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Cronaca

Un biancavillese cade in una vasca irrigua: scatta operazione di soccorso

Sul posto vigili del fuoco ed operatori del 118, l’uomo avrebbe riportato la frattura di un femore

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Un biancavillese 56enne è caduto in una vasca irrigua, all’interno di un fondo agricolo tra le contrade “Valanghe” e “Paportello”, in territorio di Centuripe.

Stava lavorando per rimuovere la melma, quando, in maniera accidentale, sarebbe scivolato da una scala, finendo sul fondo della vasca.

Per lui è stato necessario l’intervento di una squadra dei vigili del fuoco. Sul posto pure due ambulanze del 118 (provenienti da Adrano e Centuripe). Dopo le operazioni di recupero dell’uomo, i primi aiuti da parte degli operatori sanitari.

L’uomo, che non ha perso coscienza, avrebbe riportato la frattura del femore. Per questo, il trasporto in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale “Santissimo Salvatore” di Paternò. Qui è stato sottoposto ad ulteriori accertamenti.

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Cronaca

Omicidio Parisi, condanna definitiva: carcere a vita per Salvatore Fallica

Un iter giudiziario particolarmente complesso per il delitto commesso nel 2003 in contrada Rinazze

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Sono stati i Carabinieri della Compagnia di Paternò ad eseguire l’arresto. Hanno eseguito così un ordine per la  carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale di Catania.

Destinatario del provvedimento è Salvatore Fallica, 47 anni, personaggio noto alle cronache, er ora rintracciato a Volterra, in provincia di Pisa.

Nei suoi confronti è arrivata la sentenza definitiva all’ergastolo per omicidio premeditato in concorso di Gaetano Parisi, guardia campestre 53enne di Paternò. Riconosciuto colpevole anche per deteenzione e porto illegale di armi comuni da sparo.

L’omicidio di Parisi avvenne il 14 aprile 2003 in contrada Rinazze, a sud di Biancavilla. La vittima era alla guida della sua autovettura, una Fiat 500, dopo essere stata speronata.

Un delitto di sangue maturato per conflittualità interne al clan mafioso locale. Il movente?Secondo gli inquirenti è legato alla mediazione, all’epoca dei fatti, tra Parisi e il clan di Biancavilla ed i piccoli imprenditori agricoli sottoposti alle estorsioni.

Fallica era inserito nel clan Toscano-Tomasello-Mazzaglia, articolazione della famiglia di Cosa nostra etnea Santapaola-Ercolano. Particolermanete complesso l’iter giudiziario del caso, che aveva coinvolto anche un secondo soggetto di Biancavilla, poi morto a causa di una lunga malattia. Alla loro identificazione, gli inquirenti sarebbero giunti grazie alla comparazione del Dna trovato, dai carabinieri del Ris di Messina, su pezzi di guanti in lattice dimenticati dentro un’auto, risultata rubata. La stessa utilizzata dai sicari nell’agguato, e su un guanto in prossimità della stessa auto.

La sentenza di primo grado di condanna era stata annullata dalla Corte d’Assise d’appello di Catania nei confronti dei due. Poi, la prosecuzione del procedimento. Fino al verdetto definitivo di oggi nei confronti di Fallica.

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