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Cronaca

Scoperte un’officina meccanica e una carrozzeria abusive a Biancavilla

Scattate anche due denunce nei confronti dei titolari, che gestivano le attività senza autorizzazioni

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I Carabinieri della Stazione di Biancavilla, assieme alla Polizia Provinciale di Catania, hanno denunciato due persone del posto, di 56 e 44 anni. Sono ritenute responsabili di gestione illecita e smaltimento illecito di rifiuti, immissione di fumi nell’atmosfera, esercizio abusivo della professione.

I militari, nel corso di un servizio finalizzato alla repressione dei reati in materia ambientale, hanno individuato in via Sant’Angeli Custodi, a Biancavilla, due autofficine. Una adibita a carrozzeria e l’altra alle riparazioni meccaniche.

Avviate all’interno di due garage, entrambe le attività erano senza alcuna autorizzazione amministrativa e prive dei registri e dei formulari inerenti allo smaltimento dei rifiuti.

Da parte di militari e poliziotti, dunque, posta sotto sequestro preventivo la carrozzeria. Sequestrati solo gli attrezzi di lavoro, invece, in quella meccanica.  

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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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