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Cronaca

Droga, furto, ricettazione, lesioni: arresto sul posto di lavoro a Biancavilla

Giovane finisce in manette: deve scontare 4 anni di carcere per reati commessi quando era minorenne

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Agenti del Commissariato di Adrano hanno arrestato un 21enne per reati connessi alla produzione e al traffico di sostanze stupefacenti. Il giovane risponde anche di resistenza a pubblico ufficiale, furto aggravato, lesioni personali aggravate e ricettazione.

Il giovane, dopo avere scontato poco più di anno di reclusione tra il 2017 e il 2018, dovrà scontarne adesso altri quattro. Tenuto a pagare pure una pena pecuniaria pari a 3.700 euro per reati commessi tra il 2014 ed il 2017.

A seguito dell’ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori, i poliziotti, non trovandolo a casa, si sono messi alla ricerca del 21enne, trovandolo poi a Biancavilla, sul posto di lavoro.

Il giovane è stato condotto presso un istituto penale per minorenni perché all’epoca dei fatti non aveva ancora raggiunto la maggiore età.

Tra l’altro, soltanto qualche mese fa era stato denunciato poiché trovato in possesso di 11 grammi di cocaina.

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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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