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Netturbini in stato di agitazione ma oggi dovrebbero finire i disservizi

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di Vittorio Fiorenza

Fortuna che le temperature non siano ancora eccessivamente calde, altrimenti il fetore e i cumuli in fiamme avrebbero completato uno scenario, di per sé degradante. Sacchetti della spazzatura penzolanti dai balconi e cumuli di rifiuti agli angoli delle strade, a Biancavilla. Nemmeno le vie centrali del paese sono state risparmiate dalla vista di cumuli di immondizia.

Effetto dell’agitazione dell’intero comparto di igiene ambientale, a causa del mancato pagamento degli stipendi di aprile. Lo scorso venerdì era stata la Uil a proclamare una giornata di sciopero, ma Biancavilla, rispetto ad altri comuni interessati alla protesta, si era distinta per la partecipazione di tutti gli operatori ecologici della Dusty, compresi quelli aderenti ad altre sigle sindacali.

Gli stessi lavoratori biancavillesi hanno proseguito poi lo stato di agitazione con assemblee il sabato, il lunedì e lo scorso mercoledì. Ciò ha determinato un ritardo nel servizio con alcuni quartieri coperti dalla pulizia ed altri no. Le aree del mercato settimanale, mercoledì, sono state comunque interessate a regolare pulizia.

La situazione dovrebbe cominciare a tornare alla normalità da oggi. Soltanto ieri, infatti, nelle casse dell’impresa sono state effettivamente accreditate le somme dovute dal Comune.

In una nota, la sezione di Fratelli d’Italia – An «esprime vicinanza e solidarietà agli operatori ecologici locali per i disagi subiti a causa della mancata erogazione delle competenze dovute. A tal fine si impegnerà nelle sedi opportune a monitorare l’evolversi della situazione, per scongiurare futuri disagi che concernono la comunità biancavillese».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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La lapide marmorea dedicata a Salvatore Furno mandata in frantumi

Distrutta in via Romagnosi la targa intitolata ad una vittima delle foibe nel “Giorno del ricordo”

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© Foto Biancavilla Oggi

La lapide marmorea dedicata a Salvatore Furno (vittima biancavillese delle foibe) è stata frantumata. I pezzi sono a terra, in via Romagnosi. La targa commemorativa era stata affissa, per volere dell’amministrazione comunale, nel luogo i cui aveva abitato Furno, nato nel 1901 e finito nelle foibe nel 1945.

L’affissione della lapide era avvenuta nel “Giorno del ricordo” con la partecipazione di alcuni pronipoti di Furno, che aveva lasciato Biancavilla nel 1933 per andare a fare l’insegnante.

Il sindaco Antonio Bonanno è stato informato dell’accaduto. Il gesto non sarebbe da collegare ad un’azione vandalica. Si sospetta di qualcuno che ha compiuto l’atto in modo sconsiderato, sulla base di segnali che erano stati notati fin dal giorno della cermonia del 10 febbraio.

Da parte del Comune, secondo quanto apprende Biancavilla Oggi, c’è l’impegno da subito a realizzare una nuova targa e ricollocarla nella stessa parete dell’abitazione che fu di Salvatore Furno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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