Politica
Il presidente Musumeci ha firmato: Biancavilla resta ancora in “zona rossa”
Sono 84 i contagi registrati nell’ultima settimana: le restrizioni sono state prorogate fino al 22 aprile
Il governatore Nello Musumeci ha deciso di prorogare le disposizioni e le restrizioni della “zona rossa” a Biancavilla.
Lo fa sapere in una nota il sindaco Antonio Bonanno: «Il dato oggettivo di 84 positivi nell’ultima settimana, rilevato dall’Asp etnea, ha portato la Regione Siciliana a prorogare di un’altra settimana – fino a giovedì 22 – la “zona rossa” a Biancavilla».
«In Sicilia –prosegue il primo cittadino– l’aumento diffuso dei contagi riguarda piccole e grandi realtà comunali. A Biancavilla i monitoraggi costanti promossi dall’amministrazione e il tracciamento che segue dopo la rilevazione dei positivi ci offrono un ‘saldo’ tra affetti da virus e guariti che oscilla poco sopra quota 300».
Le restrizioni, quindi, continuano, almeno sul piano formale, visto che spesso in piazza e nelle strade di Biancavilla non mancano assembramenti, come più volte abbiamo fatto notare.
«Comprendo il disagio dei cittadini e sono certo –sottolinea Bonanno– che non verrà meno la volontà di correggere atteggiamenti errati sotto il profilo sanitario. Nel frattempo, la campagna vaccinale che va avanti anche nel nostro territorio dovrebbe contribuire a migliorare la situazione».
Oltre a Biancavilla, l’ordinanza di proroga della “zona rossa” riguarda pure i comuni di Caltanissetta, Centuripe, Francavilla di Sicilia, Pietraperzia, Lampedusa e Linosa, Mazzarino e Regalbuto. A questi è stata aggiunta la “zona rossa” di Catenanuova, Cerami, Mussomeli e Sant’Alfio.
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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GIO
16 Aprile 2021 at 13:05
A dicembre in Sicilia hanno finta di non veder che c’erano anche fino a 1800 casi giornalieri e non choidevano per motivo commerciali visto il periodo di feste… A zi ci nascondevano i numeri reali.
Ma non se ne vanno?? Dimissioni. Siete incapaci