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Agricoltori disperati: «L’80% dei frutti pendenti spazzato via dal ciclone Harry»
A distanza di pochi giorni dalla furia del vento e della pioggia emergono ingenti danni nelle campagne
«Le campagne sono il cuore pulsante del territorio, ma dopo il forte maltempo, i raccolti sono compromessi, in particolare gli agrumi: interi alberi svuotati dei loro frutti, caduti a terra sotto la furia del vento e della pioggia incessante».
A parlare è Carmelo, biancavillese, titolare di un’azienda agricola familiare. A distanza di pochi giorni, i danni provocati dal ciclone “Harry” si rendono ancora più evidenti. Le violente raffiche di vento hanno danneggiato i frutti pendenti fino all’80% del raccolto, considerando che si era in fase di piena maturazione. Una devastazione che fa sentire il suo peso sull’economia agricola locale.
«È venuto giù tutto. Alberi con rami spezzati. Rischio di funghi e malattie per le piante. E adesso la campagna è completamente inzuppata d’acqua. Non si può entrare, non si può lavorare. Così resterà impraticabile ancora per giorni», dice Antonio, figlio di Carmelo, con la voce carica di amarezza. In alcuni casi, i proprietari non riescono nemmeno a raggiungere i propri fondi: strade sterrate e poderi trasformati in pozzanghere di fango, accessi interrotti, disagi.
«Il vento e l’acqua – parla Salvatore, un altro proprietario agricolo di Biancavilla – hanno distrutto tutto: canalette, impianti, coperture. È come se qualcuno avesse cancellato anni di sacrifici in un giorno». Poi la domanda, sospesa e piena di sconforto: «Chissà quanto ci vorrà per riparare tutto questo».
Domande che restano senza risposta, mentre l’attenzione mediatica si spegne e le telecamere si allontanano. Ma a Biancavilla e nei paesi dell’entroterra etneo l’emergenza è tutt’altro che finita. I danni sono reali, profondi, e colpiscono famiglie, lavoratori, un intero tessuto produttivo già messo a dura prova.
Il ciclone Harry non ha lasciato solo macerie visibili, ma ha scavato solchi nell’economia e nell’anima di un territorio che chiede di non essere dimenticato. Perché anche lontano dalle coste, anche dove le onde non si vedono, la tempesta è arrivata. E ha fatto molto male.
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Fuori città
Itinerari culturali diventano percorsi di terapia per gli ospiti del “Cenacolo”
Gruppo di utenti della comunità biancavillese in visita ai castelli di Motta Sant’Anastasia, Paternò e Adrano
Nuova attività culturale realizzata dalla Comunità Terapeutica Assistita “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla per favorire la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico, architettonico e paesaggistico del territorio etneo. Protagonista dell’iniziativa, un gruppo di utenti della struttura, accompagnato dagli educatori Filadelfio Grasso e Giulio Restivo, che hanno proposto un’escursione trasformandola in un’occasione concreta di crescita culturale, socializzazione e partecipazione.
Il percorso ha condotto il gruppo alla riscoperta di alcuni dei più significativi castelli della zona etnea. Seguendo la Valle del Simeto e la Piana di Catania, l’itinerario è partito da Motta Sant’Anastasia, per poi raggiungere Paternò, dove il dongione domina la storica collina, e quindi Adrano. I tre maestosi manieri sono stati ammirati, osservati e commentati nelle loro specifiche peculiarità.
A guidare il gruppo nella lettura storica dei luoghi è stato Salvuccio Furnari, cultore di storia del territorio. Furnari ha arricchito il percorso con aneddoti, leggende e approfondimenti storici, accompagnando i partecipanti in un affascinante viaggio nel tempo.
Particolarmente significativo il momento dedicato al castello di Adrano: ha suscitato grande ammirazione e interesse l’allocazione del museo civico intitolato al prof. Saro Franco. Le visite hanno riguardato inoltre il castello-abbazia di Maniace e la fortezza sul mare di Aci Castello.
La cultura come terapia
L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di conoscenza dei beni architettonici e culturali presenti nel territorio in cui gli ospiti vivono la loro quotidianità e sviluppano il proprio percorso terapeutico-riabilitativo. In questo contesto, la conoscenza del territorio diventa uno strumento educativo capace di stimolare curiosità, autonomia, relazione e partecipazione attiva.
Le finalità prefissate dal progetto sono state pertanto raggiunte. Favorite la conoscenza e l’acquisizione di nuovi riferimenti storici e architettonici. Offerte agli utenti l’opportunità di vivere il territorio non come una realtà distante, ma come parte integrante della propria esperienza personale e sociale.
L’arricchimento culturale rappresenta, infatti, un importante elemento di crescita, non soltanto individuale ma anche collettiva. Ne è stata una significativa conferma l’esperienza vissuta dagli utenti. Al loro rientro hanno condiviso con entusiasmo quanto appreso e vissuto con gli altri ospiti della struttura, trasformando così l’esperienza individuale in partecipazione comunitaria.
Il direttore generale Giosuè Greco auspica che questo progetto pilota possa rappresentare uno stimolo per le altre agenzie educative, per gli istituti scolastici e per le aggregazioni giovanili del territorio, affinché vengano programmate con sempre maggiore attenzione attività ed escursioni di questo tipo. L’esperienza del “Cenacolo Cristo Re” dimostra, ancora una volta, come la cultura, la conoscenza del territorio e il lavoro educativo possano intrecciarsi efficacemente, creando occasioni di partecipazione, scoperta e crescita condivisa.
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Istituzioni
Condotta Acoset bucata da ignoti, disservizi idrici in mezza Biancavilla
Notevole perdita d’acqua dalla rete di Ciapparazzo, interessata da un tentativo di allaccio abusivo
Ignoti danneggiano una delle condotte dell’Acoset, forse nel tentativo di allacciarsi abusivamente, con la conseguenza che buona parte delle utenze di Biancavilla sono rimaste a secco. Ne dà comunicazione il sindaco Antonio Bonanno su informazioni fornite dall’azienda. Gran parte dei quartieri del centro etneo (con esclusione delle zone di viale dei Fiori e della Casina, per esempio) riceve dall’Acoset un’integrazione di circa 25 litri al secondo.
«L’Acoset – dice il primo cittadino – mi informa che un grave atto di illegalità accaduto durante la notte sta creando disagi alla nostra comunità. Un tentativo di allaccio abusivo alla rete idrica ha ridotto la portata della condotta Ciapparazzo, che serve buona parte del territorio di Biancavilla».
I tecnici Acoset hanno rilevato una grave perdita idrica, stimata in oltre 30 litri al secondo. «Un primo intervento con collare di riparazione non è stato sufficiente – si legge in una nota dell’azienda – a contenere la perdita. I nostri tecnici hanno quindi valutato che l’unica soluzione realmente risolutiva è la sostituzione integrale del tratto danneggiato: un intervento più impegnativo, ma necessario per garantire un ripristino sicuro e duraturo dell’infrastruttura, evitando il rischio di nuovi cedimenti a breve termine». Il tempo previsto per la riparazione è complessivamente di 24 ore.
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