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Cronaca

“Caporalato” e diritti dei lavoratori, carabinieri in azione pure a Biancavilla

Bilancio dei militari a conclusione della campagna agrumicola: controllate 25 aziende del comprensorio

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Controlli dintensificati dei Carabinieri della Compagnia di Paternò e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catania, nel corso dell’ultima campagna agrumicola per contrastare il “caporalato” e verificare il rispetto della legislazione sociale.

In tale contesto, rilevanti i risultati operativi conseguiti. Oltre 10 servizi coordinati a largo raggio svolti nei comuni di Paternò, Biancavilla e Belpasso. Verificate 25 aziende del settore ed identificate oltre 120 lavoratori.

Denunciata in stato di libertà un’imprenditrice di Biancavilla, titolare di un’impresa operante nella raccolta degli agrumi in contrada Gerbini di Paternò. È ritenuta responsabile di aver omesso di inviare a visita medica preventiva due lavoratori dipendenti.

«I risultati – si legge in una nota – dimostrano la costante attenzione dell’Arma dei Carabinieri nel settore della tutela del lavoro e nel contrasto ai connessi fenomeni di maggiore allarme sociale, quali appunto il “caporalato”. E più in generale, lo sfruttamento lavorativo di cittadini extracomunitari. In quest’ottica, le attività ispettive realizzate nel tempo hanno comunque dimostrato che le condotte delittuose nel settore sono state circoscritte sensibilmente negli anni».

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Cronaca

Sfruttati 5 tunisini, a Biancavilla rumeno denunciato per caporalato

Paga da fame e persino minacce di morte per i lavoratori impiegati nella raccolta delle arance

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Un “caporale” che sfruttava i lavoratori, anche con minacce di morte. Per queste ragioni, i carabinieri di Biancavilla hanno denunciato un rumeno.

L’uomo avrebbe non soltanto trasportato cittadini extracomunitari nei terreni agricoli del Paternese per la raccolta delle arance. Ma avrebbe pure lucrato sulla loro paga, facendo la cresta sulla quota riconosciuta dalla ditta.

Allargati i controlli alla sua abitazione, i militari hanno scoperto 5 persone tunisine, tra i 22 e i 41 anni, irregolari sul territorio nazionale, anche loro impiegati in lavori in campagna.

Durante l’ispezione, accertato, con il supporto dei tecnici dell’Enel, l’allaccio abusivo alla rete elettrica dell’intero stabile dove alloggiavano i tunisini su indicazione del rumeno, motivo per cui quest’ultimo è stato denunciato anche per furto di energia elettrica.

I lavoratori sono stati, invece, denunciati per ingresso e soggiorno illegale nel territorio nazionale. Emesso, dunque, il provvedimento del questore di Catania per l’espulsione.

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