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Cronaca

Niente mantenimento al figlio: 6 mesi di carcere e multa di 600 euro

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giustizia

Condanna inflitta dal Tribunale di Catania ad un 43enne biancavillese per non avere versato 200 euro mensili al figlio minore. Pena più pesante di quella richiesta dal pm.

 

di Vittorio Fiorenza

Si è separato dalla moglie, ma si sarebbe sottratto all’obbligo di riconoscere l’assegno di mantenimento per il figlio minore. Adesso il Tribunale di Catania lo ha condannato a sei mesi di reclusione, a 600 euro di multa e al pagamento delle spese processuali.

Quella inflitta ad un biancavillese di 43 anni è una pena severa. Ancor di più se si considera che il pubblico ministero aveva chiesto la pena più “soft” di quattro mesi di reclusione e 500 euro di multa.

Il giudice, Giuseppina Montuori, invece, ha calcato ancor più la mano. L’uomo dovrà adesso risarcire i danni in favore della ex moglie, assistita dall’avv. Pilar Castiglia. Danni da liquidarsi separatamente in sede civile.

Nella fase di separazione consensuale, presso la Prima Sezione Civile del Tribunale di Catania, era stato stabilito che il padre dovesse versare 200 euro mensili per le spese di mantenimento del figlio. Versamento che non sarebbe avvenuto, al punto che la madre ha dovuto ricorrere all’aiuto dei propri familiari. Da qui, la denuncia e la sentenza di condanna di questi giorni nei confronti dell’uomo per violazione degli obblighi di assistenza familiare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

Rissa tra biancavillesi e adraniti: denunciati in 8 (di cui 5 minorenni)

L’episodio, risalente allo scorso novembre, è avvenuto in piazza Martiri d’Ungheria, in zona Casina

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La mega rissa era avvenuta a Biancavilla, lo scorso novembre, in piazza Martiri d’Ungheria, in zona Casina. Adesso i carabinieri della stazione di via Benedetto Croce hanno concluso le indagini. L’esito? Denunciati in 8 per rissa aggravata. Aspetto sconcertante è che tra questi ci sono 5 minorenni. Due adraniti, di 16 e 21 anni, in particolare, devono rispondere anche di porto di armi od oggetti atti ad offendere, perché hanno partecipato con una mazza da baseball e un bastone di legno.

Era il 20 novembre 2023 quando una chiamata al 112 ha segnalato una zuffa tra ragazzi. All’arrivo della pattuglia, sulle panchine vi era soltanto un gruppo di giovani intenti a parlare pacificamente. Tutti avevano negato di aver litigato con alcuno.

I carabinieri non hanno lasciato correre. Hanno acquisito le immagini di videosorveglianza della zona, consentendo di individuare le targhe delle auto parcheggiate nella piazza. Si è risaliti così ai proprietari, tre dei quali di Adrano.

Convocati in caserma, i tre si sono presentati accompagnati dai figli minorenni, le cui dichiarazioni hanno fatto emergere come la lite avesse coinvolto un gruppo di ragazzi di Biancavilla e di Adrano, senza un apparente motivazione.   

Man mano che i Carabinieri hanno acquisito nuovi dettagli sulle dinamiche dell’evento e hanno individuato e ascoltato i testimoni oculari dei fatti, il quadro indiziario nei confronti degli 8 indagati è poi divenuto sempre più chiaro. I militari hanno anche comparato fotogrammi estrapolati dai file video della rissa e le fotografie dei profili social dei partecipanti.

Tra questi, in particolare, anche 2 minorenni di Adrano, che avevano già avuto problemi con la Giustizia per reati contro la persona e contro il patrimonio, mentre tutti e 3 i maggiorenni coinvolti sono risultati essere pregiudicati per vari reati, tra cui porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere.

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