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Cronaca

Giovane 19enne picchia i genitori, arrestato: «Ti ammazzo nel sonno»

L’intervento dei carabinieri ha fatto emergere un drammatico spaccato di vita familiare

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Maltrattamenti in famiglia, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate. Per questi reati, un 19enne di Biancavilla è stato arrestato dai carabinieri.

I militari hanno ricevuto una richiesta di intervento per una lite familiare in via Favignana. Sul posto, in effetti, i carabinieri hanno trovato una donna 37enne in preda al panico, a causa di un acceso alterco con il figlio. Il giovane l’avrebbe strattonata, facendola sbattere sul muro della cucina. E dopo averle strappato il telefono dalle mani, glielo avrebbe lanciato sui pensili, continuando a minacciarla.

I militari, dopo aver cercato di calmare la donna, hanno raccolto le sue dichiarazioni. Secondo le sue dichiarazioni, la discussione sarebbe nata dall’avere sgridato il figlio, tossicodipendente, per aveva rubato la tessera bancomat della nonna.

Mentre la madre proseguiva nel suo racconto, il figlio, incurante della presenza dei militari, ha nuovamente inveito contro di lei e gli stessi carabinieri, minacciandoli pesantemente ed anzi cercando di colpirli con calci e pugni.

I preliminari accertamenti, poi, hanno consentito ai militari di appurare che i genitori del 19enne da tempo erano sottomessi alla quotidiana dazione di una somma di 20 euro per l’acquisto della droga. Il padre, più volte picchiato dal figlio, insieme alla moglie aveva già sporto denuncia nei suoi confronti perché sottoposto a continue minacce di morte: «Stanotte ti ammazzo nel sonno…». Pericolosità confermata anche dai parenti del ragazzo, schiavo ormai della dipendenza dalle droghe.

Il 19enne è stato portato nel carcere catanese di Piazza Lanza, dove tuttora si trova su disposizione dell’Autorità Giudiziaria all’esito dell’udienza di convalida.

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Cronaca

Omicidio Parisi, condanna definitiva: carcere a vita per Salvatore Fallica

Un iter giudiziario particolarmente complesso per il delitto commesso nel 2003 in contrada Rinazze

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Sono stati i Carabinieri della Compagnia di Paternò ad eseguire l’arresto. Hanno eseguito così un ordine per la  carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale di Catania.

Destinatario del provvedimento è Salvatore Fallica, 47 anni, personaggio noto alle cronache, er ora rintracciato a Volterra, in provincia di Pisa.

Nei suoi confronti è arrivata la sentenza definitiva all’ergastolo per omicidio premeditato in concorso di Gaetano Parisi, guardia campestre 53enne di Paternò. Riconosciuto colpevole anche per deteenzione e porto illegale di armi comuni da sparo.

L’omicidio di Parisi avvenne il 14 aprile 2003 in contrada Rinazze, a sud di Biancavilla. La vittima era alla guida della sua autovettura, una Fiat 500, dopo essere stata speronata.

Un delitto di sangue maturato per conflittualità interne al clan mafioso locale. Il movente?Secondo gli inquirenti è legato alla mediazione, all’epoca dei fatti, tra Parisi e il clan di Biancavilla ed i piccoli imprenditori agricoli sottoposti alle estorsioni.

Fallica era inserito nel clan Toscano-Tomasello-Mazzaglia, articolazione della famiglia di Cosa nostra etnea Santapaola-Ercolano. Particolermanete complesso l’iter giudiziario del caso, che aveva coinvolto anche un secondo soggetto di Biancavilla, poi morto a causa di una lunga malattia. Alla loro identificazione, gli inquirenti sarebbero giunti grazie alla comparazione del Dna trovato, dai carabinieri del Ris di Messina, su pezzi di guanti in lattice dimenticati dentro un’auto, risultata rubata. La stessa utilizzata dai sicari nell’agguato, e su un guanto in prossimità della stessa auto.

La sentenza di primo grado di condanna era stata annullata dalla Corte d’Assise d’appello di Catania nei confronti dei due. Poi, la prosecuzione del procedimento. Fino al verdetto definitivo di oggi nei confronti di Fallica.

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