO
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Biancavilla siamo noi
Zona “Cicalisi”, quel basolato lavico sconnesso: veicoli finiscono nella buca
Via Paganini, un nostro lettore: «Sono quasi certo che una strada così non si trovi nemmeno in Africa»
È una questione che riguarda il decoro urbano, ma anche e soprattutto la sicurezza di chi sta alla guida di un mezzo, soprattutto a due ruote. Strade dissestate e con buche: a Biancavilla non c’è una via che non presenti criticità, a prescindere che il manto stradale sia fatto di bitume, mattoni o basolato lavico.
L’ultima delle segnalazioni dei nostri lettori ci arriva dalla zona “Cicalisi”, a pochi passi dal plesso elementare “San Giovanni Bosco”: buche profonde sul basolato completamente sconnesso.
«Volevo segnalare – leggiamo nel messaggio recapitato alla nostra redazione – una situazione di pericolo presente ormai da anni. Ma adesso in maniera consistente in via Nicolò Paganini, inizio di via Sandro Botticelli. Sono quasi certo che una strada così non si trovi nemmeno in Africa. Mentre fotografavo, una macchina vi è andata dentro con le imprecazioni giustificate dell’automobilista. Mi chiedo se ci finisse dentro uno dei nostri baldi e audaci centauri motorizzati cosa succederebbe».
AGGIORNAMENTO
Su intervento del Comune, la basola è stata sistemata. Una riparazione veloce, un rattoppo. Il fondo dell’intera arteria resta in condizioni non ottimali.
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Biancavilla siamo noi
«Differenziata, per l’isola ecologica io non esisto: nessuno sgravio in bolletta»
«Porto i rifiuti nella struttura comunale, ma dopo un anno non risulto nei registri: sono indignato»
Gentile redazione di Biancavilla Oggi, vorrei segnalare una situazione che mi riguarda in relazione all’isola ecologica. Da circa un anno ho aperto una nuova utenza e porto la spazzatura differenziata nella struttura di via della Montagna in modo da poter beneficiare degli sgravi previsti in bolletta. Fornendo le mie generalità, tramite tessera sanitaria, non risulto ancora inserito nel registro degli utenti e quindi impossibilitato a usufruire di questa agevolazione, nonostante abbia già pagato la tariffa annuale.
Chiedendo informazioni all’operatore ecologico di turno, mi risponde che non dipende da loro ma dal Comune. Più volte ho chiamato la dottoressa Francesca Papotto, responsabile dell’Ufficio Tributi, che inizialmente «avrebbe preso un appunto e avrebbe provveduto subito». Poi «bisogna aspettare un aggiornamento del sistema». E infine «avrebbe inserito personalmente la mia anagrafica», anche se tuttora il problema non si è risolto e continuo a perdere i benefici che mi spettano.
Scrivo quindi a questa redazione perché sono indignato dalla gestione di questa problematica, non voglio perdere altro tempo ad aspettare risposta al telefono di una soluzione che non arriverà e sapere se magari qualcun altro si trova in questa stessa situazione. Grazie mille.
STEFANO AMATO
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