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La protesta dell’Atletico Biancavilla: «No al campo sportivo delle élite»

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Siamo veramente costernati per avere suscitato una reazione tanto screditante nei nostri confronti al nostro primo cittadino, che, a nostro avviso, ha rigirato il cardine della nostra protesta. La nostra manifestazione non è, come afferma il sindaco Glorioso, di stampo politico ma esclusivamente sportivo e, soprattutto, sociale: l’Associazione Atletico Biancavilla pare sia l’unica a voler dare la possibilità di praticare sport senza spese.

La privatizzazione di un impianto comunale non deve comportare un deficit alla comunità, bensì incentivare allo sviluppo dell’attività agonistica o anche solo motoria. La ”esigua” somma annuale sufficiente al solo utilizzo della struttura comporterebbe l’inevitabile esclusione dell’associazione sportiva e di tutti i suoi atleti.

Nell’incontro citato dal siggnor sindaco tra le società, si è certamente discusso della partecipazione di tutte le associazioni biancavillesi alla gestione e manutenzione ordinaria della struttura, ma non si è mai parlato di dare un contributo ad una società che si occupasse della gestione della stessa. Pertanto riteniamo sia ingiusto caricare queste spese alle Società Sportive nate senza scopo di lucro, quale è la nostra da oltre 20 anni.

Il nostro unico interesse come associazione sportiva non è tanto la privatizzazione in sé, quanto la possibilità di poter continuare sportivamente a vivere nel campo e sul campo: l’impianto comunale “Orazio Raiti” è l’unica struttura a Biancavilla che possa ospitare un’attività agonistica ed è più che corretto che venga mantenuta nelle migliori condizioni, ma non è accettabile che questo diventi un ambiente elitario pretendendo che, chi non può permetterselo, resti a guardare sulla strada.

Ricordiamo, infine, che a breve si terrà un’altra manifestazione, esclusivamente sportiva, a cui sarà invitata tutta la cittadinanza di Biancavilla che ama lo sport a costo zero.

Franco Caserta

Presidente dell’Atletico Biancavilla


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Centinaia di test anti-Covid al Centro Operativo Misto: disagi per il quartiere

«Per almeno un’ora le uscite di casa “bloccate” dalle macchine dei concittadini in attesa dell’esito»

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Nel momento in cui scrivo la prima giornata di screening a tappeto riservato ad alcuni concittadini, che si tiene al Com (Centro Operativo Misto) di Biancavilla, volge al termine. Sgombro subito il campo da ogni possibile equivoco o fraintendimento: sono favorevolissimo ad una campagna di prevenzione di massa volta a ridurre il più possibile la circolazione del virus. E ovviamente non ho nulla da ridire sul fatto che questa campagna si tenga al Com.

I controlli sono già iniziati da una settimana e sino ad oggi, a parte qualche criticità diciamo così “isolata”, tutto era andato per il meglio. Ma era andato per il meglio perché i numeri del controllo erano rimasti tutto sommato contenuti. Coi numeri di oggi, invece, i nodi sono venuti al pettine.

Per questa ragione vorrei quindi sottoporre all’attenzione della pubblica opinione quanto è oggi accaduto: a causa dei numeri assai più rilevanti dei giorni scorsi, il Com non è riuscito a contenere al suo interno tutti i concittadini che una volta effettuato il test rapido ne attendevano l’esito.

Ciò ha comportato quindi che alcuni di essi si siano riversati sulla parte di Via Delle Margherite – sulla quale insistono abitazioni private e relativi cancelli di ingresso – adiacente all’area di sosta e all’uscita del Com, trasformandola addirittura, per un po’ di tempo, non solo in un’area di attesa nonostante l’area del Com a ciò dedicata fosse vuota – con alcuni concittadini che in attesa dell’esito, e quindi potenzialmente positivi al virus, scendevano dalle macchine e “passeggiavano” o addirittura abbassavano la mascherina per fumare.

Il tutto sempre “attaccati” ai cancelli di casa e con altri cittadini o coi volontari nelle adiacenze – ma addirittura in un’area di test: in almeno un caso, debitamente documentato, il tampone è stato effettuato praticamente sotto casa del sottoscritto.

Per almeno un’ora, poi, le uscite di casa sono state praticamente “bloccate” dalle macchine e dai concittadini in attesa dell’esito. La situazione è via via migliorata nel corso della mattinata, pur con parziali e ricorrenti “blocchi” delle uscite di casa, per poi “peggiorare” nuovamente nel momento clou di affluenza pomeridiana dei “candidati” al test. Stavolta niente test sotto casa ma qualche concittadino e qualche bambino in attesa dell’esito che sono scesi dalla macchina l’uno per parlare al telefono – sempre davanti al cancello di entrata della mia abitazione – e l’altro per “giocare”.

So già che simili scene potranno ripetersi e sono in un certo senso “rassegnato” a restare “murato vivo” in casa per l’intera giornata. Pur tuttavia chiedo a gran voce che la scelta del Com come sede per eventuali e futuri tamponi di massa sia riconsiderata e siano preferiti luoghi che, per “capienza” e collocazione urbanistica e per le evidenti ragioni logistico-organizzative, possano, come nel caso dello stadio di Adrano o dello spazio antistante la piscina comunale di Paternò, permettere di testare i cittadini in tutta sicurezza e nel rispetto di tutti i protocolli, senza ulteriori rischi per i cittadini stessi e per gli addetti al servizio d’ordine. E senza “costringere” chi ha solo la “colpa” di abitare a ridosso del Com a dover asserragliarsi in casa col timore di avere qualche potenziale positivo che “passeggia”, fuma o parla al telefono davanti all’uscio di casa.

ROSARIO DI GRAZIA

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