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Cronaca

Tre giovani “beccati” a Librino con 110 grammi di marijuana: denunciati

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di Vittorio Fiorenza

Tre giovani di Biancavilla sono stati denunciati alla Procura delle Repubblica di Catania per detenzione di sostanze stupefacenti in concorso.

I denunciati sono stati fermati a bordo di un’auto in viale Nitta, a Catania, nel corso di un’operazione antidroga condotta nel quartiere di Librino dai carabinieri del nucleo operativo di Fontanarossa. Operazione che ha portato all’arresto di quattro catanesi, già sottoposti ai domiciliari.

Ai controlli e ai posti di blocco dei militari sono incappati i giovani biancavillesi. Scattate le perquisizioni, i tre sono stati trovati in possesso di 110 grammi di marijuana, quantitativo acquistato poco prima dai quattro spacciatori arrestati.

La sostanza stupefacente è stata sequestrata, mentre per i tre biancavillesi è scattata la denuncia.

© RIPRPDUZIONE RISERVATA

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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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