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Ha approfittato del buio in cui si trova luogo. La vecchia sede della linea ferrata della Ferrovia Circumetnea, a Biancavilla, è un luogo “ideale” per gli incivili della spazzatura. Così, un individuo è sbucato fuori dalla scalinata di via Cesare De Masi ed arriva nella ex fermata di via Cristoforo Colombo. Qui, si è liberato di sacchi contenenti spazzatura e materiale edile.

Pochi secondi per agire in maniera del tutto indisturbato. Una telecamera di un sistema di videosorveglianza, però, ha ripreso tutta la scena.

La mancata illuminazione e le immagini buie rendono impossibile l’identificazione del soggetto. Ma vedere in “diretta” un incivile che agisce con così tanta sfacciataggine fa sempre una certa impressione. Le “prove” lasciate sul posto sono visibili in un’immagine scattata la mattinata successiva.

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“Il respiro di Biancavilla”, la questione amianto diventa una mostra fotografica

Iniziativa di Inail e Università di Catania: immagini di Valentina Brancoforte e dell’archivio di Daniela Bellomo

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Si intitola “Il respiro di Biancavilla”. Martedì 11 giugno, alle ore 11.00, presso la Direzione territoriale Inail di via Cifali a Catania, inaugurazione della mostra fotografica. Iniziativa nata nell’ambito della attività previste dalla convenzione tra l’Inail Sicilia e l’Università degli studi di Catania.

Le opere fotografiche di Valentina Brancaforte e l’archivio fotografico di Daniela Bellomo, coordinatrice reggente della Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza dell’Inail Sicilia, raccontano la storia degli abitanti di Biancavilla. Una popolazione esposta per oltre cinquant’anni alla fluoro-edenite, una fibra asbestiforme che ha provocato un elevato tasso di mortalità per mesotelioma.

L’istituzione della Sin (Sito interesse nazionale), avvenuta del 2001, si rese necessaria quando, a seguito di studi epidemiologici, venne scoperto negli affioramenti rocciosi della cava di Monte Calvario un nuovo minerale. Una struttura anfibolica, la fluoro-edenite, che presenta tre habitus: aciculare, fibroso e prismatico. Studi successivi hanno dimostrato che il nuovo anfibolo ha caratteristiche chimico-tossicologiche riconducibili all’asbesto.

I testi a corredo delle immagini sono di Daniela Bellomo, Valentina Brancaforte e Stefano Zuliani. Ha collaborato Caterina Ledda, docente associata di Medicina del lavoro all’Università di Catania. La mostra sarà visitabile fino al 12 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.00.

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