Connettiti con

Cronaca

Niente mantenimento al figlio: 6 mesi di carcere e multa di 600 euro

Pubblicato

il

giustizia

Condanna inflitta dal Tribunale di Catania ad un 43enne biancavillese per non avere versato 200 euro mensili al figlio minore. Pena più pesante di quella richiesta dal pm.

 

di Vittorio Fiorenza

Si è separato dalla moglie, ma si sarebbe sottratto all’obbligo di riconoscere l’assegno di mantenimento per il figlio minore. Adesso il Tribunale di Catania lo ha condannato a sei mesi di reclusione, a 600 euro di multa e al pagamento delle spese processuali.

Quella inflitta ad un biancavillese di 43 anni è una pena severa. Ancor di più se si considera che il pubblico ministero aveva chiesto la pena più “soft” di quattro mesi di reclusione e 500 euro di multa.

Il giudice, Giuseppina Montuori, invece, ha calcato ancor più la mano. L’uomo dovrà adesso risarcire i danni in favore della ex moglie, assistita dall’avv. Pilar Castiglia. Danni da liquidarsi separatamente in sede civile.

Nella fase di separazione consensuale, presso la Prima Sezione Civile del Tribunale di Catania, era stato stabilito che il padre dovesse versare 200 euro mensili per le spese di mantenimento del figlio. Versamento che non sarebbe avvenuto, al punto che la madre ha dovuto ricorrere all’aiuto dei propri familiari. Da qui, la denuncia e la sentenza di condanna di questi giorni nei confronti dell’uomo per violazione degli obblighi di assistenza familiare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità
Fai clic per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cronaca

Violenza sessuale su una donna di Biancavilla: 4 anni di carcere al marito

Sentenza del Tribunale di Catania a ridosso della Giornata internazionale contro la violenza di genere

Pubblicato

il

La bloccava con il peso del proprio corpo, rendendola inerme, e la costringeva ad atti sessuali non consenzienti. Episodi ripetuti, intervallati da minacce, mortificazioni, umiliazioni. «Sei una stupida puttana, sei di mia proprietà», le diceva.

Un vero e proprio inferno nascosto tra le quattro mura di casa con sedie e tavoli scagliatile addosso. E poi calci, pugni e schiaffi, fino a rendere necessario il ricorso alle cure mediche per edemi e contusioni al volto.

Vessazioni che una donna di Biancavilla ha subìto per anni, fino a quando ha trovato il coraggio di denunciare il marito. I fatti, protrattisi tra il 2013 e il 2015, sono stati ricostruiti attraverso le indagini del sostituto procuratore Fabio Regolo. Nella fase iniziale, imposti all’uomo l’allontanamento da casa ed il divieto di avvicinamento.

Poi il processo, davanti la quarta sezione penale del Tribunale di Catania, presieduta da Eliana Trapasso. Nel corso di un’udienza, una delle figlie ha testimoniato a sostegno della madre. La sentenza è arrivata adesso, a ridosso di questa Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Un verdetto che condanna l’uomo ad una pena di quattro anni e due mesi di reclusione, oltre alle spese processuali, per i reati di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Stabilita una provvisionale di 10mila euro. In sede civile, da quantificare la somma esatta per il risarcimento dei danni patiti dalla vittima.  

Il caso della donna biancavillese (da tempo lontana dal marito), assistita dall’avv. Pilar Castiglia, è arrivato al primo grado di giudizio. Ma tante altre vittime non hanno lo stesso coraggio e la stessa determinazione di affidarsi alla giustizia. Troppi abusi, aggressioni, minacce e umiliazioni che devono essere scoperchiati. Solo con la denuncia si può interrompere il vortice di relazioni pericolose. Va ribadito sempre il valore della denuncia, oggi più che mai, in questa giornata che ci ricorda come la violenza di genere resti un fenomeno diffuso e da contrastare anche a Biancavilla.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua a leggere

Trending

Nel rispetto dei lettori e a garanzia della propria indipendenza, questa testata giornalistica non chiede e rifiuta finanziamenti, contributi, sponsorizzazioni, patrocini onerosi da parte del Comune di Biancavilla, di forze politiche e soggetti locali con ruoli di rappresentanza istituzionale o ad essi riconducibili