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Ucciso dal Covid l’avv. Bandieramonte, belpassese ma legatissimo a Biancavilla

Una persona stimata, la famiglia era originaria del nostro paese, dove aveva parenti, amici e colleghi

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È morto all’età di 62 anni, a causa dell’infezione di coronavirus, l’avv. Gaetano Bandieramonte, persona e professionista apprezzato. Residente da tempo a Belpasso, la sua famiglia era originaria di Biancavilla.

Anche nel nostro paese, tra parenti e colleghi, è stata nutrita la speranza che l’avv. Bandieramonte potesse guarire. Un appello era stato lanciato per la donazione di plasma iperimmune di pazienti già guariti dal Covid. Ma non è bastato.

La notizia del suo decesso, mentre era ricoverato in Terapia intensiva all’ospedale “San Marco”, ha suscitato dispiacere.

Il padre, il prof. Luigi Bandieramonte, viene ancora ricordato per essere stato insegnante di francese nella scuola media “Luigi Sturzo”. A Biancavilla c’è chi ricorda la famiglia Bandieramonte, che abitava nel quartiere dell’Annunziata. E soprattutto i momenti di svago passati in estate alle Vigne, in zona Vallone rosso, vicino il Piccolo seminario.   

Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catania ha diffuso un messaggio di cordoglio: «Con infinita tristezza ricordiamo il caro Gaetano, un professionista serio e competente, e la sua bontà ed umanità. Un amico di tutti. Ci stringiamo al dolore dei suoi familiari e dei figli Simone, nostro collega, ed Erica, giovane praticante avvocato».

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Esemplare di poiana ferito ad un’ala e recuperato dai volontari della “Gepa”

Il volatile sarà affidato al Centro faunistoco di Valverde per le cure per poi essere liberato

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Una ferita di arma da fuoco ad un’ala che avrebbe portato a morta certa un bellissimo esemplare di poiana, se non si fossero attivati in tempo i soccorsi. Si tratta di una specie protetta, ma evidentemente c’è chi fa un uso improprio di fucili da caccia, fuori da ogni regola e normative.

Il povero animale è stato trovato nelle campagne di contrada Miraglia da persone di Biancavilla. Le stesse che hanno portato il volatile in paese, dandogli le prime cure.

Poi la segnalazione è passata ai volontari dell’associazione Gepa, che già diverse volte si sono ritrovati ad intervenire per analoghe situazioni. Recentemente era stato recuperato in contrada Sferro un falchetto dell’Etna, mentre qualche anno fa l’intervento Gepa era stato eseguito per un airone in zona “Erbe bianche”.

«Questo è il terzo volatile ferito di cui ci occupiamo, è inaccettabile oltre ad essere –specifica il presidente Dino Petralia– un preciso reato. Adesso stiamo recuperando l’animale per consegnarlo al Centro faunistico di Valverde, dove riceverà le cure appropriate per poi essere liberato nel suo habitat naturale».

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