Politica
«Allarme sicurezza, si intervenga»: sollecitati la Giunta ed il Consiglio
È allarme sicurezza in paese per i continui furti degli ultimi mesi. La questione approderà in Consiglio Comunale attraverso un’interrogazione rivolta al sindaco Giuseppe Glorioso e all’assessore Giuseppe Furnari e presentata da cinque esponenti di maggioranza su input di Grazia Ventura del gruppo “CittAttiva”.
I consiglieri, facendo riferimento ai fatti riportati dalle cronache e alle preoccupazioni tra i cittadini (non soltanto per i colpi messi a segno, ma anche per i tentativi di effrazione, che magari non sono denunciati ai carabinieri), chiedono all’amministrazione comunale di «preparare un Rapporto sulla sicurezza urbana», nonché «di conoscere i dati di questi fenomeni nel nostro territorio e di sapere quali azioni di prevenzione e controllo si stiano mettendo in atto».
I consiglieri firmatari dell’atto (oltre a Ventura, pure Vincenzo Mignemi, Vincenzo Chisari, Giuseppe Sapienza e Giuseppe Pappalardo) chiedono, inoltre, di «organizzare un incontro pubblico, meglio ancora un Consiglio Comunale aperto, per informare la cittadinanza su quanto sta succedendo e su quanto si sta facendo».
Da questo punto di vista, l’obiettivo è quello «di attivare un tavolo di lavoro che coinvolga forze dell’ordine, associazioni presenti sul territorio, rappresentanti delle parrocchie e degli oratori, oltre a comitati e associazioni dei genitori presenti nelle nostre scuole, rappresentanti dei commercianti ed infine anche i partiti, in un lavoro condiviso di conoscenza, segnalazione e prevenzione del fenomeno».
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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Aaa
10 Ottobre 2014 at 22:45
Cosa non si fa per avere un assessore….
Nicolino UnAmico Incomune
10 Ottobre 2014 at 20:10
ci sono furti e rapine negli appartamenti. e furti nelle tasche dei cittadini: e le commissioni bluff e consiglieri che si costruivano stipendi con assunzioni da aziende di familiari. o fare appalti o delibere ‘dubbie’ e con conflitti d’interesse (non pensate solo quello). ci sono firmatari che si dovrebbero vergognare di firmare.