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L’opposizione scrive a Glorioso: «Revochi l’assessore Mursia»

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Una missiva con una formale richiesta di revoca dell’incarico assessoriale di Giusi Mursia è stata presentata dai tre gruppi consiliari dell’opposizione al sindaco di Biancavilla, Giuseppe Glorioso.

Forza Italia, Nuovo Centrodestra e Fratelli d’Italia intervengono così ufficialmente sulla polemica che sta coinvolgendo la Mursia, contestata dallo schieramento di minoranza per il caso delle foto pubblicate su Facebook, mentre posa con la fascia tricolore del primo cittadino non in un’occasione pubblica, ma in un’abitazione privata.

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Le foto postate dall’assessore Giusi Mursia su Fb (CLICCA PER INGRANDIRE)

Una polemica sollevata dall’ex candidato sindaco del Centrodestra, Antonio Bonanno, che dai gruppi e dalle pagine Facebook si trasferisce in questo modo al palazzo comunale.

I consiglieri comunali definiscono “scellerata” la condotta istituzionale dell’assessore perché «mortifica l’alto valore simbolico legato all’importanza del nastro tricolore».

Al primo cittadino chiedono, «al fine di salvaguardare il decoro e l’immagine del nostro comune, di voler revocare la nomina di assessore comunale alla signora Giusi Mursia e di volersi dissociare da simili atteggiamenti di un assessore che, anziché occuparsi dei seri problemi della città, preferisce mostrare tutta la sua vanità e inconcludenza politica. Siamo certi che il suo intervento –viene sottolineato– eviterà di chiedere l’intervento del signor prefetto per quanto accaduto».

Sulla vicenda, l’assessore Mursia continua ad essere irrintracciabile per una replica, mentre il sindaco Glorioso conferma la volontà a non rilasciare nessuna dichiarazione.

AGGIORNAMENTO

Dopo giorni di silenzio, l’assessore interviene sulla polemica attraverso un lunga lettera: eccola qui.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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2 Commenti

2 Commenti

  1. sgiuffrida

    11 Marzo 2015 at 15:57

    quanta polemica per una fascia, perchè non si parla della gestione e delle assunzioni del Gal Etna .

  2. Letizia Cantarella

    11 Marzo 2015 at 13:42

    Invito la direzione di “Biancavilla Oggi” a documentarsi su gli ultimi aggiornamenti che riguardano la polemica nata in merito al “Disonore della Fascia Tricolore”, e di essere, inoltre, imparziale e onesta nel diffondere l’informazione.

    In seguito alle smisurate accuse e il sollecito accanito sulle dimissioni dell’assessore al bilancio, il Centrodestra è scivolato in un infantile comportamento di bassissimo livello.

    L’onore della nostra bandiera è stato distrutto, a mio avviso, proprio da loro stessi nel momento in cui, presi da tanta euforia nel deridere ingiustamente l’assessore Giusi Mursia, hanno pubblicato un’immagine che presenta una chiara “Beffa del Tricolore”.

    Immagine che è stata immediatamente rimossa, in seguito ad un mio personale commento che voleva esprimere la mia delusione per la “disumanità” dei metodi politici dell’opposizione.

    “Libertà di pensiero” che (una volta censurata) ho riproposto nuovamente sul Social Network citando il diretto interessato, il quale non ha esitato ad evidenziare il loro “pensiero prettamente politico”.

    Alla luce di questi fatti, penso che quell’immagine, raffigurante Lisa Simpson, di politico abbia ben poco.. a parte la Beffa della Fascia Tricolore!

    Per concludere allego l’immagine (degna di prima pagina) e il commento in questione.

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Politica

Biancavilla sceglie Schifani (al 60%) e fa volare i big di Fratelli d’Italia e Lega

Sammartino, Galvagno, Daidone e Zitelli i più votati, il segretario Pd Barbagallo “schiaffeggiato” con 151 voti

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Una valanga di voti nel Centrodestra e un trionfo per Renato Schifani. Un cataclisma in casa Pd e nella coalizione di Caterina Chinnici. Biancavilla, per queste Regionali 2022, dà un indirizzo chiaro, senza possibilità di interpretazioni. Persino più chiaro del responso cristallino uscito dalle urne per le elezioni Politiche.

I voti per il candidato governatore Schifani sfiorano il 60%. I biancavillesi che lo hanno preferito sono stati 6093. A seguire Cateno De Luca con 1724 voti (16,83%) e Nuccio Di Paola del Movimento 5 Stelle (1143 preferenze, corrispondenti al 16,83%). Bisogna arrivare alla quarta posizione per trovare Caterina Chinnici, candidata del Partito democratico al Palazzo d’Orleans. Per lei poco più del 10% della fetta elettorale con 1046 voti.

Quanto alle liste, se le Politiche, a Biancavilla, hanno decretato il primato del Movimento 5 Stelle, per le elezioni regionali i pentastellati risultano fortemente ridimensionati (871 preferenze, pari al 9%).

Così, lo scettro della prima forza politica spetta a Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni (e del sindaco Antonio Bonanno) raggiunge quote mai esplorate prima: 2377 preferenze, praticamente oltre il 25% dei votanti. Un dato superiore a quello provinciale e a quello regionale, consentendo di issare a Biancavilla la bandiera della nuova geografia politica siciliana.

A netta distanza si collocano la Lega con 1331 voti (14%), Forza Italia con 1156 voti (12%) e Popolari e Autonomisti (1050 preferenze, cioè l’11%). L’intera coalizione di Centrodestra sfiora il 60%.

La lista di “De Luca sindaco di Sicilia” si afferma con 773 voti, ovvero l’8%. Il simbolo del Partito democratico è scelto da 801 biancavillesi, praticamente l’8,43%.

Ma sono i voti dei candidati all’Ars che danno una fisionomia più precisa della forza e dei rapporti di forza degli attori politici presenti a Biancavilla: elementi da tenere in considerazione anche in vista delle elezioni amministrative del 2023.

I “trattori” del Centrodestra

La corona del candidato a Palazzo dei Normanni più votato in assoluto a Biancavilla la indossa Luca Sammartino, esponente della Lega, che raccoglie 949 voti. Su di lui, tra i vari sostenitori, si è concentrato il gruppo “Mignemi”, che, stando ai numeri, detiene l’egemonia sulle diverse anime salviniane. Su Sammartino c’è pure l’appoggio dei consiglieri Rosanna Bonanno e Alessandro Leocata. Giusto per dare le proporzioni interne, Ignazio Mannino ha preso 161 preferenze, mentre Anastasio Carrà 104.

Quadro più articolato in Fratelli d’Italia, il partito del sindaco Bonanno e di buona parte dei consiglieri comunali di maggioranza. Gaetano Galvagno è il più votato con 635 voti: per lui si è mosso, tra le diverse anime, il gruppo di Vincenzo Giardina, che dopo 15 anni di legame con il forzista Marco Falcone, torna sulle sue originarie posizioni di militanza a destra. Ma per Galvagno si aggiunge pure il sostegno dei consiglieri Dino Caporlingua e Salvatore Bonaccorsi. Dario Daidone ottiene 632 preferenze: è lui il candidato appoggiato dal sindaco Bonanno. E poi c’è Giuseppe Zitelli (591 voti), supportato dal gruppo di Pippo Salvà, dalla presidente del Consiglio Comunale, Martina Salvà, e dai consiglieri Agatino Neri e Dino Furnari.

In Forza Italia, i numeri a tre cifre sono per Marco Falcone (554 preferenze), che a Biancavilla ha a riferimento l’ex sindaco Mario Cantarella, e Nicola D’Agostino (235), legato al gruppo di Antonio Portale.

Nei Popolari e Autonomisti, per Giuseppe Lombardo raccolti 529 voti: a muoversi per lui il gruppo storico dei “calaciuriani” e, tra questi, l’assessore Luigi D’Asero ed il consigliere Giuseppe Stissi.

Lo “schiaffo” a Barbagallo, superato da Villari

Note dolenti nel Partito democratico, dove il segretario regionale Anthony Barbagallo rimedia uno “schiaffo” da 151 voti (numeri da Consiglio Comunale). Un flop ancora più vistoso se si considera che il suo riferimento locale è il segretario cittadino, Giuseppe Pappalardo, che ambisce alla candidatura a sindaco il prossimo anno.

Altro elemento di colore (nero, anzi nerissimo) è che l’ex segretario provinciale Pd Angelo Villari, transitato con “Sicilia Vera” di Cateno De Luca, a Biancavilla ottiene un migliore responso con 180 preferenze. Un risultato conquistato nonostante la frattura esistente da tempo con la Cgil e con il gruppo locale di fedelissimi (in primis il suo ex pupillo Pippo Glorioso).

Da annotare che il líder màximo della Camera del lavoro, Alfio Petralia, non si è sottratto alla campagna elettorale. E in solitaria, nel disinteresse di tutto il partito (senza nessuno che attaccasse un manifesto o organizzasse un comizio), non ha rinunciato a girare in lungo e in largo per Biancavilla con la sua mitica Fiat 500, armato di megafono, per un ultimo ed eroico appello al voto, a favore del Pd contro il “pericolo della destra”. Alfio Petralia, l’unico a salvare l’onore.

Ma non è bastato ad evitare il cataclisma con il peggiore risultato di sempre. E con la prospettiva, tra otto mesi, di una nuova sfida elettorale. Un appuntamento che interpellerà i biancavillesi per il voto amministrativo. Una chiamata alle armi per la Sinistra, in dovere di costruire – in fretta e furia, non si sa come, sulle proprie macerie – un progetto alternativo a quello di Antonio Bonanno.    

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