Cultura
Da Modena a Biancavilla, il ricordo di Gerardo Sangiorgio: un uomo giusto
L’esperienza dell’intellettuale cattolico antifascista, che venne internato nei lager nazisti
Anche nella provincia di Modena è stato ricordato Gerardo Sangiorgio, il biancavillese che sopravvisse ai lager nazisti. Un calendario pieno di eventi: la biografia e gli scritti dell’intellettuale antifascista oggetto di studio e attenzione nelle scuole di Solignano Nuovo e Levizzano Rangone, frazioni del comune di Castelvetro di Modena. Un evento dal titolo “Gerardo Sangiorgio, un giusto nel buio della Storia”, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, dell’istituto storico di Modena e dell’Anpi.
A raccontare la prigionia e l’internamento del siciliano è stato il figlio Placido Antonio Sangiorgio, che ha dialogato, alla presenza delle assessore Rita Botti e Linda Lo Truglio, con il consigliere comunale Salvatore Russo. Un dialogo arricchito dalla lettura di pagine memoriali e poesie di Gerardo Sangiorgio. Di particolare interesse i lavori sulla biografia di Gerardo Sangiorgio realizzati dalla classe 5 A e coordinati dalle insegnanti Roberta Casalini ed Elisabetta Scardozzi.
«Sangiorgio, un luminoso esempio»
Il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, e l’assessore alla Cultura, Valentina Russo, hanno fatto pervenire una lettera indirizzata alla comunità di Castelvetro di Modena e al figlio. «Gerardo Sangiorgio – scrivono – è stato e continua a essere un luminoso esempio di coerenza morale e civile: ha scelto il rischio e il sacrificio della prigionia in nome e per conto di valori quali la libertà e la democrazia. Valori che da docente ha insegnato e impartito a generazioni di allievi che lo hanno avuto come professore (…). Il pensiero e la voce del prof. Gerardo Sangiorgio indicano un cammino che mai deve mancare di speranza. La sua testimonianza ci ricorda che la dignità umana può resistere anche nell’abisso e che il coraggio di opporsi alla barbarie resta un faro per le generazioni future».
«Il giorno della memoria ci impone una riflessione sul presente così funestato da guerre, violenze, sopraffazioni – ha affermato Placido A. Sangiorgio -, la tragedia della deportazione di milioni di uomini e donne nell’ultimo conflitto mondiale è una piaga morale che mai si rimarginerà. La sua memoria è un indispensabile baluardo contro l’inumanità che attenta costantemente i cicli della storia».
Gli studenti protagonisti a Biancavilla
A Biancavilla, diversi i momenti organizzati per la Giornata della memoria. A Villa delle Favare, il sindaco ha reso omaggio al prof. Gerardo Sangiorgio, davanti alla scultura a lui dedicata. Deposta una cesta di fiori nel “Giardino dei Giusti” all’Istituto comprensivo “Antonio Bruno”, spazio dedicato a quanti si opposero con coraggio alle persecuzioni. Omaggio floreale anche davanti alla stele commemorativa nel cortile della scuola “Luigi Sturzo”, luogo di riflessione per le giovani generazioni.
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Cultura
Jimmy Sax, il musicista internazionale in concerto in piazza Roma il 4 ottobre
L’autore di “No man no cry”, con oltre mezzo miliardo di stream su Youtube, si sibirà per San Placido
Sarà Jimmy Sax, uno dei più conosciuti e apprezzati sassofonisti della scena internazionale, l’ospite musicale della festa di San Placido a Biancavilla. L’appuntamento è fissato per domenica 4 ottobre in piazza Roma, nell’ambito dei festeggiamenti dedicati al patrono della città. Una serata che punta dunque sulla musica e sul grande spettacolo, con l’arrivo a Biancavilla di un artista capace di conquistare il pubblico internazionale attraverso un originale connubio tra sassofono, musica elettronica e sonorità dance.
Jimmy Sax, nome d’arte del musicista francese Jeremy Rolland, è diventato popolare in tutto il mondo grazie soprattutto a “No Man No Cry”, brano che ha contribuito a trasformarlo in un fenomeno internazionale. Le sue esibizioni dal vivo sono caratterizzate dall’uso del sassofono come protagonista assoluto, inserito in arrangiamenti elettronici e ritmi coinvolgenti. Jimmy Sax vanta oltre mezzo miliardo di stream e un milione di iscritti su YouTube.
La sua presenza a Biancavilla è stata anticipata dal sindaco Antonio Bonanno: «Portare a Biancavilla un artista del calibro di Jimmy Sax è un regalo che facciamo alla nostra comunità e a tutti i visitatori che arriveranno da ogni parte della Sicilia. Sarà una festa della musica, un abbraccio collettivo che renderà la nostra città, per una notte, la capitale internazionale della musica».
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Cultura
In Calabria premio al sacerdote Vincenzo Stissi, 77 anni dopo la morte
La comunità di Gallico rende omaggio al prete biancavillese, ricordato per il suo impegno di parroco
A 77 anni dalla sua morte, c’è una comunità che continua a ricordarlo con gratitudine. Non è quella dove nacque, ma quella dove esercitò il suo ministero sacerdotale. Gallico, alle porte di Reggio Calabria, ha conferito un Premio speciale alla memoria a don Vincenzo Stissi, sacerdote nato a Biancavilla nel 1877, cappellano militare durante la Prima guerra mondiale e, dal 1922 al 1939, parroco della chiesa di Santa Maria di Porto Salvo. Una scelta che racconta quanto profondo sia rimasto il legame tra quella comunità e quel parroco.
La cerimonia, inserita nella XVII edizione del Premio Gallico, è stata dedicata alle personalità che hanno lasciato un segno nella storia del territorio. Tra loro, anche don Vincenzo, a conferma di una memoria che il tempo non è riuscito a cancellare. Per la famiglia è stato un momento di intensa commozione. A ritirare il riconoscimento è stato Mario Mazzaglia, pronipote del sacerdote. A lui è stata consegnata una targa da don Angelo Battaglia, odierno parroco.
«Anche se non eravamo presenti tutti – racconta a Biancavilla Oggi Grazia Mazzaglia, sorella di Mario – ci siamo emozionati tantissimo. Io ho perfino pianto. Ma la cosa che ci ha colpiti di più è stata l’accoglienza riservata a Mario. Ha incontrato persone che ricordavano ancora padre Stissi e perfino il nostro papà. Per noi è stata una gioia immensa».
La figura di Vincenzo Stissi l’abbiamo tracciata sulle pagine di Biancavilla Oggi, nell’ambito di una ricerca sui sacerdoti biancavillesi che hanno partecipato alla Grande Guerra. Un racconto in tre puntate che ha sottratto dall’oblio quei preti-soldato (oltre a Stissi, anche Placido Nicolosi e Pasquale Castro), che vissero l’esperienza della trincea.
Religioso carmelitano prima e poi sacerdote del clero secolare, Stissi attraversò alcune delle pagine più drammatiche del Novecento. Finita la guerra, seppe conquistare l’affetto della comunità di Gallico, alla quale dedicò tanti anni del proprio ministero sacerdotale e dove ricostruì la chiesa parrocchiale, distrutta dal terremoto del 1908. Morì a Biancavilla nel 1949.
«Anche Biancavilla ricordi padre Stissi»
«Avevo appena pochi anni quando morì – ci racconta ancora Grazia –. I ricordi sono quelli che mi hanno trasmesso mio padre e le zie Caterina e Anna, che gli furono vicine fino agli ultimi giorni. So che fu lui a portare nostro padre in Calabria, a farlo studiare, a permettergli di conseguire il diploma magistrale e a iniziare la carriera di insegnante. Era una persona che si prendeva cura degli altri».
E poi un desiderio che Grazia esprime attraverso Biancavilla Oggi, anche a nome di tutti gli altri nipoti e pronipoti: «Vorrei che padre Stissi fosse ricordato anche a Biancavilla». Un desiderio che nasce dal cuore di una famiglia, ma che può diventare anche una riflessione per tutta la città. Il premio conferito a Gallico consegna infatti a Biancavilla una domanda semplice e significativa: perché una comunità distante decine di chilometri continua a custodire con tanta riconoscenza la memoria di questo sacerdote (grazie pure ad un lavoro di ricerca di Domenico Mazzu), mentre nel suo paese natale il suo nome è quasi sconosciuto?
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