Chiesa
«Quell’incontro a Casa Santa Marta con Papa Francesco, parlando di santità»
Il ricordo del parroco biancavillese Giovambattista Zappalà, in occasione dei 25 anni di sacerdozio
«Pensando a Papa Francesco, la parola chiave che mi viene in mente è la gradualità». Padre Giovambattista Zappalà traccia un ricordo personale del pontefice scomparso il 21 aprile. Il sacerdote biancavillese, parroco dell’Idria, ha incontrato Bergoglio in tre occasioni. Ma il momento che, in particolare, conserva tra i ricordi più cari e intensi riguarda l’incontro del 20 ottobre 2017, nella residenza papale del Vaticano.
«Arrivammo a Casa Santa Marta di mattino molto presto – racconta padre Zappalà – per poter concelebrare con il Papa noi sacerdoti della diocesi di Catania, che quell’anno festeggiavamo i 25 anni di sacerdozio. Eravamo in sette. Lo trovammo già seduto in cappella in un angolo, quasi nascosto, che pregava rivolto verso il tabernacolo. Era un uomo di preghiera».
Un’immagine che rivela tutta l’essenza di Jorge Mario Bergoglio. Un atteggiamento che ha colpito profondamente il sacerdote biancavillese, il quale ha potuto apprezzarne anche il lato umano, accogliente e paterno.
Oltre a padre Zappalà, gli altri sacerdoti –tutti ordinati nel 1992 dall’allora arcivescovo Luigi Bommarito– che incontrarono il Papa furono Antonino La Manna e Salvatore Stimoli, parroci ad Adrano, Alessandro Ronsisvalle di Paternò, Nunzio Capizzi di Bronte, Antonino Nicoloso di Nicolosi e Giuseppe Cassarino di Catania.
«Concelebrammo la Messa con lui e subito dopo volle salutare tutti i presenti ad uno ad uno, com’era sua abitudine – continua padre Giovanni –. Io e lui parlammo della santità e mi disse che è un cammino graduale, da percorrere pian piano. Era un uomo semplice, che metteva gli altri a proprio agio. Gli chiedemmo una foto con lui e accettò subito».
Due i doni che portarono i sacerdoti a Francesco: una piccola scultura in pietra lavica raffigurante l’Etna e Sant’Agata e una confezione di torroncini prodotti da una pasticceria biancavillese.
Un episodio che racconta non solo la grande umanità del Papa argentino, ma anche la profondità della sua visione spirituale. Quel concetto di “gradualità”, così caro a Francesco, riassume una delle colonne del suo pontificato: il cammino della fede non come percorso rigido e imposto, ma come esperienza personale, fatta di passi piccoli e autentici, nella quotidianità della vita.
Ora che Papa Francesco non c’è più, restano i suoi gesti, le sue parole e il suo esempio. E nelle parole di chi lo ha incontrato, come padre Zappalà, si avverte un’eredità viva, che continuerà ad accompagnare il cammino di molti credenti.
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Chiesa
Padre Ambrogio Monforte nominato rettore della chiesa di Sant’Antonio
Il sacerdote guiderà pure la confraternita, altri incarichi per fra’ Mario Marino e don Giuseppe Scrivano
Formalizzata una serie di nomine da parte dell’arcivescovo di Catania, Luigi Renna. Alla nomina – riferita già da Biancavilla Oggi – di padre Nicolò Coco a parroco di “San Salvatore”, in sostituzione di padre Salvatore Verzì (destinato alla chiesa “Sant’Agata” di Bronte), ce ne sono altre di interesse biancavillese.
Padre Ambrogio Monforte, parroco al “Sacro Cuore”, è stato nominato dal vescovo anche rettore della chiesa “Sant’Antonio di Padova” di Biancavilla. Un compito che comprende anche il ruolo di commissario dell’omonima confraternita. Entrambi gli incarichi finora erano stati seguiti dal parroco della chiesa madre.
Altra nomina vescovile riguarda poi fra’ Mario Marino, guardiano del convento “San Francesco”, incaricato anche come cappellano del monastero “Santa Chiara”. Tra i vari avvicendamenti, c’è anche quello del sacerdote biancavillese Giuseppe Scrivano. Lasciata la parrocchia di “Sant’Agata” di Bronte (dove arriverà padre Verzì), Renna lo ha destinato ad Adrano come rettore della chiesa “San Giovanni Apostolo”. Un’altra tornata di nomine dovrebbero essere ufficializzate ad agosto.
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Chiesa
Verzì se ne va, arriva Coco: dopo 25 anni un nuovo parroco a “San Salvatore”
Decisione presa dall’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna, per la parrocchia di Spartiviale
Un quarto di secolo è un traguardo che lascia il segno. Si conclude a 25 anni la guida di padre Salvatore Verzì nella parrocchia “Santissimo Salvatore” di Biancavilla per andare a Bronte, nella chiesa di “Sant’Agata” al posto del sacerdote biancavillese Giuseppe Scrivano (a sua volta destinato come rettore della chiesa “San Giovanni Apostolo” di Adrano).
Su decisione dell’arcivescovo Luigi Renna, nella chiesa di “Spartiviale” arriverà padre Nicolò Coco, sacerdote di Adrano, 47enne, ordinato lo scorso anno,alla sua prima esperienza come parroco. Coco, cresciuto nella comunità di “San Pietro” e formatosi all’oratorio del “Rosario” di Adrano, ha svolto attività pastorale nella cappella dell’ospedale “Cannizzaro” e nella parrocchia “Maria Santissima Ausuliatrice” di Catania. L’avvicendamento tra Verzì e Coco avverrà formalmente a settembre, in coincidenza dell’inizio dell’anno pastorale.
Il nuovo parroco (o per essere più precisi, amministratore parrocchiale) troverà la comunità del “Santissimo Salvatore” particolarmente attiva. La chiesa – costruita ex novo e inaugurata nel giugno 2021 – è ormai un riferimento per l’intero quartiere sud di Biancavilla. Frutto di un lungo percorso cominciato nell’estate del 2001 da padre Verzì. Il suo impegno è legato non soltanto alla realizzazione dell’edificio sacro a fianco a quello preesistente, ma anche alle diverse realtà – dai gruppi neocatecumenali al gruppo scout, per citarne alcuni – che hanno dato corpo e identità alla parrocchia.
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