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Zona artigianale di Biancavilla: ecco il bando per l’assegnazione di sei lotti

Dopo il fallimento della precedente amministrazione, nuovo tentativo per mettere in moto l’area

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© Foto Biancavilla Oggi

Il Comune di Biancavilla ha pubblicato il bando per l’assegnazione di aree con destinazione artigianale. È scaricabile dal sito del Comune nella sezione “Bandi di gara”. Di “zona artigianale” a Biancavilla si parla da decenni. Un iter travagliato tra scandali e manovre politiche, di cui avevamo già scritto in queste pagone.

Si tratta di 6 lotti complessivi da assegnare. Dal 1 luglio e fino al 29 settembre, il settore “Sviluppo Economico” del Comune riceverà le domande degli artigiani, in forma singola o associati. Il plico potrà essere presentato direttamente all’Ufficio Protocollo del Comune di Biancavilla oppure spedito a mezzo di servizio postale o altro servizio con raccomandata con avviso di ricevimento. Nel bando, indicati tutti i requisiti per la partecipazione.

L’assegnazione delle aree avverrà sulla base di una graduatoria, il cui punteggio verrà attribuito sulla base dei criteri che riguardano – tra gli altri – gli anni di iscrizione con la qualifica di artigiano, media degli assunti negli ultimi 5 anni e sede a Biancavilla negli ultimi 5 anni.

Entro 90 giorni dalla notifica di assegnazione dell’area, le ditte interessate dovranno stipulare l’atto di acquisto (Convenzione con il Comune), versando integralmente il corrispettivo dovuto, calcolato secondo il prezzo di cessione di 22,12 euro al metro quadrato per la superficie del lotto come indicato nel bando.

L’amministrazione mette a disposizione degli interessati un numero di telefono per avere informazioni: 095 7600405.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Politica

Il sindaco Bonanno ricorda il 25 Aprile, ma dimentica la parola “fascismo”

Il presidente del Pd, Alfio Distefano: «Così si rischia di snaturare il significato di questa ricorrenza»

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Un momento della commemorazione dello scorso anno

«Nella Giornata del 25 Aprile, Festa della Liberazione, i valori democratici vanno affermati con nettezza e nel fare ciò bisogna esprime l’avversione a tutti i regimi totalitari e autoritari che restringono la libertà. La celebrazione della nostra ritrovata libertà deve aiutarci a comprendere e rafforzare il ruolo dell’Italia nel mondo come imprescindibile baluardo di democrazia. Viva la libertà, Viva la democrazia, Viva l’Italia».

Con queste parole, il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, ha ricordato la ricorrenza della Liberazione. Ma, come accaduto anche in anni precedenti, non ha pronunciato la parola “fascismo”. C’è il riferimento ad una generica «avversione a tutti i regimi totalitari e autoritari», ma senza citare il dato storico della caduta della dittatura di Mussolini e della cacciata dei nazisti di Hitler. Dettaglio che non è passato inosservato. Un atteggiamento peraltro in linea con quello della presidente Giorgia Meloni e della sua maggioranza. Ma si può celebrare la Liberazione, omettendo di ricordare l’occupazione nazifascista?

L’intervento di Alfio Distefano

Così, a margine del 25 aprile, è il presidente del Partito democratico di Biancavilla, Alfio Distefano, ad affidare ad una nota stampa la sua riflessione.

«Le parole – scrive Distefano – rischiano di snaturare il profondo significato di questa ricorrenza, strumentalizzandola in modo inaccettabile. Il 25 aprile non è, come affermato dal sindaco e da parte della sua giunta, una semplice giornata commemorativa dei caduti di tutte le guerre o una celebrazione generica contro i regimi totalitari. Si tratta, piuttosto, di una data ben precisa che segna un momento fondamentale nella storia del nostro Paese: la liberazione dal regime nazifascista, avvenuta nel 1945 grazie al sacrificio dei partigiani e all’impegno congiunto di tutte le forze antifasciste. È un giorno in cui dovremmo riflettere sul coraggio e la determinazione dei partigiani italiani che, con grande sacrificio e rischio personale, lottarono per l’ideale di libertà e democrazia».

Distefano sottolinea ancora che «celebrare il 25 aprile significa non solo onorare la memoria di chi ha combattuto e dato la vita per la libertà, ma anche riaffermare con forza i valori antifascisti che sono alla base della Repubblica Italiana. Valori che, come recita la nostra Costituzione, ripudiano la guerra e la violenza e pongono al centro la tutela dei diritti umani e la democrazia».

«Distorsione della memoria storica»

«Ritengo inaccettabile – specifica il presidente del Pd – che i rappresentanti delle istituzioni, come Sindaco e Giunta comunale, possano mettere in discussione il significato profondo del 25 aprile, alimentando una pericolosa distorsione della memoria storica, dove tale strumentalizzazione rischia di offendere la memoria di chi ha combattuto e di minare i valori stessi su cui si fonda la nostra democrazia».

Da qui, dunque, la richiesta di Distefano rivolta agli amministratori comunali ad «impegnarsi a promuovere una corretta e consapevole celebrazione del 25 aprile, commemorare questa giornata con il rispetto che merita e che sia occasione di riflessione e di riaffermazione dei valori antifascisti che uniscono l’Italia».

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