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Assalto in banca, i ricordi dei ragazzi di allora e la commozione dei familiari

Tante reazioni social alla rievocazione di “Biancavilla Oggi” su quella drammatica pagina di cronaca

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«Io ero piccolissima, ma ricordo ancora il rumore degli spari e per lungo tempo i fori dei proiettili sulle pareti esterne del negozio dei miei genitori»: lo scrive Nancy Sangiorgio. «Ero piccolo, andavo alla “Marconi” e non ci hanno fatto uscire dalla scuola», dice Giuseppe Pulvirenti. «Me lo ricordo benissimo e dopo tantissima attesa finì tutto bene», aggiunge Placido Tomasello. «Come se fosse ieri – prosegue Antonio Longo – il clamore per il nostro paese fu esorbitante». Sono alcuni dei pensieri di biancavillesi lasciati sulla pagina Facebook del nostro giornale.

Un tuffo nel passato. Una pagina di cronaca nera di 50 anni fa, fortunatamente senza gravi conseguenze. La rievocazione fatta da Biancavilla Oggi sugli eventi del 13 novembre 1975 ha suscitato molte reazioni social. In tanti, commentando il nostro articolo, sono riaffiorati ricordi di quella giornata, quando banditi a mano armata assaltarono la Banca di Credito, tenendo in ostaggio impiegati e clienti per 9 ore.

«Anche io mi ricordo di quella rapina – dice Angela Salamone – mio papà aveva una salumeria in via Vittorio Emanuele e quel giorno c’era un trambusto in tutta piazza Roma. Tiratori scelti sopra il Circolo Castriota, di fronte alla banca. Sono state ore di ansia per tutto il paese».

Strano e Carbone, carabinieri coraggiosi

A Biancavilla arrivarono alti ufficiali dei carabinieri e, appunto, anche tiratori scelti. Ma nella memoria collettiva, i protagonisti restano due: i carabinieri Salvatore Strano e Salvatore Carbone, che vediamo per la prima volta qui sopra, in uno scatto fotografico, mentre intervengono con pistole in pugno, uno a fianco all’altro. I due militari (ormai scomparsi) per primi intervennero con coraggio, al punto da avere poi un encomio solenne.

«Avevo 4 anni e – scrive Fabio Carbone, figlio del militare – ancora oggi, passati 50 anni, mi ricordo mio papà che durante la rapina era stato ferito per non essere investito dalla macchina dei complici. Sparò alle gomme, riuscendo a fermare uno dei malviventi. Stette fino alla sera, riuscendo ad arrestare un altro malvivente e porre fine alla “rapina del secolo”. Sono fiero di te, appuntato Carbone Salvatore… semplicemente papà. Riposa in pace ovunque tu sia».

«È un onore anche per tutta la nostra famiglia e – aggiunge Giuseppe Strano, figlio dell’altro carabiniere – sono lieto di questo riconoscimento anche dopo 5 anni dalla sua scomparsa, ma resterà sempre nei nostri cuori».

Altro ricordo, altra testimonianza di un familiare. «Io stavo tornando da scuola, quando arrivai a Biancavilla – scrive Carmelo Ricceri – seppi, già sul pullman, che stavano rapinando la Banca di Credito e preso in ostaggio gli impiegati insieme al direttore di banca (mio padre). Dopo, quando i banditi furono arrestati, si scoprì che erano dei poveri sventurati e sprovveduti. Chissà che fine hanno fatto».

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Storie

Jonathan Spedalieri, il calciatore biancavillese è passato allo Spezia

Formazione nel settore giovanile della Fiorentina, esordito tra i professionisti nel 2020 a Potenza

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Prosegue con successo la carriera calcistica di Jonathan Spedalieri, originario di Biancavilla, classe 2002. È stata “Spezia Calcio” a comunicare di aver acquisito le prestazioni sportive del difensore Jonathan Spedalieri, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2029.

Nato a Biancavilla, dove vive la famiglia, Spedalieri è cresciuto calcisticamente nel settore giovanile della Fiorentina, per poi esordire tra i professionisti a Potenza nella prima parte del campionato 2020/21. Una stagione che da gennaio lo ha visto protagonista in Primavera con il Napoli, chiudendo con la promozione in Primavera 1.

Nel mercato invernale 2022 è passato alla Fermana, in Serie C, dove in tre stagioni ha totalizzato 66 presenze e 5 reti. Nell’estate 2024 è approdato quindi al Renate, imponendosi al centro della difesa lombarda con 71 presenze, 6 reti e 2 assist in due stagioni.

Difensore centrale dotato di esperienza e di un’importante fisicità, Spedalieri è pronto ora a mettere le proprie qualità al servizio delle Aquile.

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Storie

Federico Ambrogi, la storia sconosciuta del partigiano eroe di Biancavilla

Sergio Mattarella gli ha conferito la medaglia d’oro al merito civile, Antonio Bonanno: «Intitoliamogli una via»

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Il suo nome non dice nulla a Biancavilla. Nemmeno la sua storia è nota nel centro etneo. Eppure, Federico Ambrogi, sottobrigadiere della Regia Guardia di Finanza nato nel 1918 a Biancavilla e morto nella seconda guerra mondiale, fu un partigiano eroe con nome di battaglia “Elio”. In occasione dell’80° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gli aveva riconosciuto alla memoria la medaglia d’oro al merito civile.

Il militare della Fiamme Gialle aderì alla Resistenza, militando in una formazione partigiana del Friuli Venezia Giulia. Ambrogi, il 13 febbraio 1945, sull’altopiano del Cansiglio, rimase vittima di uno scontro a fuoco conseguente a un’operazione di rastrellamento da parte delle truppe tedesche.

La motivazione dell’onorificenza conferita dal Quirinale: «Mirabile esempio di amor patrio e di attaccamento ai valori della libertà e della democrazia, spinti fino all’estremo sacrificio».

A curare la relazione ministeriale finalizzata al riconoscimento della medaglia è stato il Colonnello Gerardo Severino, ufficiale in congedo della Guardia di Finanza e stimato storico militare. È stato lui a ricostruire con passione e rigore la vicenda umana e professionale del sotto brigadiere Federico Ambrogi. La si può leggere nel libro «Il partigiano “Elio”, ovvero storia di Federico Ambrogi», edito dal Museo storico della Guardia di finanza.

Un volume che ricostruisce meticolosamente sia la storia della famiglia e della terra d’origine di Ambrogi, sia la scelta giovanile di arruolarsi nella Regia Guardia di Finanza e i successivi trascorsi nelle fila del Corpo, ma anche i momenti salienti della sua vita fino alla morte.

Bonanno: «Una via da intitolare ad Ambrogi»

Per il sindaco Antonio Bonanno, la figura del militare di origini biancavillesi va conosciuta e onorata. «Avanzo pubblicamente – ha detto – la proposta di intitolare una via o una piazza di Biancavilla a Federico Ambrogi. Non possiamo permettere che il suo nome resti confinato nelle pagine di un libro, per quanto prezioso. Dobbiamo scolpirlo nella pietra delle nostre strade, perché ogni giorno i nostri giovani possano chiedersi chi fosse quell’uomo e imparare a onorare il valore del sacrificio per la libertà».

«Federico Ambrogi probabilmente non condivideva le mie stesse idee. Ma la memoria di un uomo che ha combattuto per la libertà, che ha speso la propria vita in nome di valori universali come la giustizia e la democrazia, non può e non deve essere ostaggio di logiche di schieramento. Riconoscere il suo esempio – sottolinea Bonanno – significa andare oltre le appartenenze, oltre le bandiere partitiche, oltre ogni calcolo opportunistico. Perché la libertà non è di nessun partito».

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