Cultura
Il piacere della lettura con flash mob e libri nei bar e nei pub del paese

Tutti i partecipanti all’appuntamento di Villa delle Favare
Per la “Giornata mondiale del libro”, serie di appuntamenti a Biancavilla, su iniziativa del Centro studi “Luigi Sturzo”. Clou a Villa delle Favare con il flash mob book.
di Vittorio Fiorenza
Una manifestazione culturale che ha coinvolto gli alunni delle scuole media “Luigi Sturzo” e “Antonio Bruno” ed una trentina di locali di Biancavilla, tra pub, bar, pizzerie e ristoranti. Per la “Giornata mondiale del libro”, il Centro studi “luigi Sturzo” ha promosso caffè letterari, flash mob e appuntamenti, trasformando il paese in una sorta di grande biblioteca.
L’evento clou, a Villa delle Favare. Alunni, insegnati e genitori si sono dati appuntamento, portando ciascuno un libro per leggerne uno stralcio e concludere con lo slogan urlato: “I libri sono come la mente: funzionano solo se li apri”. A quest’iniziativa ha collaborato pure l’associazione “Ricominciare” di Catania.
Di mattina, poi, i bar hanno fatto trovare dei volumi, da leggere magari sorseggiando un caffè per colazione. Sarà così fino a giovedì della prossima settimana. Di sera, a spasso con un libro nei locali della movida biancavillese con “Girolibrando”.
Un programma stilato praticamente a costo zero che ha cercato di coinvolgere soprattutto i giovani nella promozione della passione per i libri e la lettura.
Ad aderire alle iniziative pure il deputato regionale biancavillese, Nino D’Asero: «È stata una iniziativa di rilevo – ha commentato – che contribuisce alla crescita culturale del territorio».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Chiesa
Una tela pasquale nella chiesa dell’Idria fra tradizione e simbolismo cristiano
L’opera pittorica è stata realizzata da Alfredo Sergi e Francesca Crispi grazie ad una donatrice
Nella parrocchia “Santa Maria dell’Idria” di Biancavilla, gli artisti Alfredo Sergi e Francesca Crispi hanno realizzato una suggestiva tela pasquale che unisce tradizione, simbolismo cristiano e profonda ispirazione biblica. La tela, destinata ad accompagnare l’ultimo periodo della Quaresima, rappresenta la Croce di Cristo circondata da angeli e simboli della Passione, richiamando il significato teologico della redenzione e della speranza.
«Sono lieto – sottolinea il parroco, don Giovambattista Zappalà – che una signora abbia voluto donare la creazione questa tela, che finora la parrocchia dell’Idria non possedeva, e soprattutto sono soddisfatto che a realizzare il dipinto siano stati due giovani della nostra parrocchia».
La tela raffigura al centro una grande croce lignea che si staglia tra le nubi luminose, sostenuta e circondata da figure angeliche. In alto compare la scritta INRI, abbreviazione di Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum, la stessa iscrizione posta sulla croce di Gesù secondo il racconto del Vangelo. Accanto alla croce si notano elementi fortemente simbolici: un angelo mostra la corona di spine, mentre altri angeli sorreggono il lenzuolo funerario che ha avvolto il corpo di Gesù. Nella parte inferiore dell’opera appare la scritta Ave Crux Spes Unica, espressione latina che significa Ave croce unica speranza. Frase tratta da un antico inno liturgico, nel quale la Croce viene indicata come strumento di salvezza dell’umanità.
Stile antico, sensibilità moderna
«Una grande emozione per me aver realizzato questa tela, dipingere la croce gloriosa di Cristo mi ha fortificato nella fede e sul piano professionale», afferma Sergi. «Un’esperienza che arricchisce dal punto di vista umano e professionale», aggiunge Crispi.
La croce non è solo simbolo di sofferenza, ma soprattutto segno di salvezza e vittoria sulla morte, tema centrale della Pasqua. L’opera si inserisce nella tradizione delle tele pasquali, presenti già in qualche chiesa biancavillese, dove l’arte diventa strumento di catechesi e preghiera. Attraverso questa rappresentazione, i due artisti hanno voluto riprendere lo stile delle antiche pitture sacre, mantenendo però una sensibilità moderna, capace di trasmettere ancora oggi il messaggio evangelico.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Cultura
«L’ospedale di comunità di Biancavilla si intitoli al prevosto Benedetto Portale»
La proposta, a firma del farmacista Salvatore Cantarella, è indirizzata ai vertici dell’azienda sanitaria
Una richiesta formale, avanzata all’Asp di Catania, per intitolare l’ospedale di comunità di Biancavilla al prevosto Benedetto Portale. L’istanza, a firma del farmacista Salvatore Cantarella, è indirizzata al direttore generale dell’azienda sanitaria, Giuseppe Laganga Senzio, al direttore sanitario Gianfranco Di Fede e al direttore amministrativo Tamara Civello.
Come annunciato dal sindaco Antonio Bonanno, l’inaugurazione della struttura sanitaria, avverrà ad aprile. Una nuova realtà ospitata nel primo padiglione dello storico ospedale “Maria Santissima Addolorata” (il cosiddetto “ospedale vecchio”). Cantarella, nella sua missiva resa nota in questi giorni ma inoltrata lo scorso ottobre, propone l’intitolazione al sacerdote perché a lui si deve proprio la nascita del presidio ospedaliero biancavillese.
«Il canonico Portale – scrive Cantarella – con alto spirito filantropico fece nascere a Biancavilla l’ospedale che intitolò a Maria Santissima Addolorata e al quale era particolarmente devoto». Nella lettera si ricorda come il sacerdote, con risorse proprie e attraverso trattative private, riuscì a trasformare in pochi anni un piccolo lazzaretto in una vera struttura ospedaliera.
Il valore della memoria
Benedetto Portale (1867-1943) ebbe l’ordinazione sacerdotale nel 1892 e divenne prevosto della Collegiata nel 1934. La realizzazione di un ospedale per il proprio paese ebbe l’obiettivo di garantire il diritto alla salute dei cittadini, soprattutto di chi non poteva permettersi cure a pagamento. La struttura disponeva di ampie sale con 48 posti letto, sale operatorie, locali di servizio e una cappella. La costituzione del nosocomio, con atto notarile, è datata 13 gennaio 1930.
Cantarella evidenzia anche il legame personale con il prevosto: «Il canonico Portale è mio antenato, in quanto zio di mio nonno, il notaio Salvatore Portale, e prozio di mia madre Francesca Portale».
«Ricordo quando ero ancora bambino e poi ragazzino che – scrive ancora il farmacista – ogni anno, per la Commemorazione dei Defunti, nella Cappella cimiteriale gentilizia intestata al Dottor Antonino Portal dove riposano le sue spoglie mortali, veniva deposto un cuscino di fiori con una striscia viola in cui era scritto “L’Ospedale riconoscente”.
«Non dovremmo mai dimenticare chi ci ha fatto del bene», sottolinea Cantarella nella lettera all’Asp, riportando ai massimi dirigenti l’articolo pubblicato da Biancavilla Oggi a firma di Filadelfio Grasso nel marzo 2025: «Sfregio al prete che fondò l’ospedale: la sua statua “divorata” dalle sterpaglie. Lasciato all’incuria il monumento del prevosto Benedetto Portale, “aristocratico” dalla vocazione sociale».
Nella stessa istanza, il farmacista chiede all’Asp di valutare anche l’installazione di un faretto con accensione crepuscolare ai piedi del pilastro marmoreo che sorregge il mezzobusto di Portale, così da renderlo visibile anche nelle ore serali e notturne.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-
Istituzioni3 settimane agoGianluca Leo nominato assessore da Bonanno al posto di Valentina Russo
-
Chiesa2 settimane agoSuor Cristiana Scandurra è la nuova badessa del monastero di Biancavilla
-
In città4 settimane ago8 Marzo, premio “Adranos” assegnato alla biancavillese Lucrezia Aiello
-
Storie3 settimane ago«Quattro bombe vicine a noi»: l’incubo di una famiglia di Biancavilla a Dubai




