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Allarme Covid a Biancavilla con 163 contagi: si va verso la “zona rossa”?

Preoccupante aggiornamento dei dati: il sindaco Bonanno ha informato il governatore Musumeci

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Il dato aggiornato dei positivi nella città di Biancavilla – 163 rispetto ai 105 di ieri – preoccupa l’amministrazione comunale che ha subito informato il presidente della Regione Siciliana, l’assessore regionale alla Salute e il Commissario Covid dell’Asp etnea. Sulla base del nuovo Dpcm potrebbe anche scattare la “zona rossa”.

«Il considerevole aumento – si legge nella nota inviata – delinea un quadro diffusivo di notevole entità per il quale necessita l’adozione di provvedimenti urgenti, immediati e opportunamente adeguati al contenimento e alla tutela della salute pubblica».

Il sindaco Antonio Bonanno chiede alle autorità regionali di valutare anche la sospensione delle attività didattiche in presenza.

«Il balzo in avanti di ben 58 unità – spiega il sindaco – non ci fa stare sereni. Ci aspettiamo che la Regione assuma in tempi brevi le decisioni opportune, tra le quali rientra la chiusura delle scuole».

Un campanello d’allarme, come si ricorderà, è suonato nei due giorni di screening effettuati sabato 6 e domenica 7 marzo. Ai test rapidi sono risultati 50 positivi, 33 dei quali sono cittadini biancavillesi. Con questi dati, evidentemente confermati dai tamponi molecolari, è stato sforato il parametro indicato dall’ultimo Dpcm. E’ quello che riguarda l’incidenza cumulativa settimanale superiore a 250 casi per 100 mila abitanti.

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1 Commento

1 Commento

  1. Pepe

    15 Marzo 2021 at 14:41

    I numeri del contagio a Biancavilla aumentano e intanto ieri il Biancavilla calcio ha giocato con numerosi spettatori in tribuna. Com’è possibile 1uesto? Boh forse l’ignorante sono io….

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Politica

Il sindaco Bonanno ricorda il 25 Aprile, ma dimentica la parola “fascismo”

Il presidente del Pd, Alfio Distefano: «Così si rischia di snaturare il significato di questa ricorrenza»

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Un momento della commemorazione dello scorso anno

«Nella Giornata del 25 Aprile, Festa della Liberazione, i valori democratici vanno affermati con nettezza e nel fare ciò bisogna esprime l’avversione a tutti i regimi totalitari e autoritari che restringono la libertà. La celebrazione della nostra ritrovata libertà deve aiutarci a comprendere e rafforzare il ruolo dell’Italia nel mondo come imprescindibile baluardo di democrazia. Viva la libertà, Viva la democrazia, Viva l’Italia».

Con queste parole, il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, ha ricordato la ricorrenza della Liberazione. Ma, come accaduto anche in anni precedenti, non ha pronunciato la parola “fascismo”. C’è il riferimento ad una generica «avversione a tutti i regimi totalitari e autoritari», ma senza citare il dato storico della caduta della dittatura di Mussolini e della cacciata dei nazisti di Hitler. Dettaglio che non è passato inosservato. Un atteggiamento peraltro in linea con quello della presidente Giorgia Meloni e della sua maggioranza. Ma si può celebrare la Liberazione, omettendo di ricordare l’occupazione nazifascista?

L’intervento di Alfio Distefano

Così, a margine del 25 aprile, è il presidente del Partito democratico di Biancavilla, Alfio Distefano, ad affidare ad una nota stampa la sua riflessione.

«Le parole – scrive Distefano – rischiano di snaturare il profondo significato di questa ricorrenza, strumentalizzandola in modo inaccettabile. Il 25 aprile non è, come affermato dal sindaco e da parte della sua giunta, una semplice giornata commemorativa dei caduti di tutte le guerre o una celebrazione generica contro i regimi totalitari. Si tratta, piuttosto, di una data ben precisa che segna un momento fondamentale nella storia del nostro Paese: la liberazione dal regime nazifascista, avvenuta nel 1945 grazie al sacrificio dei partigiani e all’impegno congiunto di tutte le forze antifasciste. È un giorno in cui dovremmo riflettere sul coraggio e la determinazione dei partigiani italiani che, con grande sacrificio e rischio personale, lottarono per l’ideale di libertà e democrazia».

Distefano sottolinea ancora che «celebrare il 25 aprile significa non solo onorare la memoria di chi ha combattuto e dato la vita per la libertà, ma anche riaffermare con forza i valori antifascisti che sono alla base della Repubblica Italiana. Valori che, come recita la nostra Costituzione, ripudiano la guerra e la violenza e pongono al centro la tutela dei diritti umani e la democrazia».

«Distorsione della memoria storica»

«Ritengo inaccettabile – specifica il presidente del Pd – che i rappresentanti delle istituzioni, come Sindaco e Giunta comunale, possano mettere in discussione il significato profondo del 25 aprile, alimentando una pericolosa distorsione della memoria storica, dove tale strumentalizzazione rischia di offendere la memoria di chi ha combattuto e di minare i valori stessi su cui si fonda la nostra democrazia».

Da qui, dunque, la richiesta di Distefano rivolta agli amministratori comunali ad «impegnarsi a promuovere una corretta e consapevole celebrazione del 25 aprile, commemorare questa giornata con il rispetto che merita e che sia occasione di riflessione e di riaffermazione dei valori antifascisti che uniscono l’Italia».

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