Storie
Giovanna Furnari, la mamma-pasticciera premiata per la sua crostata sostenibile
La sua ricetta sulla storica rivista “La Cucina Italiana”, per lei i complimenti degli chef più prestigiosi
Questa è la Biancavilla che ci piace
Un riconoscimento nazionale che porta il nome di Biancavilla sotto i riflettori dell’alta cucina italiana. Giovanna Furnari, appassionata di cucina e pasticceria, ha ottenuto un importante premio grazie a una sua ricetta selezionata tra le dieci vincitrici di un contest promosso dalla storica rivista La Cucina Italiana.
La premiazione è avvenuta a Palazzo Serbelloni, a Milano, nel corso della Charity Dinner “Tavola Rasa”, organizzata in collaborazione con Unicef. Una serata dedicata alla solidarietà, al rispetto per il cibo e alla lotta contro lo spreco alimentare. Proprio su questi valori si fonda la ricetta premiata di Giovanna Furnari: la “Crostata Banana Giò”, che ha ricevuto il premio speciale di Illycaffè.
Un dolce nato da un’idea tanto semplice quanto originale: l’utilizzo di banane molto mature e persino delle bucce, lavorate e trasformate in un ingrediente nuovo, capace di dare carattere e personalità al dessert. Un approccio sostenibile che ha convinto la giuria e che dimostra come anche da un ingrediente umile possa nascere un prodotto di alta pasticceria.
Il riconoscimento arriva in un momento simbolico per la cucina italiana, oggi patrimonio immateriale dell’Unesco. «Vedere premiata una ricetta per la sua sensibilità verso il cibo mi riempie d’orgoglio – sottolinea Giovanna – dimostra che l’eccellenza può nascere anche dal recupero consapevole e dalla cura verso ogni ingrediente». Un messaggio forte, che unisce etica, creatività e rispetto.
La ricetta della sua crostata è stata pubblicata in copertina sul numero di novembre de La Cucina Italiana ed è disponibile anche sul blog personale dell’autrice, “I pastrocchi di Giò”. Un traguardo che, come lei stessa evidenzia, «è un incoraggiamento a continuare questo percorso con ancora più amore e dedizione».
Per Giovanna Furnari è stato anche «un onore immenso rappresentare la creatività del nostro territorio in un contesto così prestigioso». E poi, l’incontro con Antonella Clerici, «che con il suo quotidiano racconto della cucina – dice – è stata per me fonte di grande ispirazione e supporto nei momenti difficili». Significativi gli incontri con i big nazionali della cucina e della pasticceria: Iginio Massari, Massimo Bottura, Antonio Cannavacciuolo, Giorgio Locatelli, Alessandro Borghese…
Ispirazione etnea nelle ricette di Giovanna
«Sono mamma per vocazione e pasticciera per passione – racconta Giovanna Furnari – amo creare dolci semplici e genuini per la mia famiglia e per i miei amici, trasformando ogni occasione in un momento speciale». Un legame profondo con la cucina che affonda le radici personale e familiare.
Dopo diversi anni trascorsi in Lombardia, Giovanna ha scelto di tornare nella sua Sicilia, stabilendosi a Biancavilla. «Qui, alle pendici dell’Etna, le tradizioni, i profumi e i sapori della mia infanzia – spiega – risvegliano ricordi dolci e nostalgici e mi ispirano ogni giorno nella mia cucina». Un ritorno alle origini che si riflette anche nelle sue creazioni, capaci di coniugare memoria e innovazione.
La passione per la pasticceria è un’eredità familiare: «È stata mia mamma a introdurmi in questo meraviglioso mondo di farine, zuccheri e creatività. Col tempo ho coltivato questa passione preparando merende e dolci per le mie figlie, cercando di rendere attuali le ricette tradizionali».
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Storie
Jonathan Spedalieri, il calciatore biancavillese è passato allo Spezia
Formazione nel settore giovanile della Fiorentina, esordito tra i professionisti nel 2020 a Potenza
Prosegue con successo la carriera calcistica di Jonathan Spedalieri, originario di Biancavilla, classe 2002. È stata “Spezia Calcio” a comunicare di aver acquisito le prestazioni sportive del difensore Jonathan Spedalieri, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2029.
Nato a Biancavilla, dove vive la famiglia, Spedalieri è cresciuto calcisticamente nel settore giovanile della Fiorentina, per poi esordire tra i professionisti a Potenza nella prima parte del campionato 2020/21. Una stagione che da gennaio lo ha visto protagonista in Primavera con il Napoli, chiudendo con la promozione in Primavera 1.
Nel mercato invernale 2022 è passato alla Fermana, in Serie C, dove in tre stagioni ha totalizzato 66 presenze e 5 reti. Nell’estate 2024 è approdato quindi al Renate, imponendosi al centro della difesa lombarda con 71 presenze, 6 reti e 2 assist in due stagioni.
Difensore centrale dotato di esperienza e di un’importante fisicità, Spedalieri è pronto ora a mettere le proprie qualità al servizio delle Aquile.
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Storie
Federico Ambrogi, la storia sconosciuta del partigiano eroe di Biancavilla
Sergio Mattarella gli ha conferito la medaglia d’oro al merito civile, Antonio Bonanno: «Intitoliamogli una via»
Il suo nome non dice nulla a Biancavilla. Nemmeno la sua storia è nota nel centro etneo. Eppure, Federico Ambrogi, sottobrigadiere della Regia Guardia di Finanza nato nel 1918 a Biancavilla e morto nella seconda guerra mondiale, fu un partigiano eroe con nome di battaglia “Elio”. In occasione dell’80° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gli aveva riconosciuto alla memoria la medaglia d’oro al merito civile.
Il militare della Fiamme Gialle aderì alla Resistenza, militando in una formazione partigiana del Friuli Venezia Giulia. Ambrogi, il 13 febbraio 1945, sull’altopiano del Cansiglio, rimase vittima di uno scontro a fuoco conseguente a un’operazione di rastrellamento da parte delle truppe tedesche.
La motivazione dell’onorificenza conferita dal Quirinale: «Mirabile esempio di amor patrio e di attaccamento ai valori della libertà e della democrazia, spinti fino all’estremo sacrificio».
A curare la relazione ministeriale finalizzata al riconoscimento della medaglia è stato il Colonnello Gerardo Severino, ufficiale in congedo della Guardia di Finanza e stimato storico militare. È stato lui a ricostruire con passione e rigore la vicenda umana e professionale del sotto brigadiere Federico Ambrogi. La si può leggere nel libro «Il partigiano “Elio”, ovvero storia di Federico Ambrogi», edito dal Museo storico della Guardia di finanza.
Un volume che ricostruisce meticolosamente sia la storia della famiglia e della terra d’origine di Ambrogi, sia la scelta giovanile di arruolarsi nella Regia Guardia di Finanza e i successivi trascorsi nelle fila del Corpo, ma anche i momenti salienti della sua vita fino alla morte.
Bonanno: «Una via da intitolare ad Ambrogi»
Per il sindaco Antonio Bonanno, la figura del militare di origini biancavillesi va conosciuta e onorata. «Avanzo pubblicamente – ha detto – la proposta di intitolare una via o una piazza di Biancavilla a Federico Ambrogi. Non possiamo permettere che il suo nome resti confinato nelle pagine di un libro, per quanto prezioso. Dobbiamo scolpirlo nella pietra delle nostre strade, perché ogni giorno i nostri giovani possano chiedersi chi fosse quell’uomo e imparare a onorare il valore del sacrificio per la libertà».
«Federico Ambrogi probabilmente non condivideva le mie stesse idee. Ma la memoria di un uomo che ha combattuto per la libertà, che ha speso la propria vita in nome di valori universali come la giustizia e la democrazia, non può e non deve essere ostaggio di logiche di schieramento. Riconoscere il suo esempio – sottolinea Bonanno – significa andare oltre le appartenenze, oltre le bandiere partitiche, oltre ogni calcolo opportunistico. Perché la libertà non è di nessun partito».
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