Chiesa
Dai soci del Circolo San Placido l’omaggio della cera a Sant’Agata

L’associazione biancavillese dei fedeli del Circolo San Placido, che ormai da anni si occupa della devozione al nostro Santo Patrono e che da anni indirizza la pietà popolare verso una riscoperta dei valori cristiani, ha partecipato nuovamente alla processione per l’offerta della cera a Sant’Agata nella cattedrale di Catania.
Una delegazione partita da Biancavilla si è unita alla processione, indossando il tradizionale vestiario e portando il proprio stendardo.
«La nostra partecipazione a questa storica ricorrenza –sottolinea Alessandro Rapisarda, presidente del circolo biancavillese– ci ricorda che facciamo parte di una ecclesialità diocesana e che il culto per i santi ci aiuta a trovare validi esempi di vita, universalmente riconosciuti e apprezzati».

«Per noi inoltre è stata un’occasione –continua Rapisarda– per ricordare i nostri primi anni di attività. Fu proprio in occasione dell’offerta della cera che venne benedetto il nostro stendardo. Tanto da allora è stato fatto dal nostro circolo, ma è sempre bello ritrovare lo spirito iniziale e ripartire con grande entusiasmo».
La processione per l’offerta della cera è partita dalla chiesa di Sant’Agata alla Fornace in piazza Stesicoro, luogo della memoria del martirio della santa, per raggiungere, attraverso via Etnea e piazza Duomo, la cattedrale.
Oltre ai devoti del Circolo San Placido, da Biancavilla erano anche presente l’associazione Voi (Volontari Ospedalieri Italiani) con una rappresentanza di soci.

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Chiesa
Il senso di appartenenza alla comunità cristiana: incontro a “San Salvatore”
Iniziativa della Diocesi e dello Studio teologico “San Paolo” con padre Francesco La Vecchia
La comunità religiosa come luogo di appartenenza, confronto e ricerca di senso. Attorno a questi temi si è sviluppato l’incontro ospitato nella parrocchia “Santissimo Salvatore” di Biancavilla, primo appuntamento di un percorso dedicato alla Didaché, uno dei più antichi testi della tradizione cristiana, noto anche come “catechismo antico” o “manuale della Chiesa primitiva”.
L’iniziativa è promossa dall’Arcidiocesi di Catania, insieme allo Studio Teologico “San Paolo”. A guidare la riflessione è stato padre Francesco La Vecchia OP, docente universitario e maestro della Cappella musicale del Duomo di Catania.
All’incontro presenti numerosi insegnanti di religione cattolica della provincia, insieme a parrocchiani e cittadini che hanno partecipato per seguire il confronto sul ruolo della comunità religiosa nel contesto contemporaneo.
«La comunità è un modo per trovare un senso. Oggi più che mai l’uomo ha bisogno di appartenenza, di relazioni vere, di luoghi in cui sentirsi accolto e ascoltato», ha osservato padre La Vecchia nel corso del suo intervento.
La riflessione si è soffermata sulle difficoltà vissute dalle comunità ecclesiali in una società caratterizzata da individualismo e frammentazione sociale. Da qui la domanda posta dal relatore: «Come può essere oggi la comunità religiosa?».
La Didaché è stata proposta come chiave di lettura utile per comprendere dinamiche, relazioni e modelli di vita comunitaria che, pur appartenendo alle origini del cristianesimo, continuano a suscitare interrogativi attuali.
Il percorso proseguirà con altri due appuntamenti previsti il 13 maggio al Seminario Interdiocesano “Regina Apostolorum” di Catania e il 20 maggio a Viagrande.
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Chiesa
In cinque pronunciano la Professione nell’Ordine Francescano Secolare
Si tratta di Tonino Greco, Santina Grigorio, Agata Mazzaglia, Antonella Stissi e Claudio Ventura
Comunità francescana di Biancavilla in festa. Nella chiesa del convento celebrazione per la professione perpetua nell’Ordine Francescano Secolare di Tonino Greco, Santina Grigorio, Agata Mazzaglia, Antonella Stissi e Claudio Ventura. La celebrazione è stata presieduta dal guardiano fra Mario Marino.
La professione perpetua è l’atto con cui, da laici, si assume in modo definitivo l’impegno di vivere il Vangelo secondo la spiritualità di San Francesco d’Assisi, all’interno della fraternità francescana. Non si tratta di voti religiosi. È una promessa pubblica e stabile a seguire la Regola dell’OFS, integrando i valori francescani nella propria condizione quotidiana, familiare e professionale.
In una chiesa affollata di fedeli, durante la celebrazione, i cinque candidati hanno rinnovato le promesse battesimali e, leggendo la relativa formula, giurato di osservare la Regola.
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