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Cronaca

Il quadro elettrico va in “corto”, evacuato il liceo di “Scienze umane”

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di Vittorio Fiorenza

Mattinata movimentata per gli studenti del Liceo delle Scienze umane di Biancavilla. A causa di un principio di incendio nel quadro dell’impianto elettrico dell’istituto, ospitato nei locali dell’ex Piccolo seminario arcivescovile di via San Placido, la scuola è stata evacuata. Alunni e docenti sono stati fatti uscire e radunati nel cortile.

Uno dei bidelli, incautamente, avrebbe tentato di mettere le mani negli impianti, ma avrebbe subìto una scossa elettrica.

Nel frattempo, è stato chiamato il 115. L’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Adrano ha riportato tutto sotto controllo. In mancanza di energia elettrica, insegnanti e studenti sono stati poi fatti uscire in anticipo.

Avviati gli interventi di ripristino dell’impianto, per i prossimi giorni le attività scolastiche si dovrebbero tenere regolarmente.

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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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