Cronaca
Oltre 70mila prodotti sequestrati in sei negozi cinesi: 150mila euro di multe
Blitz e controlli della Guardia di finanza in diversi punti vendita di Biancavilla, Adrano e Paternò
Le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro amministrativo più di 70.000 articoli (prodotti per la casa, luminarie e accessori di abbigliamento, ecc.). Tutti prodotti esposti per la vendita e non riportanti le indicazioni minime ed essenziali previste dalla legge. In particolare, con riferimento alle informazioni sull’origine, sui loro produttori o importatori comunitari e non, sulla composizione, nonché sulla destinazione di utilizzo degli stessi.
Gli interventi, effettuati dai finanzieri della Compagnia di Paternò, hanno riguardato 6 punti vendita di Biancavilla, Adrano e Paternò, gestiti da cinesi. Oltre al sequestro amministrativo e al ritiro dei prodotti, ai titolari comminate sanzioni amministrative per oltre 150.000 euro, con segnalazione dei responsabili alle competenti Autorità amministrative. Durante le attività ispettive è stata rilevata anche la presenza di 2 lavoratori impiegati completamente “in nero”.
Sui prodotti, l’assenza delle indicazioni sulla provenienza e sulla composizione merceologica, oltre a costituire un illecito amministrativo in violazione del “Codice del Consumo”, rappresenta un concreto rischio e una minaccia per la salute dei consumatori finali. Spesso sottende l’utilizzo di materie prime di scarsa qualità, se non addirittura nocive, senza rispettare i rigorosi standard di produzione stabiliti dalla normativa europea e nazionale. Si tratta di fenomeni illeciti che, al tempo stesso, disvelano la presenza di imprese che operano una concorrenza sleale in danno degli operatori economici rispettosi della legge, alterando in questo modo il mercato di settore.
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Cronaca
Arrestato un finto carabiniere specializzato in truffe agli anziani
Intervento dei militari a Biancavilla e a Santa Maria di Licodia: in manette un 33enne
Giornata frenetica per i Carabinieri della stazione di Biancavilla che, con il supporto della Sezione Radiomobile della Compagnia di Paternò, hanno arrestato un 33enne per truffa ai danni di un’anziana.
Diverse le segnalazioni alla centrale operativa da parte di anziani. Tutti hanno riferito di essere stati contattati da un finto carabiniere con l’intento di farsi consegnare oggetti preziosi. In particolare, a Biancavilla, l’uomo sarebbe stato affiancato da un complice. Così, i militari della stazione di via Benedetto Croce si sono immediatamente attivati. Una successiva segnalazione ha indicato la presenza dell’uomo a Santa Maria di Licodia, mentre il tentativo di truffa era ancora in corso.
I militari di Biancavilla, con l’ausilio della Radiomobile, hanno quindi raggiunto un’abitazione nel centro licodiese. L’uomo è stato sorpreso all’interno dell’appartamento di una donna di 72 anni. L’anziana, prima dell’arrivo del presunto truffatore, aveva contattato il 112, attivando la chiamata in viva voce e consentendo ai Carabinieri di ascoltare in tempo reale la conversazione telefonica.
I militari hanno così sentito l’uomo che, con uno spiccato accento napoletano, si era qualificato come un ufficiale dell’Arma e, «per ragioni di giustizia», aveva intimato alla donna di consegnare i preziosi custoditi in casa all’«incaricato del Tribunale» che aveva inviato, identificato nel complice. Nel corso della telefonata, l’uomo avrebbe anche minacciato la vittima. In caso di mancata collaborazione avrebbe disposto una perquisizione dell’abitazione con il conseguente sequestro dei gioielli.
La messa in scena si è interrotta con l’intervento dei veri carabinieri, che hanno bloccato la comunicazione telefonica e fatto ingresso nell’appartamento, sorprendendo il 33enne. L’uomo ha ammesso di svolgere il ruolo di esattore dei beni delle vittime, riferendo inoltre di essersi recato anche presso altre abitazioni a Biancavilla. L’autorità giudiziaria ha convalidato il suo arresto.
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Cronaca
Il fiuto del cane antidroga, denunciato un 19enne per possesso di marijuana
Sequestrati denaro e sostanza stupefacente, trovata pure nel tubo di scarico del bagno di casa
I Carabinieri della Stazione di Biancavilla hanno denunciato un 19enne per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’attività è scattata per effetto di una serie di indizi in possesso dei militari su un presunto spaccio “all’ingrosso” riconducibile al giovane. Per questo motivo, i carabinieri, supportati dai colleghi del Nucleo Cinofili Carabinieri di Nicolosi, hanno deciso di procedere con una perquisizione domiciliare.
I militari hanno bussato in casa. Inizialmente non hanno ottenuto risposta, né al citofono né al telefono cellulare. Solo dopo diversi minuti, i militari sono riusciti ad accedere all’interno, grazie all’apertura della porta da parte della madre.
Invitato a consegnare spontaneamente eventuali sostanze illegalmente detenute, il giovane ha consegnato alcuni residui di marijuana completamente sminuzzata, custoditi su un mobile della propria camera da letto. Nella stessa stanza, rinvenuti due barattoli in vetro con residui di sostanza stupefacente e una cassettina di sicurezza contenente 600 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.
Droga nel tubo di scarico
La perquisizione è stata estesa a tutti gli ambienti dell’abitazione, con l’ausilio del cane antidroga, che ha segnalato diversi punti dell’immobile, tra cui un tavolo sul quale erano presenti residui di marijuana.
Nel locale adibito a bagno, ma privo di sanitari, il cane ha segnalato la presenza di stupefacenti all’interno del tubo di scarico. Gli investigatori hanno così recuperato una busta di plastica contenente 25 grammi di marijuana. Sempre nello stesso ambiente, su un mobiletto, trovato un bilancino di precisione.
Considerati i tempi di attesa prima dell’accesso all’abitazione, i carabinieri hanno ritenuto opportuno ispezionare anche l’esterno dello stabile. Nel pozzetto in corrispondenza del tubo di scarico del bagno, rinvenuta altra marijuana sfusa, che galleggiava nell’acqua. Recuperata la sostanza, il peso complessivo è risultato essere di ulteriori 25 grammi. Tutta la sostanza e il denaro sono stati sequestrati, mentre il 19enne è stato denunciato all’autorità giudiziaria.
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