Politica
Blitz del Movimento Cinque Stelle nel cantiere bloccato dell’ospedale

Questione di alcuni mesi, comunque prima dell’inizio dell’estate, e i lavori nel nuovo padiglione dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla saranno completati. La rassicurazione è arrivata stamattina da Salvo Calì, coordinatore del Distretto ospedaliero Catania 2, che comprende pure Bronte e Paternò.
L’annuncio di Calì è stato dato nel corso di una visita che una delegazione del Movimento Cinque Stelle ha effettuato nella struttura ospedaliera per verificare lo stato degli interventi di adeguamento, cominciati da anni nell’immobile a nord rispetto all’attuale complesso e che finora hanno proceduto a rilento.
«I ritardi –ha avuto modo di spiegare Calì– sono dovuti al fatto che la ditta che sta eseguendo i lavori è in amministrazione controllata e ha avuto anche il sequestro di beni. Chiaramente, ogni procedura andava vagliata con cura, ma questo ha creato delle lungaggini. Adesso siamo a buon punto e anzi siamo in procinto di bandire la gara d’appalto per le attrezzature e gli arredi».
Tutti lavori, finanziati con 18 milioni di euro oltre dieci anni fa con fondi nazionali destinati alle reti ospedaliere, da cui ha attinto la Regione. Il nosocomio biancavillese dovrebbe contare 80 posti letto, distribuiti nei reparti di ginecologia, ostetricia, ortopedia, pediatria e rianimazione.
Dettagli che Calì, affiancato dal direttore sanitario dell’ospedale, Piero Ciadamidaro, ha descritto al gruppo M5S, formato dalla senatrice Ornella Bertorotta e dagli attivisti biancavillesi Nino Leotta e Marco Bruno.
«Abbiamo preso atto –hanno spiegato gli esponenti Cinque Stelle– che i lavori sono ripresi e stanno procedendo in maniera soddisfacente. E’ stato dichiarato che gli interventi saranno ultimanti entro marzo, per quella data saremo di nuovo in cantiere per verificare che ciò avvenga. Vigileremo affinché si completi questa nuova struttura e sin da ora sponsorizziamo la creazione di un’elisuperficie all’interno dell’aerea ospedaliera». Un progetto, quest’ultimo, sollecitato da anni dall’associazione “Giuseppe Greco”.
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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