In città
Il ruolo delle comunità terapeutiche, incontro al “Sentiero speranza”

di Alessio Leotta
“Le comunità terapeutiche: nuove realtà e nuove prospettive”. Questo il tema del corso di formazione tenuto nella comunità “Sentiero Speranza” di contrada “Croce al vallone” di Biancavilla rivolto agli operatori della sanità.
Dopo i saluti di Giosuè Greco, direttore dell’Opera Cenacolo Cristo Re, a cui la comunità è legata, si sono succeduti gli interventi sul nuovo assetto della cura delle dipendenze patologiche nel territorio nazionale.
Tra questi, quello del dott. Riccardo De Facci, vice-presidente del Coordinamento Nazionale Comunità d’Accoglienza, che si è soffermato sui diversi bisogni di cura emergenti e sulle potenzialità delle comunità terapeutiche. Comunità che in questi anni, nel rispondere a questi bisogni, costruendo assetti di cura che tengano conto delle richieste specialistiche date dalla storia della persona e dai suoi specifici bisogni, hanno anche utilizzato la capacità curativa del gruppo. Il “gruppo comunitario”, in altri termini, si propone come una possibile “cura identitaria”, ossia come un luogo capace di rafforzare le istanze proprie dell’identità della persona, sorreggendola e aiutandola a riparare i danni prodotti sia dalla storia precedente sia e soprattutto dai danni provocati dall’utilizzo di sostanze psicotrope.
Il dott. Vinicio Romano – con la sua esperienza di supervisore di comunità terapeutiche – ha centrato il proprio intervento sui processi di cambiamento che le comunità sono riuscite a portare avanti, per esempio nella «modifica del rapporto con il territorio; infatti se nel periodo eroico le comunità “fuori dello spazio-territorio” seguivano la logica della reclusione sociale dei tossicodipendenti, nel tempo i rapporti con e dentro il territorio hanno assunto relazioni decisamente dirette e le comunità sono significativamente orientate, ovvero stanno diventando “il luogo in cui gli individui possono soddisfare le loro esigenze fisiologiche, psicologiche e sociali».
Il dott. Paolo Castorina, responsabile del Ser.T. Catania 1, si è soffermato sui dati relativi agli inserimenti degli utenti della provincia di Catania nelle comunità terapeutiche italiane. Da questi dati è risultato come siano ancora presenti necessità di cura che vengono affidate anche oltre i confini regionali. Ma questo, è stato chiarito, non accade perché le comunità siciliane non potrebbero essere pronte ad accogliere queste richieste di cura, ma perché la Regione Sicilia non ha ancora emanato i bandi necessari per la definizione dei parametri dell’accoglienza.
La dott.ssa Furnari Maria Teresa, in qualità di responsabile dell’accoglienza della comunità “Sentiero Speranza”, ha rappresentato le modalità di presa in carico della comunità, soffermandosi sul valore ed il significato dei vari momenti di “associazione” e di “accompagnamento” da parte degli operatori dei percorsi di cura personalizzati delle persone con dipendenza patologica.
Il dott. Giuseppe La Rocca, responsabile del Ser.T. Catania 2, ha parlato della necessità di prevedere dei percorsi terapeutici più brevi, anche in relazioni a patologie ed a stili di vita a volte non compatibili con la durata della “comunità classica”.
Infine gli operatori Giuseppe Di Costanzo e Giovanni Pitrolo, della comunità “La Casa del Sole” di Reggio Calabria, hanno raccontato della loro esperienza che li ha portati a realizzare una cooperativa per l’inserimento delle persone che hanno ultimato un programma terapeutico.
Il corso, accreditato anche dall’albo regionale degli assistenti sociali, è stato frequentato da operatori del pubblico e del privato, dei diversi servizi che si occupano della tossicodipendenza, della salute mentale, dei servizi sociali territoriali.
L’incontro formativo ha avuto come responsabile scientifico il dott. Giuseppe Fusari, da anni impegnato nel campo della cura e riabilitazione dai problemi di dipendenza patologica presso la comunità “Sentiero Speranza”.
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In città
8 Marzo, premio “Adranos” assegnato alla biancavillese Lucrezia Aiello
La studentessa universitaria si era distinta per il programma “Woman in Innovation” di Amazon
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, all’Etna Jazz Club di Biancavilla si è tenuta la prima edizione del “Premio Adranos”. Un riconoscimento nato per valorizzare giovani eccellenze nel campo della cultura, della scienza e dell’innovazione. A riceverlo è stata la biancavillese Lucrezia Aiello, studentessa universitaria che si distingue per un percorso accademico e artistico di rilievo.
Il premio nasce dal progetto editoriale “Adranos tra leggenda e mito” della professoressa Carmen Toscano e intende valorizzare «le intelligenze più brillanti presenti nella nostra società, con uno sguardo particolare verso i giovani che rappresentano il futuro».
La scelta di Lucrezia Aiello è legata al suo profilo di giovane studiosa capace di coniugare scienza e arte. Aiello, 20 anni, studia Ingegneria informatica all’Università di Catania. Parallelamente sta completando gli studi di pianoforte al Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania. Un percorso che unisce logica e creatività. Di Lucrezia, Biancavilla Oggi aveva parlato per l’ottenimento della borsa di studio “Woman in Innovation” assegnata da Amazon nell’ambito di un programma a sostegno delle studentesse impegnate nei percorsi universitari STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica).
All’evento di premiazione all’Etna Jazz club non poteva mancare la musica con esibizione di Angelo Fichera al pianoforte e della stessa Carmen Toscano alla voce. Tra gli ospiti della serata anche Dorian e Diego Randazzo.
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Chiesa
Giustizia, incontro informativo nella parrocchia Annunziata sul referendum
Iniziativa promossa dall’Azione Cattolica con due relatori: Rosario Di Grazia e Agatino Lanzafame
Prima l’appuntamento tenutosi con un acceso dibattito al Circolo Castriota, adesso quello in programma nella parrocchia dell’Annunziata. Mentre la politica locale si dimostra muta e indifferente (distinguendosi per la sua irrilevanza), settori della società civile sono impegnati a Biancavilla nel dibattito sulla riforma della giustizia.
Un incontro informativo si svolgerà, alle ore 19 di sabato 14 marzo, sul referendum costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale. L’iniziativa è promossa dalla parrocchia dell’Annunziata attraverso il gruppo giovani dell’Azione Cattolica. Un momento di approfondimento in vista della consultazione del 22 e del 23 marzo.
Due i relatori: Rosario Di Grazia, dottore di ricerca in Giurisprudenza all’Università di Catania, e Agatino Lanzafame, magistrato amministrativo al Tar del Lazio e direttore dell’Istituto “Vittorio Bachelet”. Non si tratta di un confronto tra fronte del “No” e fronte del “Sì”.
«In questa prospettiva, con l’avvertenza di non prendere posizioni a favore di alcuna delle tesi in campo, si tenterà – specificano gli organizzatori, con referente Gaetano Gatto – di ricostruire, per linee essenziali, l’oggetto del quesito referendario e di stimolare riflessioni in chiave trasversale, intorno alle sue implicazioni».
«Con tale orizzonte di impegno per la vita e per le istituzioni democratiche – proseguono – riteniamo importante incoraggiare tutti a partecipare attraverso il voto. E ancor prima, ad approfondire le ragioni e le argomentazioni, promuovendo un dialogo franco e rispettoso delle diverse opinioni e dei diversi punti di vista».
L’incontro si terrà nei locali dell’oratorio “Don Bosco” della parrocchia guidata da padre Giosuè Messina. L’iniziativa ha avuto il sostegno dell’Ufficio diocesano per i Problemi sociali e lavoro, Giustizia, Pace e salvaguardia del Creato.
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