Politica
Sisma, quesito FdI alla Camera ed Asero (M5s) scrive sulla “Grassura”
«Quali urgenti iniziative si intenda adottare in relazione alle richieste avanzate dai Comuni colpiti dal terremoto e se si ritenga di accogliere la richiesta di deliberazione dello Stato di emergenza avanzata dalla Regione».
È il quesito posto nell’interrogazione parlamentare rivolta presentata a Montecitorio dai deputati Francesco Lollobrigida, Carmela Ella Bucalo e Maria Carolina Varchi di Fratelli d’Italia, rivolta al premier Giuseppe Conte. Nell’atto parlamentare, che segue l’analoga iniziativa del deputato all’Ars, Gaetano Galvagno, si fa riferimento ai danni subito nella fascia sud-occidentale dell’Etna ed in particolare ei comuni di Biancavilla e Santa Maria di Licodia.
Quesiti sulle procedure da seguire anche in ambito locale. Al Consiglio Comunale di Biancavilla, il consigliere Dino Asero del Movimento 5 Stelle ha scritto e presentato un’interrogazione al sindaco Antonio Bonanno su un aspetto preciso. Asero, sollecitato dal meetup biancavillese, fa presente che il plesso elementare “Grassura”, dopo il terremoto, ha riportato danni sul copri scala del piano superiore, eppure l’intero primo piano è chiuso, rendendo necessari i doppi turni. Il consigliere, pertanto, chiede al primo cittadino se «ha intenzione di risolvere il problema mediante la demolizione e ricostruzione del solo torrino scala, onde poter rendere agibile l’intero plesso scolastico ed evitare i doppi turni e, nel caso di risposta positiva, entro quale termine».
Dal Movimento 5 Stelle di Biancavilla si fa sapere, inoltre, che presto sarà ufficializzato un atto che riguardi anche la questione, ben più complessa, della scuole media “Luigi Sturzo” con i suoi 600 alunni e 27 classi (destinati da mercoledì al trasferimento presso i locali dell’Istituto comprensivo “Antonio Bruno”).
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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