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Cronaca

«Operata di appendicite, ma non vedono la trombosi: chiedo i danni»

Diffida legale di una giovane che si dice essere vittima di “imperizia, imprudenza e negligenza”

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© Foto Biancavilla Oggi

È entrata all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla per un semplice intervento di appendicectomia. Ne è uscita con una trombosi venosa alla gamba, che le ha procurato una lunga terapia oltre che la perdita del suo primo anno di università. Per questo, adesso, una ragazza 19enne si è affidata ad un legale per chiedere i danni all’Asp. Secondo l’avv. Pilar Castiglia, che assiste la ragazza, nell’operato dei medici si riscontrerebbero «imperizia, imprudenza e negligenza».

La giovane era stata ricoverata a Biancavilla nel settembre 2019 e aveva subito specificato di seguire una terapia ormonale a causa della sindrome dell’ovaio policistico.

«Nonostante il noto rischio di patologia tromboembolica derivante dall’assunzione di etinilestradiolo, nonché derivante dall’intervento chirurgico, la paziente non è stata sottoposta a profilassi antitromboembolica». È quanto sottolinea l’avv. Castiglia.  «Da ciò -aggiunge- ne è derivata l’insorgenza di una trombosi venosa profonda dei vasi dell’arto inferiore di sinistra», viene sostenuto dal legale. 

Secondo la 19enne all’ospedale di Biancavilla hanno sottovalutato non solo i rischi, ma anche gli effetti che poi effettivamente si sono presentati.

«Durante il ricovero –viene evidenziato– lamentava ai sanitari l’insorgenza di dolore all’arto inferiore sinistro. Tuttavia solo a distanza di una settimana dalla dimissione fu possibile eseguire una visita specialistica angiologica e un esame doppler che consentiva di rilevare la presenza della trombosi venosa profonda. E pertanto di instaurare idonea terapia medica».

Errore nella pianificazione, errore nel consigliare la prosecuzione della terapia già assunta al domicilio, ritardo nel disporre gli accertamenti specialistici e, quindi, di sottoporre la paziente a specifica terapia. Sono queste le criticità elencate nella diffida presentata dall’avv. Castiglia all’Asp di Catania, di cui fa parte l’ospedale di Biancavilla, al fine di provvedere al risarcimento danni, da quantificare da parte di un medico legale.

«È stato un calvario»

La 19enne si dice vittima di un vero e proprio “calvario” per il dolore alla gamba, che –racconta a Biancavilla Oggi – sarebbe stato scambiato anche per un effetto della scoliosi. In realtà era una profonda trombosi venosa all’arto inferiore».  

«Se non fosse stata capita da un altro medico esterno alla struttura, mi avrebbe portato sicuramente alla morte e ciò mi ha causato dei danni morali, che riporto anche ora», dice la giovane a Biancavilla Oggi.

«Ho cominciato una lunga cura di pesanti farmaci, che continua anch’essa fino ad ora, ho portato una pesantissima calza elastica fino allo scorso mese. E cosa più importante, ciò ha portato a perdere il primo anno di università, il primo anno di costruzione per il mio futuro. Sono indignata e soprattutto delusa».

Al momento, l’intervento prodotto è una diffida rivolta all’azienda sanitaria. Ma in caso di mancato riscontro, dalla diffida si passerà all’azione in sede civile per il risarcimento dei danni.

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Cronaca

Lite con coltello: 66enne di Biancavilla arrestato per tentato omicidio

Diverbio tra proprietari di terreni attigui, la vittima trasportata al “Maria Santissima Addolorata”

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Arrestato dai carabinieri un 66enne di Biancavilla con l’accusa di tentato omicidio aggravato. Avrebbe colpito un coetaneo di Adrano con diversi fendenti. Adesso si trova rinchiuso nel carcere di Noto. I fatti sono stati ricostruiti dai militari, dopo che la vittima si è presentata nella stazione di Adrano, chiedendo aiuto.

L’uomo, che aveva vistose ferite da taglio in diverse parti del corpo e in particolare al collo e al volto, è stato immediatamente soccorso dai carabinieri. Chiamata un’ambulanza, è stato trasportato all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla.

Secondo quanto appurato dai militari, il 66enne adranita, proprietario di alcuni appezzamenti in contrada Irveri, aveva avuto un diverbio con il padrone dei terreni attigui, un 66enne di Biancavilla, per questioni relative ai confini dei fondi. La discussione si era però tramutata in una vera e propria lite, al termine della quale il biancavillese aveva usato un coltello da cucina, ferendo l’altro. Ferite con una prognosi –stabilita dai medici di Biancavilla– in 10 giorni.

Svolte le indagini, i carabinieri hanno quindi rintracciato l’aggressore nella sua abitazione. Qui è stato trovato con la maglietta ancora sporca di sangue ed in possesso del coltello appena utilizzato. Immediato l’arresto.

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