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Chiesa

Padre “Franko”, in Africa tra i più poveri del mondo: appello a Biancavilla

Una vita nella foresta, a difesa dei pigmei, ed ora una nuova missione nel nord del Congo

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Ottant’anni e ancora una forza di volontà invidiabile. Compleanno speciale per il biancavillese padre Francesco Laudani, missionario comboniano. Mezzo secolo passato in Africa, tra i popoli più poveri del mondo. Nella Repubblica democratica del Congo, è stato a fianco ai pigmei, nella foresta, a difendere i loro diritti di persone ed esseri umani. E diverse volte è finito, sequestrato, nelle mani dei guerriglieri.

Padre Franko -così viene affettuosamente chiamato- si trova a Biancavilla dal 22 maggio. Tornerà nella “sua” Africa il 21 agosto. Dopo tanti anni, lo attende una nuova meta: Buta, nel nord del Congo. Ma il suo legame con la popolazione dei pigmei resterà indissolubile.

Così, ne parla a Biancavilla Oggi: «I pigmei sono un popolo abbandonato dalla gente, schiavizzato, ritenuto ignorante e ladro. La nostra attività – mia, dei miei confratelli comboniani e collaboratori – ha portato questo popolo ad integrarsi nella società con dignità per essere attori del loro sviluppo».

Un impegno per il rispetto dei loro diritti. «Nel 2005 -ricorda- abbiamo organizzato una marcia pacifica, con la partecipazione di 2500 Pigmei, venuti a piedi anche da 300 km di distanza, per chiedere diritti sociali, anche da parte dello stato».

Nelle parole e negli occhi di padre Franco traspare un forte desiderio di riscatto sociale e culturale di questo popolo.

«Abbiamo molto puntato -spiega ancora- sull’istruzione, organizzando 350 classi in 20 direzioni scolastiche, con 5000 alunni pigmei della scuola elementare. I risultati ci hanno dato diversi ragazzi diplomati che ora insegnano nella scuola pubblica. Abbiamo avuto due universitari e uno sta terminando la licenza in Sociologia a Kisangani. Con meraviglia, quest’anno, un altro giovane diplomato vuole diventare missionario comboniano».

Destinare ogni impegno ai più giovani e ai bambini diventa necessario per scrivere il futuro di popoli dimenticati. Padre Franco lo ha fatto in ogni occasione. «Per mia richiesta -dice ancora a Biancavilla Oggi– sono stato trasferito a Kisangani. Qui ho costruito una scuola per 500 alunni con 13 classi, grazie ad una eredità avuta da una famiglia di Agrigento».

Al suo ritorno in Africa, lo attende una nuova missione. «Sarò trasferito a Buta, nel nord del Congo. Questa parrocchia che ci è affidata, da 20 anni non ha un sacerdote. Saremo adesso tre sacerdoti, due di questi congolesi. Non abbiamo ancora una casa dove vivere, quindi probabilmente abiteremo in una capanna di tronchi e fango. Esiste solo una chiesetta di una ventina di metri, non ancora completata. Questa nostra nuova parrocchia ha un territorio di 110 km con 30 villaggi da servire, raggiungibili solo in moto per mancanza di strade».

C’è tanto lavoro da fare. Per questo, il missionario comboniano si rivolge a Biancavilla e al suo cuore solidale: «Faccio appello alla nostra cittadinanza, ai miei paesani, affinché possano manifestare solidarietà e corresponsabilità nell’annuncio del Vangelo per queste zone abbandonate del Congo».

Chi volesse aiutare l’opera missionaria di padre Laudani può farlo al CCP 28394377, oppure tramite bonifico bancario: Banca Etica IT37E0501812101000015122500, intestati a Missionari Comboniani – Mondo Aperto ONLUS Vicolo Pozzo 1 – 37129 Verona. Causale: P. FR. LAUDANI – RD CONGO – Costruzioni/Servizi a BUTA.

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Chiesa

La parrocchia compie settant’anni: il vescovo Renna in visita all’Annunziata

Accoglienza dei bambini all’incrocio tra via Umberto e via Inessa, poi corteo fino in chiesa

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In occasione del 70° anniversario di elevazione a parrocchia della chiesa Annunziata, visita a Biancavilla dell’arcivescovo di Catania. Ad attendere, in un’atmosfera festosa, l’arrivo di mons. Luigi Renna sono stati i bambini del catechismo. Lo hanno accolto all’incrocio tra via Umberto e via Inessa. E da qui è partito un corteo fino al luogo di culto, in cui si è tenuta la solenne celebrazione eucaristica per festeggiare la storica ricorrenza.

In chiesa, il vescovo è stato salutato dalla folla di fedeli, comprendente i vari gruppi parrocchiali: dai membri dell’arciconfraternita a quelli della scuola cantorum, dall’Azione Cattolica ragazzi all’associazione Mondo nuovo…

Durante la santa messa, Renna ha ripreso in vari punti il vero significato legato alla parrocchia, da lui definita «casa di Dio accanto alla casa degli uomini». Ha più volte rimarcato l’importanza della vita parrocchiale, che, con l’aiuto del parroco, deve essere «il germe» per una società in cui «il lupo dimori con l’agnello», cioè che contribuisca a migliorarla, eliminando le divisioni e attenzionando i più piccoli senza tralasciare gli adulti.

A concelebrare, don Pino Salerno, vicario foraneo, e il parroco dell’Annunziata, don Giosuè Messina. Quest’ultimo, ha tracciato un excursus storico, partendo dalla fondazione della parrocchia fino ad arrivare ai giorni d’oggi. Inevitabile la rievocazione della figura di padre Placido Brancato, fondatore dell’oratorio “Don Bosco” e per mezzo secolo guida della parrocchia. Un’operosa e intensa attività pastorale, la sua, svolta in particolare a favore dei giovani.

L’arcivescovo ha augurato un buon cammino “sinodale” a parrocchiani, esortando tutti all’unione. Padre Giosuè lo ha omaggiato con un piatto in ceramica raffigurante la stessa chiesa biancavillese.

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